CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.05.2023 N. 4624

Il principio di equivalenza, introdotto dall’art. 68 del d.lgs. n. 50 del 2016 in attuazione dell’art. 42 della direttiva 2014/24/UE, permea l’intera disciplina dell’evidenza pubblica, sul presupposto che la possibilità di ammettere alla comparazione prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste, ai fini della selezione della migliore offerta, risponde, da un lato, ai principi costituzionali di imparzialità e buon andamento e di libertà d’iniziativa economica e, dall’altro, al principio euro-unitario di concorrenza, che vedono quale corollario il favor partecipationis alle pubbliche gare, mediante un legittimo esercizio della discrezionalità tecnica da parte dell’amministrazione alla stregua di un criterio di ragionevolezza e proporzionalità ..
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 05.04.2023 N. 315

Ai fini dell'esecuzione di una piscina (nella specie, delle dimensioni di 4,4mt e della profondità di 1,5mt) non è sufficiente la presentazione di una SCIA - segnalazione certificata di inizio attività. Trattandosi di struttura di tipo edilizio che incide con opere invasive sul sisto in cui viene realizzata, configura una nuova costruzione ex art. 3 comma 1 lett. e) DPR n. 380/2001 e dunque necessita di permesso di costruire ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 09.03.2023 N. 2487

In urbanistica ed edilizia, nell'ambito di rilascio del permesso di costruire in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, in caso di trasmissione tardiva del parere paesaggistico, ex art. 146, d.lgs. 42/04, da parte della Soprintendenza, deve ritenersi preferibile aderire all'orientamento giurisprudenziale che attribuisce come conseguenza del ritardo non già la consumazione del potere, ma la trasformazione del valore del parere da vincolante in non vincolante, con la conseguente possibilità per l’Autorità procedente di poterne prescindere e con l’obbligo di motivare qualora invece ritenga di adeguarsi al suo contenuto..
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 07.02.2023 N. 884

Nell'ambito delle gare d'appalto aggiudicate secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, le proposte migliorative consistono in soluzioni tecniche che incidono su tutti gli aspetti progettuali lasciati aperti a diverse soluzioni, sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, senza modificare le caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione. Di converso, le varianti si sostanziano in vere e proprie modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante. In tale prospettiva, le proposte migliorative consistono pertanto in soluzioni tecniche che, senza incidere sulla struttura, sulla funzione e sulla tipologia del progetto a base di gara, investono singole lavorazioni o singoli aspetti tecnici dell’opera, lasciati aperti a diverse soluzioni, configurandosi come integrazioni, precisazioni e migliorie che rendono il progetto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste..
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TAR LAZIO - SENTENZA 18.01.2023 N. 884

In materia di gare di appalto alla stazione appaltante è ammesso intervenire successivamente sulla lex specialis, nei casi in cui la risposta al chiarimento non investa un’indebita e perciò illegittima modifica delle regole di gara, ma una sorta di interpretazione autentica con cui la S.A. chiarisce la propria volontà provvedimentale in un primo momento poco intellegibile, precisando o meglio delucidando le previsioni della lex specialis...
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TAR VENETO - SENTENZA 22.12.2022 N. 1936

Va revocata in autotutela l'aggiudicazione di una gara d'appalto qualora il concorrente vittorioso abbia sottoscritto il contratto "con riserva" contestando alcune originarie condizioni economiche contrattuali predisposte dalla Stazione Appaltante con gli atti di gara. Nel caso in cui il concorrente, nonostante formalmente sottoscriva il contratto, ne manifesti dissenso ad accettarne effettivamente il contenuto, questa insanabile contraddizione tra la volontà “formale” e quella “sostanziale”, contraria alle condizioni originarie del contratto, vale quale accettazione non conforme....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 05.12.2022 - N. 3295

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non in quella del giudice amministrativo, una controversia avente ad oggetto l’impugnazione del recesso di un Comune da un consorzio smaltimento rifiuti. Difatti il recesso costituisce un atto intrinsecamente civilistico, determinante l’estinzione di un rapporto di durata a tempo indeterminato, con conseguente radicamento della giurisdizione ordinaria. Tale assunto opera in tutte le controversie nella quali si controverta della validità e degli effetti del recesso di un ente locale da un Consorzio al quale in precedenza abbia aderito e, del resto, il giudice civile ben può dare idonea tutela alle posizioni soggettive poste al suo esame, avuto riguardo all’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale che lo abilita a sindacare l’esercizio del diritto di recesso, sulla base dei parametri di correttezza oggettiva e buona fede, affinché si eviti che tale esercizio possa sconfinare nell’arbitrio ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.10.2022 N. 9280

E' legittima un'aggiudicazione di un servizio pubblico disposta nonostante l'aggiudicatario in sede di autodichiarazione delle caratteristiche qualitative dei prodotti offerti, abbia omesso di allegare all’offerta la scheda tecnica specifica di ogni prodotto, ove tale allegazione non sia espressamente richiesta dal bando di gara a pena di esclusione. Infatti, in relazione a mere omissioni comprovanti la veridicità delle dichiarazioni effettuate dal concorrente, non può in radice predicarsi alcun automatismo espulsivo, risultando invece indispensabile una valutazione in concreto della stazione appaltante, che, in tale contesto, dovrà pertanto stabilire se l’informazione è effettivamente falsa o fuorviante, se inoltre la stessa era in grado di sviare le proprie valutazioni ed infine se il comportamento tenuto dall’operatore economico incida in senso negativo sulla sua integrità o affidabilità ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 04.10.2022 N. 2178

In una procedura di gara per l'affidamento del servizio energia, i criteri ambientali minimi, individuati nel Decreto C.A.M., rappresentano gli strumenti per il perseguimento degli obiettivi ambientali di cui al Piano di azione ex art. 34, comma 1, del D.Lgs. 50 del 2016, per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione e devono essere tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.08.2022 N. 6857

Gli effetti della pronuncia della Corte di Giustizia (sentenza C-402/18 del 27.11.2019) che ha ritenuto contraria alle direttive comunitarie la normativa nazionale che vietava il ribasso superiore al 20% da parte del suappaltatore rispetto ai prezzi praticati dall'appaltatore hanno efficacia immediata e diretta nell'ordinamento anche in riferimento ai rapporti giudirici sorti prima della pronuncia, poichè questa esplica i propri effetti ex tunc, cioè sin dall'entrata in vigore della norma oggetto del rinvio pregiudiziale ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.04.2023 N. 4173

Va dichiarato inammissibile un ricorso giurisdizionale innanzi al G.A., proposto al fine di ottenere in s.g. l’annullamento di un permesso di costruire in sanatoria e la conseguente demolizione dei manufatti abusivamente realizzati, nel caso in cui parte ricorrente abbia dedotto esclusivamente di essere confinante con i medesimi manufatti (criterio della c.d. vicinitas), senza allegare elementi probatori in ordine al vulnus effettivamente subito in conseguenza della costruzione dei manufatti, ovvero in ordine al vantaggio che potrebbe conseguire dalla relativa demolizione..
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TAR LOMBARDIA (MILANO) - SENTENZA 27.03.2023 N. 736

Deve ritenersi illegittimo un provvedimento di demolizione motivato con riferimento al fatto che l'intervento sanzionato è stato realizzato senza titolo edilizio, nel caso in cui detto manufatto sia stato costruito in una zona che, per un errore nella redazione del P.G.T., è risultata priva di qualsivoglia classificazione urbanistica. In tal modo viene impedito ai soggetti interessati di poter ottenere la sanatoria delle opere realizzate, attraverso l’avvio del procedimento di accertamento di conformità disciplinato dall’art. 36 del D.P.R. n. 380 del 2001..
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 20.02.2023 N. 180

Deve ritenersi legittima l'istanza di un aggiudicatario che anche in ragione del lasso di tempo decorso tra aggiudicazione e stipula del contratto, manifesti l'esigenza di rinegoziare l'offerta presentata in gara, non potendola confermare, alla luce dell'intervenuto aumento dei costi dei materiali e delle lavorazioni. Difatti la rinegoziazione in corso d'esecuzione e dunque anche prima della firma del contratto va considerata una soluzione percorribile ogni volta in cui la P.A., in presenza di particolari condizioni, voglia tentare di ricondurre il contratto ad utilità invece di dover rinnovare la procedura di gara ..
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TAR FRIULI VENEZIA GIULIA - SENTENZA 26.01.2023 N. 20

Sussiste l'interesse ad agire nel caso di impugnazione di un parere preventivo negativo della Commissione Edilizia comunale, in ordine ad un istanza tendente ad ottenere il rilascio del permesso di costruire. Difatti tale parere, pur non appartenendo al procedimento amministrativo volto al rilascio del titolo edilizio, “è comunque idoneo a determinare (o comunque indirizzare) non solo la successiva attività provvedimentale dell’Amministrazione in sede di rilascio del titolo, ma anche ad orientare le specifiche scelte del privato in ordine alla redazione del progetto e alle condizioni per il corretto avvio della procedura per il rilascio del titolo. Sotto questo profilo, quindi, il parere assume efficacia immediatamente lesiva della posizione giuridica dell’istante e, anche in relazione alla sua natura e alla ratio sottesa alla sua previsione (consistente appunto nel far conoscere ex ante al privato gli orientamenti comunali relativi all’assetto del territorio e ai vincoli ivi insistenti prima della presentazione di un progetto edilizio compiuto e dettagliato)..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.01.2023 N. 384

Il potere della P.A. appaltante di non aggiudicare una gara è da ritenersi legittimo ove esercitato prima di adottare il provvedimento di aggiudicazione definitiva. Pertanto, nel caso in cui esista un giudicato che ha espressamente accertato il diritto all’aggiudicazione e il diritto al subentro nel contratto, si giustifica sul piano sistematico anche la preclusione (quale effetto del giudicato) all’esercizio del potere di non procedere all’aggiudicazione previsto dall’art. 95, comma 12, del codice dei contratti pubblici. Discende, ulteriormente, che in tal caso, la decisione di non aggiudicare (e conseguentemente di non disporre il subentro nel contratto) si pone in netta contrapposizione con i vincoli puntuali che scaturiscono dal giudicato. Né essa può trovare una idonea base normativa nell’art. 95, comma 12 cit., messo fuorigioco proprio dall’esistenza del giudicato e dei vincoli conformativi che gravano sull’amministrazione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 12.12.2022 N. 10840

In ambito di procedure pubbliche d'appalto, la verifica dell’anomalia dell’offerta non ha ad oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica, mirando piuttosto ad accertare se, in concreto, l’offerta nel suo complesso sia attendibile ed affidabile in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto. Ne consegue che la valutazione di congruità deve essere globale e sintetica, senza concentrarsi esclusivamente e in modo parcellizzato sulle singole voci di prezzo. Pertanto, l’esito della gara può essere travolto solo quando il giudizio negativo sul piano dell’attendibilità riguardi voci che, per la loro rilevanza ed incidenza complessiva, rendano l’intera operazione economicamente non plausibile ed insidiata da indici di carente affidabilità a garantire la regolare esecuzione del contratto. La valutazione di congruità costituisce, pertanto, espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che la manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza dell’operato della stazione appaltante, renda palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.11.2022 N. 9986

Per quanto concerne il c.d. "terzo condono edilizio", di cui all’art. 32, comma 27, lett. d), del decreto legge n. 269 del 30 settembre 2003, convertito nella l. n. 326 del 24 novembre 2003, deve rilevarsi che le opere abusivamente realizzate in aree sottoposte a specifici vincoli sono sanabili solo se, oltre al ricorrere delle ulteriori condizioni – e cioè che le opere siano realizzate prima dell’imposizione del vincolo, che siano conformi alle prescrizioni urbanistiche e che vi sia il previo parere dell’Autorità preposta alla tutela del vincolo – rientrino nella categoria di opere minori senza aumento di superficie e volume (restauro, risanamento conservativo, manutenzione straordinaria). Ne consegue che un abuso comportante la realizzazione di nuove superfici e nuova volumetria in area assoggettata a vincolo, indipendentemente dal fatto che il vincolo non sia di carattere assoluto, non può essere sanato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 10.10.2022 N. 8652

La costituzione del diritto di uso pubblico su strada privata non si configura tramite meri fatti concludenti, bensì al contrario necessita di un titolo idoneo a detto scopo. Ne consegue che la prova dell’esistenza di una servitù di uso pubblico non può fondarsi su presunzioni semplici o dalla circostanza fattuale dell'uso pubblico della strada, ma necessariamente presuppone un atto pubblico o privato, quali un provvedimento amministrativo, una convenzione fra proprietario ed Amministrazione o un testamento. Dunque, affinché una strada privata possa essere considerata di uso pubblico, non basta che essa possa servire da collegamento con una via pubblica e sia adibita al transito di persone diverse dal proprietario ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.09.2022 N. 7709

Anche una precedente risoluzione consensuale di appalto con altra stazione appaltante rientra tra le circostanze oggetto di obbligo dichiarativo in capo al concorrente di una procedura di gara, potendo potenzialmente rilevare quale pregresso episodi o professionale da riferire alla stazione appaltante, in quanto suscettibile di integrare una delle cause di esclusione dalla procedura previste dall’art. 80, comma 5, lett. c) e ss. del d.lgs. n. 50 del 2016, a condizione che da tale risoluzione sia desumibile che la stessa sia dipesa da una condotta astrattamente idonea a fare dubitare dell’integrità ed affidabilità dell’operatore economico, in vista dell’affidamento dell’appalto...
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.07.2022 N. 10678

E’ legittima l’aggiudicazione di una gara di appalto di servizi, nel caso in cui la Commissione giudicatrice abbia posto in essere una operazione correttiva consistente nella modifica di un palese refuso materiale, avendo la ditta vittoriosa interessata indicato l’onere complessivo della manodopera per 1 anno solo, rispetto ai 2 anni previsti dalla lex specialis; tale operazione deve ritenersi rispondente al generale principio di conservazione degli atti negoziali, in uno al favor partecipationis sotteso alle procedure evidenziali, e non arrecante alcun vulnus alla par condicio competitorum, appalesandosi logicamente vincolata e necessitata, anche alla luce del fatto che gli atti di gara non indicavano in maniera chiara che il costo dovesse essere indicato complessivamente per il biennio e non per il singolo anno ...
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