TAR LAZIO - SENTENZA 05.12.2018 N. 11826

Nelle gare di appalto, l’omessa dichiarazione di precedenti sentenze di condanna, riportate da esponenti aziendali, costituisce legittima causa di esclusione dell’impresa dalla gara, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c, f-bis, del D.Lgs. n. 50/2016, trattandosi di dichiarazione reticente, in quanto non fornisce un quadro completo della situazione effettivamente esistente, la quale non consente il normale ed esauriente dispiegarsi del processo decisionale della stazione appaltante in merito alla sussistenza di eventuali gravi illeciti professionali. Un siffatto provvedimento non è annoverabile tra gli atti di annullamento in autotutela e dunque non soggiace alla disciplina di cui all'art. 21 nonies L.n. 241/90 costituendo atto vincolato ... 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 09.11.2018 N. 6326

In ambito di gare pubbliche d'appalto, per la verifica dell'anomalia dell'offerta, al parte i casi in cui l'utile risulti pari a zero, non è possibile stabilire una soglia minima di margine positivo dichiarato dall'offerente al di sotto della quale l’offerta deve essere considerata anomala, poiché anche un utile apparentemente modesto può comportare comunque un vantaggio significativo, sia per la prosecuzione in sé dell’attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l’impresa dall’essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico, e per tale motivo l'offerta in tale caso non può essere considerata anomala  .. 
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.10.2018 N. 5765

Il termine di trenta giorni per l'impugnativa dell'ammissione dei concorrenti alla procedura di gara, prevista dal comma 2 bis dell’art. 120 c.p.a., deve essere fatto decorrere dal momento della pubblicazione degli atti della procedura, perché diversamente l’impresa sarebbe costretta a proporre un ricorso “al buio” .
Nella fattispecie il principio della piena conoscenza ai fini della decorrenza del termine di impugnazione merita una particolare e rigorosa applicazione, pertanto l'eventuale piena conoscenza, acquisita aliunde, può applicarsi solo ove vi sia una concreta prova dell’effettiva conoscenza degli atti di gara, acquisita in data anteriore alla pubblicazione o comunicazione degli atti della procedura di gara, e ciò non può coincidere con la seduta di gara in cui è stata deliberata l'ammissione dei concorrenti, anche se a tale seduta sia presente un  un rappresentante della ditta, in mancanza della specifica prova sulla percezione immediata ed effettiva di tutte le irregolarità che, ove sussistenti, possano aver inficiato le relative determinazioni.. 
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TAR PUGLIA - SENTENZA 07.09.2018 N. 1212

In ambito di gare pubbliche d'appalto, deve ritenersi illegittima l'esclusione di un concorrente che abbia presentato la relazione descrittiva dell'offerta sottoscritta soltanto sull'ultima pagina ed omettendo di sottoscrivere ogni foglio come pure richiesto dal disciplinare di gara. La previsione della lex speciali in questione, per rimanere coerente con il principio di tassatività delle clausole di esclusione (art. 74 D.Lgs n. 163/2006 ed oggi art. 83 comma 8 D.Lgs. n. 50/2016), pena la sanzione di nullità della previsione stessa, va interpretata nel senso di ritenere sufficiente che venga sottoscritta l’ultima pagina e che il requisito formale della sottoscrizione sia soddisfatto con l'apposizione della firma in calce al documento in parola... 

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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.08.2018 N. 4775

In ambito di procedura di evidenza pubblica vige il principio generale per il possesso dei requisiti soggettivi da parte dei concorrenti deve essere valutato al momento della scadenza del termine per la presentazione delle offerte, e poi essere mantenuto, senza soluzione di continuità, anche nella fase successiva all’aggiudicazione, per tutta la durata del contratto. In applicazione di tale principio va ritenuta illegittima una clausola della lex specialis (nella fattispecie si trattava del capitolato speciale allegato agli atti di gara) la quale prevede che i requisiti debbono essere posseduti e comprovati con riferimento alla data di pubblicazione del bando di gara, e ne va acclarata la nullità in virtù del principio di tassatività delle cause di esclusione ......

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TAR SICILIA - SENTENZA 05.07.2018 N. 1551

Sussiste l'onere di immediata impugnazione, a decorrere dalla loro conoscenza, di tutte le clausole dei bandi di gara che comportino limitazioni alla partecipazione alla gara e quindi quelle clausole che idonee a comportare l'esclusione da parte della commissione di gara in caso di violazione commessa dal concorrente. Tra tali clausole rientra quella che prevede il divieto di avvalimento frazionato, in quanto è ovvio che, a fronte di un’offerta presentata in violazione di tale divieto, non potrebbe che conseguire la sua esclusione, quanto meno nell’ipotesi in cui la commissione di gara agisca in modo legittimo ...
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TAR PUGLIA - ORDINANZA 20.06.2018 N. 903

Va rimessa all'esame della Corte Costituzionale la questione di costituzionalità dell’art. 120, comma 2 bis, primo e secondo periodo, c.p.a., (limitatamente all’onere di immediata impugnazione dei provvedimenti di ammissione), nella parte in cui obbliga il concorrente ad una gara d'appalto ad impugnare immediatamente le ammissioni delle altre imprese partecipanti alla stessa gara, pena altrimenti l’incorrere nella preclusione di cui al secondo periodo della disposizione, in relazione agli artt. 3, comma 1, 24, commi 1 e 2, 103, comma 1, 111, commi 1 e 2, 113, commi 1 e 2 e 117, comma 1, Cost. e 6 e 13 Cedu, recepita con l. 4 agosto 1955, n. 848 ...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 01.06.2018 N. 931

Va annullato il provvedimento comunale di diniego al rilascio di un permesso di costruire (in sanatoria) di una piscina qualora tale opera costituisca pertinenza esclusiva di un immobile a destinazione residenziale legittimamente edificato, quand'anche questo insista in zona agricola, posto che la natura esclusivamente pertinenziale della piscina rispetto alla casa di abitazione realizzata ne determina l'attrazione nell’ambito della destinazione residenziale, in quanto bene non suscettibile di autonomo uso o sfruttamento....
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TAR LAZIO - SENTENZA 21.05.2018 N. 5599

In ambito di gare d'appalto, il termine per impugnare un provvedimento lesivo della sfera giuridica del partecipante decorre dal momento dell’avvenuta conoscenza dell’atto stesso, che può concretizzarsi anche nella partecipazione di un rappresentante della società alla seduta della Commissione di gara che ha verbalizzato detto provvedimento, e ciò a condizione che il rappresentante presente rivesta una specifica carica sociale che gli attribuisce la legale rappresentanza della società oppure che sia munito di procura rilasciata allo scopo di fargli assumere la rappresentanza della società...
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TAR LAZIO - SENTENZA 15.05.2018 N. 5423

Tra i due orientamenti giurisprudenziali formatisi in ordine alle conseguenze della mancata indicazione dei costi della manodopera resa obbligatoria dall'art. 95, comma 10, del D.Lgs. n.50/2016, deve preferirsi quello volto a negare un effetto escludente in via automatica dalla gara se la lex specialis non richieda alcuna specifica dichiarazione in ordine a detti costi e soprattutto se a seguito delle richiese formulate dalla commissione il concorrente possa chiarire tali costi senza che ciò comporti modifica e/o integrazione dell'offerta economica...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 26.11.2018 N. 6822

In ambito di appalti pubblici, la "clausola sociale" inserita nel bando va letta in senso conforme ai principi di libera iniziativa imprenditoriale, di carattera nazionale e comunitario, al fine di non risultare violativa della concorrenza e della libertà d'impresa di cui all'art. 41 della Costituzione. Ne consegue che tale clausola deve essere interpretata in modo elastico senza possibilità di attribuirle un effetto automaticamente e rigidamente escludente in caso di inesatto o non puntuale adempimento da parte del concorrente, posto che l’obbligo di riassorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell’appaltatore uscente nello stesso posto di lavoro e nel contesto dello stesso appalto va integrato e compendiato con le esigenze dell’organizzazione di impresa prescelta dall’imprenditore subentrante.  .. 
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TAR TOSCANA - SENTENZA 29.10.2018 N. 1391

Va annullata l'intera procedura di gara d'appalto nonchè l'atto conclusivo di aggiudicazione nel caso in cui la commissione di gara, all'atto di esaminare l’offerta di una ditta concorrente (nella fattispecie, giunta seconda classificata), abbia aperto la busta contenente l’offerta economica prima di quella contenente la documentazione amministrativa. Infatti, la rigida successione del procedimento di selezione è tale da imporre che una prima fase della procedura si completi esclusivamente con l’esame dei requisiti di ammissione dei concorrenti, e che solo a seguito della conclusione di tale prima fase, che deve culminare con la decisione sull'ammissione dei concorrenti, può passarsi alla successiva seconda fase da dedicarsi all'esame del merito delle offerte  delle imprese ammesse, dovendosi pertanto ribadire il principio secondo il quale nelle gare per l’affidamento dei contratti pubblici l’apertura delle buste con le offerte economiche non può precedere l’accertamento dei requisiti formali per l’ammissione alla selezione  .. 
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TAR PUGLIA - ORDINANZA 17.09.2018 N. 1346

Va rimessa alla Corte Costituzionale la questione di legittimità dell'art. 75 del D.P.R. n. 445/2000, in relazione ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e uguaglianza di cui all’art. 3 della Carta Fondamentale, nella parte in cui, tenuto conto dell'univoca interpretazione giurisprudenziale valevole ai sensi del diritto vivente, comporti la determinazione di un sistema di automatismo legale in base al quale qualsiasi caso di comprovata non veridicità di quanto autodichiarato dall’interessato comporti la decadenza automatica dei benefici dallo stesso ottenuti con l’autodichiarazione risultata non veritiera, senza che l’Amministrazione abbia più alcun margine di discrezionalità nella valutazione della stessa autodichiarazione... 

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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 21.08.2018 N. 4994

Va rimesso alla Corte di Giustizia europea, ai sensi dell'art. 267 TFUE, il quesito in ordine alla verifica di compatibilità della normativa italiana (art. 4 d.l. n. 91 /2014 convertito con l.n. 116/2014) con il Trattato sul funzionamento dell'unione europea e con il Regolamento 1151/2012/UE - recante la disciplina sulle Denominazioni di Origine Protette, che impongono agli Stati membri di garantire sia la libera concorrenza dei prodotti all’interno dell’Unione europea sia la tutela dei regimi di qualità per sostenere le zone agricole svantaggiate - che ha introdotto in Italia una restrizione nell’attività di produzione della mozzarella di bufala Campana Dop, imponendo che sia effettuata in stabilimenti esclusivamente dedicati a tale produzione, e nei quali è vietata la detenzione e lo stoccaggio di latte proveniente da allevamenti non inseriti nel sistema di controllo della Dop mozzarella di bufala Campana”.......

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TAR CALABRIA - SENTENZA 16.07.2018 N. 418

Deve ritenersi illegittimo - e peraltro impugnabile senza necessità di previa partecipazione - un bando di gara nel quale sia indicato un prezzo a base d'asta talmente basso ed incongruo da risultare oggettivamente fuori mercato, da rendere il rapporto contrattuale con la P.A. economicamente non conveniente e matematicamente in perdita. Tale circostanza contrasta con il principio della concorrenza effettiva ex art. 95 comma 1 D.Lgs. n. 50/2016 ...
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TAR ABRUZZO - SENTENZA 02.07.2018 N. 271

Merita accoglimento la richiesta di proroga di una concessione demaniale di uno stabilimento demaniale sino a tutto il 2035, presentata ex comma 4-bis dell’art. 3 D.L. 400/93 s.m.i., nel caso in cui sia la concessione, sia gli investimenti siano stati compiuti prima della notifica, da parte della Commissione Europea, della lettera di costituzione in mora (02.09.2009) di cui alla procedura di infrazione comunitaria n. 2008/4908, nonché prima della scadenza del termine di recepimento della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno n. 6/123/CE del 12 dicembre 2006 (28.12.2009), ed infine prima ancora che la Repubblica Italiana attuasse tale Direttiva con il D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. ...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 11.06.2018 N. 3553

Va rimessa alla Corte di Giustizia U.E. il quesito volto a chiarire se i principi comunitari di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, che non contemplano limitazioni per quanto concerne la quota subappaltatrice ed il ribasso da applicare ai subappaltatori, nonché il principio eurounitario di proporzionalità, siano impeditivi con la normativa dell'art.118 del Codice dei Contratti D.Lgs. n. 163/2006 ,secondo la quale il subappalto non può superare la quota del trenta per cento dell’importo complessivo del contratto e l’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con un ribasso non superiore al venti per cento ...
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TAR CALABRIA - SENTENZA 28.05.2018 n. 1100

Dato atto dei diversi orientamenti giurisprudenziali formatisi sul punto, deve ritenersi legittima l’esclusione dalla gara di un concorrente che abbia omesso di indicare separatamente nella propria offerta il costo della manodopera, così come espressamente previsto dalla lettera d’invito e dall'art. 95, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016, tenuto conto che tale carenza non può essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, pena l’alterazione della par condicio tra i partecipanti, trattandosi di elemento sostanziale dell’offerta economica, non essendo invocabile alcuna scusabilità o regolarizzazione dell’omissione, trattandosi di norme legislative chiare ed univoche circa il possesso di determinati requisiti di qualificazione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.05.2018 N. 2896

Nelle gare di appalto, l’incameramento della cauzione provvisoria è conseguenza automatica del provvedimento di esclusione, e, come tale, non suscettibile di valutazioni discrezionali da parte dell’amministrazione - nè del giudice in sede contenziosa - in relazione ai singoli casi concreti, e pertanto non rilevano, nè possono essere efficacemente addotte in impugnativa giurisdizionale, eventuali valutazioni volte ad evidenziare la non imputabilità a colpa della violazione che ha dato causa all’esclusione....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 09.05.2018 N. 672

Non può essere comminata l'esclusione da una gara d'appalto di un concorrente nei cui confronti in passato è stata disposta la risoluzione di un contratto di appalto per gravi illeciti professionali ex art. 80, comma 5 lett. c D.Lgs. n. 50/2016, nel caso in cui la ditta abbia tempestivamente contestato in giudizio il provvedimento di risoluzione contrattuale. Difatti la disciplina sopra richiamata, se da un lato consente alla stazione appaltante di escludere il concorrente la cui integrità o affidabilità sia resa dubbia dalla circostanza – da dimostrarsi con mezzi adeguati – che lo stesso si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, dall'altro chiarisce che tra tali ipotesi vi è quella della risoluzione anticipata per significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione “non contestata in giudizio” ovvero “confermata all’esito di un giudizio” ovvero ancora che abbia dato luogo “ad una condanna del risarcimento del danno o ad altre sanzioni”....
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