TAR CALABRIA - SENTENZA 16.07.2018 N. 418

Deve ritenersi illegittimo - e peraltro impugnabile senza necessità di previa partecipazione - un bando di gara nel quale sia indicato un prezzo a base d'asta talmente basso ed incongruo da risultare oggettivamente fuori mercato, da rendere il rapporto contrattuale con la P.A. economicamente non conveniente e matematicamente in perdita. Tale circostanza contrasta con il principio della concorrenza effettiva ex art. 95 comma 1 D.Lgs. n. 50/2016 ...
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TAR ABRUZZO - SENTENZA 02.07.2018 N. 271

Merita accoglimento la richiesta di proroga di una concessione demaniale di uno stabilimento demaniale sino a tutto il 2035, presentata ex comma 4-bis dell’art. 3 D.L. 400/93 s.m.i., nel caso in cui sia la concessione, sia gli investimenti siano stati compiuti prima della notifica, da parte della Commissione Europea, della lettera di costituzione in mora (02.09.2009) di cui alla procedura di infrazione comunitaria n. 2008/4908, nonché prima della scadenza del termine di recepimento della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno n. 6/123/CE del 12 dicembre 2006 (28.12.2009), ed infine prima ancora che la Repubblica Italiana attuasse tale Direttiva con il D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. ...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 11.06.2018 N. 3553

Va rimessa alla Corte di Giustizia U.E. il quesito volto a chiarire se i principi comunitari di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, che non contemplano limitazioni per quanto concerne la quota subappaltatrice ed il ribasso da applicare ai subappaltatori, nonché il principio eurounitario di proporzionalità, siano impeditivi con la normativa dell'art.118 del Codice dei Contratti D.Lgs. n. 163/2006 ,secondo la quale il subappalto non può superare la quota del trenta per cento dell’importo complessivo del contratto e l’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con un ribasso non superiore al venti per cento ...
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TAR CALABRIA - SENTENZA 28.05.2018 n. 1100

Dato atto dei diversi orientamenti giurisprudenziali formatisi sul punto, deve ritenersi legittima l’esclusione dalla gara di un concorrente che abbia omesso di indicare separatamente nella propria offerta il costo della manodopera, così come espressamente previsto dalla lettera d’invito e dall'art. 95, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016, tenuto conto che tale carenza non può essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, pena l’alterazione della par condicio tra i partecipanti, trattandosi di elemento sostanziale dell’offerta economica, non essendo invocabile alcuna scusabilità o regolarizzazione dell’omissione, trattandosi di norme legislative chiare ed univoche circa il possesso di determinati requisiti di qualificazione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.05.2018 N. 2896

Nelle gare di appalto, l’incameramento della cauzione provvisoria è conseguenza automatica del provvedimento di esclusione, e, come tale, non suscettibile di valutazioni discrezionali da parte dell’amministrazione - nè del giudice in sede contenziosa - in relazione ai singoli casi concreti, e pertanto non rilevano, nè possono essere efficacemente addotte in impugnativa giurisdizionale, eventuali valutazioni volte ad evidenziare la non imputabilità a colpa della violazione che ha dato causa all’esclusione....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 09.05.2018 N. 672

Non può essere comminata l'esclusione da una gara d'appalto di un concorrente nei cui confronti in passato è stata disposta la risoluzione di un contratto di appalto per gravi illeciti professionali ex art. 80, comma 5 lett. c D.Lgs. n. 50/2016, nel caso in cui la ditta abbia tempestivamente contestato in giudizio il provvedimento di risoluzione contrattuale. Difatti la disciplina sopra richiamata, se da un lato consente alla stazione appaltante di escludere il concorrente la cui integrità o affidabilità sia resa dubbia dalla circostanza – da dimostrarsi con mezzi adeguati – che lo stesso si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, dall'altro chiarisce che tra tali ipotesi vi è quella della risoluzione anticipata per significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione “non contestata in giudizio” ovvero “confermata all’esito di un giudizio” ovvero ancora che abbia dato luogo “ad una condanna del risarcimento del danno o ad altre sanzioni”....
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 30.04.2018 N. 493

Non ricorrono le condizioni per autorizzare il rimborso delle spese legali in favore di un dipendente statale assolto in sede penale, ai sensi dell’art. 18 del D.L. 25 marzo 1997, n. 67, se la condotta non possa essere imputata, per immedesimazione organica all’Amministrazione, né possa dirsi essere stata posta in essere nell’interesse dell’Amministrazione stessa dal dipendente o nell’esercizio dei poteri e delle funzioni che gli sono stati attribuiti dalla legge, al fine di adempiere un dovere d’ufficio, essendo, in realtà, solo occasionalmente connessa con la qualifica di pubblico ufficiale rivestita ...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 23.04.2018 N. 718

Deve confermarsi la legittimità, ai sensi dell’art. 95, comma 4, D.lgs. 50/2016 (Nuovo Codice dei Contratti), della lex specialis relativa all'affidamento di un servizio di vigilanza privata che stabilisca l'aggiudicazione al prezzo più basso nel caso in cui l’Amministrazione, nella lettera di invito e nelle “condizioni particolari di contratto”, abbia indicato con precisione le condizioni tecniche richieste per lo svolgimento del servizio, specificando elementi predefiniti e condizioni standardizzate, con conseguente sussistenza di tutte le condizioni richieste per l’applicazione del minor prezzo ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA N.D. 10.04.2018 N. 2161

Deve essere rimessa all'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, al fine di comporre il contrasto formatosi in giurisprudenza, la questione se l'erronea declaratoria di irricevibilità del ricorso di primo grado possa essere assimilata ad una violazione del diritto di difesa e per questo comportare l'annullamento della sentenza con rinvio al giudice di primo grado ai sensi dell'art. 105 c.p.a. ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.03.2018 N. 1935

Negli appalti pubblici, il requisito della gravità della violazione dell'osservanza delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve ritenersi integrato nel caso in cui la fattispecie concreta abbia comportato una lesione della salute dei dipendenti da parte del concorrente, responsabile di non essersi adoperato per prevenire gli infortuni sui luoghi di lavoro secondo gli strumenti prescritti dalla normativa. In tale contesto, deve rilevarsi che il nuovo codice dei contratti (D.Lgs. n. 50/2016) all'art. 80, comma 5, lett. a) del d.lgs. n. 50 del 2016 pone in campo alle stazioni appaltanti il compito di verificare l’osservanza delle suddette norme da parte dei concorrenti, escludendo ogni spazio all'autovalutazione da parte di questi ultimi, ed a tale principio segue il corollario per il quale il concorrente non può giudicare autonomamente irrilevanti i propri precedenti negativi e per questo ometta di darne conto nella relativa dichiarazione di gara ....
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TAR SICILIA - SENTENZA 05.07.2018 N. 1551

Sussiste l'onere di immediata impugnazione, a decorrere dalla loro conoscenza, di tutte le clausole dei bandi di gara che comportino limitazioni alla partecipazione alla gara e quindi quelle clausole che idonee a comportare l'esclusione da parte della commissione di gara in caso di violazione commessa dal concorrente. Tra tali clausole rientra quella che prevede il divieto di avvalimento frazionato, in quanto è ovvio che, a fronte di un’offerta presentata in violazione di tale divieto, non potrebbe che conseguire la sua esclusione, quanto meno nell’ipotesi in cui la commissione di gara agisca in modo legittimo ...
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TAR PUGLIA - ORDINANZA 20.06.2018 N. 903

Va rimessa all'esame della Corte Costituzionale la questione di costituzionalità dell’art. 120, comma 2 bis, primo e secondo periodo, c.p.a., (limitatamente all’onere di immediata impugnazione dei provvedimenti di ammissione), nella parte in cui obbliga il concorrente ad una gara d'appalto ad impugnare immediatamente le ammissioni delle altre imprese partecipanti alla stessa gara, pena altrimenti l’incorrere nella preclusione di cui al secondo periodo della disposizione, in relazione agli artt. 3, comma 1, 24, commi 1 e 2, 103, comma 1, 111, commi 1 e 2, 113, commi 1 e 2 e 117, comma 1, Cost. e 6 e 13 Cedu, recepita con l. 4 agosto 1955, n. 848 ...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 01.06.2018 N. 931

Va annullato il provvedimento comunale di diniego al rilascio di un permesso di costruire (in sanatoria) di una piscina qualora tale opera costituisca pertinenza esclusiva di un immobile a destinazione residenziale legittimamente edificato, quand'anche questo insista in zona agricola, posto che la natura esclusivamente pertinenziale della piscina rispetto alla casa di abitazione realizzata ne determina l'attrazione nell’ambito della destinazione residenziale, in quanto bene non suscettibile di autonomo uso o sfruttamento....
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TAR LAZIO - SENTENZA 21.05.2018 N. 5599

In ambito di gare d'appalto, il termine per impugnare un provvedimento lesivo della sfera giuridica del partecipante decorre dal momento dell’avvenuta conoscenza dell’atto stesso, che può concretizzarsi anche nella partecipazione di un rappresentante della società alla seduta della Commissione di gara che ha verbalizzato detto provvedimento, e ciò a condizione che il rappresentante presente rivesta una specifica carica sociale che gli attribuisce la legale rappresentanza della società oppure che sia munito di procura rilasciata allo scopo di fargli assumere la rappresentanza della società...
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TAR LAZIO - SENTENZA 15.05.2018 N. 5423

Tra i due orientamenti giurisprudenziali formatisi in ordine alle conseguenze della mancata indicazione dei costi della manodopera resa obbligatoria dall'art. 95, comma 10, del D.Lgs. n.50/2016, deve preferirsi quello volto a negare un effetto escludente in via automatica dalla gara se la lex specialis non richieda alcuna specifica dichiarazione in ordine a detti costi e soprattutto se a seguito delle richiese formulate dalla commissione il concorrente possa chiarire tali costi senza che ciò comporti modifica e/o integrazione dell'offerta economica...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.05.2018 N. 2743

Deve essere annullato per illegittimità un provvedimento di demolizione emesso da un Comune ed avente ad oggetto opere esterne consistenti nella realizzazione di un pergolato in ferro e di un forno a legna in mattoni non infisso al suolo, eretti senza titolo edilizio in area condominiale, atteso che dette opere per consistenza strutturale, morfologia dell’area di sedime localizzata all’interno di spazi condominiali e destinazione obbediscono ai medesimi criteri ispiratori della recente disciplina sul riordino dell’attività edilizia libera e semilibera di cui al D.Lgs. n. 222/2016 ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.04.2018 N. 2458

Il criterio della vicinitas che giustifica l'imprenditore concorrente all'impugnazione di titoli edilizi o autorizzativi (fattispecie relativa a distributori di carburante) in nome della nozione di unicità del bacino d'utenza, presuppone una rigorosa prova del reale pregiudizio patito dall'intervento autorizzato, e quindi della lesione concreta ed immediata subita da tale autorizzazione, in mancanza della cui dimostrazione, in virtù del principio di liberalizzazione del settore, va dichiarata l'inammissibilità dell'impugnazione per difetto di interesse ...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 13.04.2018 N. 642

Va disposta l'esclusione da una gara d'appalto nel caso in cui la ditta concorrente colpita dal provvedimento abbia omesso di indicare i dati relativi al costo della manodopera come prescritto dall'art. 95, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016 anche se non espressamente riportato nel bando di gara (ma solo in un modulo dell'offerta economica), senza che sia possibile ammettere il soccorso istruttorio, inutilizzabile per sanare incompletezze ed irregolarità relative all’offerta economica e per modificare ex post il contenuto della stessa ...
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TAR BASILICATA - SENTENZA 04.04.2018 N. 237

Va annullato il decreto di nomina della giunta comunale composta da due soli assessori che sia stato emanato da un sindaco (di un comune inferiore ai 3.000 abitanti) senza adeguata motivazione del conferimento dell'incarico a soli uomini e senza il richiamo ad un'adeguata istruttoria da cui emerga l'impossibilità di reperire la disponibilità alla nomina di assessori di sesso femminile, non essendo sufficienti delle semplici comunicazioni di indisponibilità a ricoprire la carica di assessore inviate al sindaco dalle consigliere comunali elette, e ciò a maggior ragione ove non siano specificate le ragioni che hanno impedito il rispetto della normativa in materia di parità di genere nella composizione delle Giunte disciplinata dall’art. 46, comma 2, D. Lgs. n. 267/2000 ....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 26.03.2018 N. 354

Nel nuovo codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 50/2016 vige all'art. 36 il principio di rotazione degli operatori economici da invitare nelle procedure negoziate "sotto soglia", la cui funzione è quella di evitare che possano configurarsi, soprattutto in settori con ristretto numero di operatori, consolidamenti di rendite di posizione a favore del gestore uscente, naturalmente avvantaggiato dalla informazioni raccolte durante il precedente affidamento. Ne consegue che di norma l'affidatario uscente non deve essere invitato alla successiva selezione, ferma l'eccezione che deve essere motivata dalla stazione appaltante sulla base di particolari condizioni da esplicitare nel provvedimento che individua le ditte da invitare ....
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