CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.08.2016 N. 3666

In ambito di associazioni temporanee d'impresa, i requisiti di qualificazione non vanno confusi con la quota di partecipazione nè con la quota di esecuzione della prestazione da svolgere. Infatti, mentre i requisiti di qualificazione attengono alle caratteristiche soggettive del concorrente, indispensabili per la valutazione delle capacità dell'aspirante all'aggiudicazione ad eseguire la prestazione, la quota di partecipazione rappresenta l'espressione della percentuale di presenza del componente all'interno del raggruppamento temporaneo d'imprese. Nell'ordinamento positivo, se è venuto meno l'obbligo di corrispondenza tra quote di partecipazione e quote d'esecuzione, permane invece intatto l'obbligo del possesso, in capo a ciascun componente dell'associazione temporanea, della quota di qualificazione indispensabile per eseguire la quota di appalto indicata nell'offerta ....
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.08.2016 N. 8990

Il regolamento della Regione Lazio pubblicato sul BUFF della Regione il 22.05.2014 avente ad oggetto l'approvazione delle linee di indirizzo per l'attività dei consultori familiari, non contrasta con il diritto di obiezione di coscienza nella parte in cui ha coinvolto il personale operante nel Consultorio Familiare in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta inoltrata dalla donna di effettuare IVG, ha previsto che il personale dei Consultori è tenuto alla prescrizione di contraccettivi ormonali, sia routinari che in fase post coitale, nonché all’applicazione di sistemi contraccettivi meccanici. Infatti, il limite dell’obiezione di coscienza nelle procedure per l’interruzione della gravidanza è costituito dalla individuazione delle fattispecie di cui all’art. 328 c.p. e cioè del reato di omissione o abuso di atti di ufficio, confine che la giurisprudenza individua nell’atto “direttamente ed astrattamente idoneo a produrre l’evento interruttivo” non potendosi dunque risolvere in una “attività preparatoria e fungibile non dotata di rilevanza causale e diretta” all’aborto. Sussiste, come affermato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, l’obbligo positivo degli Stati di strutturare il servizio sanitario in modo da non limitare in alcun modo le reali possibilità di ottenere l’aborto e per altro verso di assicurare che l’obiezione di coscienza dei medici non impedisca in concreto l’accesso ai servizi abortivi cui le pazienti hanno diritto. In questo contesto, conformemente alla legge 22 maggio 1978, n. 194, il suddetto regolamento della Regione Lazio assicura il bilanciamento dei diversi interessi coinvolti nella vicenda, permettendo cioè ad alcuni di astenersi dal proprio ufficio e garantendo però la continuità del servizio cui gli obiettori sarebbero preposti e dall’altro tutelando così il diritto alla salute della donna, senz'altro opportuno anche con riferimento alle più recenti incrementate percentuali di obiezione di coscienza ....
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CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA 27.07.2016 N. 17

In tema di nulla osta per il rilascio di autorizzazioni o concessioni relative ad impianti o opere site all'interno del parco, il silenzio-assenso previsto dall’art. 13, commi 1 e 4, della legge 6 dicembre 1991 n. 394 per decorso del termine di sessanta giorni assegnato all'Ente Parco non è stato implicitamente abrogato a seguito dell'entrata in vigore della legge 14 maggio 2005 n. 80, che, nell'innovare l'art. 20 della legge 7 agosto 1990 n. 241, ha escluso che l'istituto generale del silenzio-assenso possa trovare applicazione in materia di tutela ambientale e paesaggistica. La avvenuta formazione del silenzio-assenso comporta che l'Amministrazione, ai sensi del comma 3 dell’art. 20 della legge 7 agosto 1990 n. 241, ove intenda adottare un nuovo provvedimento, dovrà adottarlo in via di autotutela ai sensi dei successivi articoli 21-quinquies e 21-nonies, dopo aver effettuato le valutazioni di legittimità omesse o non correttamente esercitate; è pertanto illegittimo un diniego di nullaosta reso dall’Ente Parco, sopravvenuto tardivamente dopo che si era già formato il titolo abilitativo tacito...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 20.07.2016 N. 3265

Deve essere disposta la sospensione impropria del giudizio, ai sensi dell’art. 79, comma 1, c.p.a., in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea circa la questione pregiudiziale concernente l’applicabilità o meno, anche nel caso degli appalti di servizi, del principio secondo cui si dovrebbe comminare l’esclusione dei concorrenti che non abbiano indicato nella loro offerta gli oneri di sicurezza aziendale; tale principio, infatti, sembra porsi in contrasto con i principi di certezza del diritto, di tutela dell’affidamento e del favor partecipationis considerato inoltre che tale esclusione colpisce i concorrenti che hanno prodotto un’offerta perfettamente conforme alle prescrizioni stabilite nel bando e nei modelli ad esso allegati...
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TAR TOSCANA - SENTENZA 12.07.2016 N. 1159

La mancata o incompleta verbalizzazione del numero delle schede elettorali autenticate ma non utilizzate costituisce vizio tale da invalidare la tornata elettorale quando a causa di tale carenza non risulti possibile ricostruire, comunque, il dato mancante e quindi l’esatto svolgimento delle operazioni di voto. Sulla base di tale principio si deve dichiarare l'illegittimità delle operazioni elettorali relative al Comune di Viareggio nel caso in cui, a seguito di apposita verificazione, è risultata in una sezione una grave violazione relativa alle schede autenticate e non utilizzate il cui numero, oltre a non essere espressamente indicato nel verbale di sezione, risulta, dopo l’apertura della busta di cui all’art. 53, 1° comma n. 3 del d.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, pari a solo un centinaio di schede, mentre dovrebbe essere molto più elevato, in un numero addirittura pari a 791, risultanti dalla differenza tra 1214 aventi diritto al voto ed i 423 votanti...
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CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 28.06.2016 N. 13

Anche dopo la quotazione in borsa del 40% del capitale, disposta con d.p.c.m. del 16.05.2015, la società Poste Italiane s.p.a. è tuttora concessionaria del servizio postale universale ed è pertanto soggetta alla disciplina di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, con riferimento al pubblico servizio di cui è affidataria. Il diritto di accesso è esercitabile dai dipendenti di Poste Italiane, limitatamente alle prove selettive di accesso, alla progressione in carriera ed ai provvedimenti di auto-organizzazione degli uffici, incidenti in modo diretto sulla disciplina, di rilevanza pubblicistica, del rapporto di lavoro. Infatti la considerazione del rapporto di lavoro, come fattore strumentale alla normale gestione del servizio pubblico postale, ne determina la sottoposizione alle regole di imparzialità e trasparenza, che vincolano tutti i soggetti chiamati a svolgere funzioni pubbliche (anche nella veste di datori di lavoro), nell’ambito di servizi che le amministrazioni intendono assicurare ai cittadini, direttamente o in regime di concessione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.06.2016 N. 2761

In ambito di esercizi di rivendita di tabacchi, la disciplina di settore individua quale esigenza da soddisfare e perseguire, seppure in contemperamento con quella relativa alla apertura del mercato, l’esigenza della tutela della salute da una “sovraofferta” di prodotti da fumo. Ne consegue che deve ritenersi legittimo il provvedimento con il quale l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha negato il rinnovo del patentino per una rivendita di tabacchi, avendo accertato che l’esercizio in questione distava 180 metri da altra preesistente rivendita, atteso che il requisito della distanza di cui all’art. 7, comma 4, del D.M. n. 38/2013 è applicabile non solo nei casi di rilascio del patentino, ma anche nei casi di rinnovo dello stesso ...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA COLLEGIALE 13.06.2016 N. 2515

In relazione all’art. 76 Cost., va sollevata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 2, del D.L.vo 7 febbraio 2006 n. 62 e dell’art. 9, comma 3, della L. 27 aprile 1982 n. 186, come modificato dal D.L.vo n. 62 del 2006, il quale ha apportato delle modifiche al sistema elettorale previsto per il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, prevedendo, alla stregua dell’introduzione della preferenza unica in attuazione della delega di cui alla L. 25 luglio 2005 n. 150, il ricorso ad elezioni suppletive per la sostituzione dei componenti cessati dall’incarico prima della scadenza naturale dell’organo di autogoverno, in sostituzione dello scorrimento tra gli “appartenenti al corrispondente gruppo elettorale che seguono gli eletti per il numero dei suffragi ottenuti” prima previsto...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.06.2016 N. 2403

Il rilascio, così come il rinnovo, di porto d'arma è rimesso ad ampia discrezionalità della Pubblica Amministrazione che non la sottrae naturalmente all'obbligo di motivazione. Tale obbligo, stante il carattere eccezionale e derogatorio del generale divieto (imposto all'art. 699 c.p.) di porto d'armi, deve ritenersi correttamente assolto dal Prefetto quando rileva che non sono emerse circostanze tali da giustificare allarme per l'incolumità del richiedente o, in caso di rinnovo, che tali circostanze non siano più attuali. Infatti, il porto d'armi non costituisce un diritto assoluto, rappresentando, invece, eccezione al normale divieto di portare le armi come stabilito all'art. 4 della l.n. 110 del 1975. Nella fattispecie, la qualità di avvocato e gestore di titoli e contanti, nonchè di curatore di una rubrica televisiva, non costituiscono circostanze rilevanti ai fini della positiva valutazione dell'istanza al rinnovo di porto d'arma, soprattutto se la stessa si basa su un fallito attentato terroristico risalente al lontano 1975...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 25.05.2016 N. 1078

E’ legittimo il diniego del Comune in merito ad una istanza di mutamento di destinazione d’uso di un immobile, da capannone industriale a centro culturale e luogo di culto, motivato con riferimento al fatto che l’attività di culto non risulta compatibile con il grado di inquinamento presente nell’area in cui il capannone si trova, ove detto diniego sia fondato sul parere sfavorevole espresso dall’ASL, recante, sotto il profilo della sussistenza del rischio sanitario ed ambientale, una valutazione prudenziale circa il rischio di superamento della soglia di concentrazione di fattori inquinanti...
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TAR VENETO - SENTENZA 04.08.2016 N. 940

Rientra nella giurisdizione del G.O. la controversia relativa all’impugnazione del provvedimento della stazione appaltante di diniego alla sostituzione dell'impresa mandataria di una Associazione Temporanea d'Imprese aggiudicataria con altra in possesso dei requisiti necessari per la partecipazione alla gara, a seguito dell’istanza di fallimento della mandataria della medesima a.t.i., nel caso in cui la suddetta domanda sia stata presentata dalla mandante in corso di esecuzione del contratto di appalto. Vertendo in ambito di attività negoziale della pubblica amministrazione e, in particolare, in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture, la cognizione delle condotte e dei provvedimenti assunti prima dell’aggiudicazione della gara e nella successiva fase compresa tra l’aggiudicazione e la stipula del contratto, spetta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, mentre le controversie relative alla fase di esecuzione del contratto rientrano nella giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.08.2016 N. 3451

Il termine di impugnazione degli atti di gara decorre dal momento in cui la conoscenza degli atti sia tale da consentire al concorrente di formulare censure specifiche di legittimità, mentre la conoscenza successiva al ricorso di elementi dai quali desumere l’esistenza di vizi ulteriori o, al contrario, atti a smentire le illegittimità dedotte rileva rispettivamente ai fini della proposizione di motivi aggiunti o di un’eventuale rinuncia all’impugnazione. Nel caso di conoscenza immediata dei vizi dell’aggiudicazione, decorre il termine di impugnazione e la successiva comunicazione dell’aggiudicazione ai sensi dell’art. 79, comma 5, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 diviene irrilevante ai fini della decorrenza di detto termine; infatti, quest’ultima disposizione va coordinata con le regole generali in materia di termine per proporre ricorso, ed in particolare con la «conoscenza» cui si riferisce l’art. 120, comma 5, del codice del processo amministrativo...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.07.2016 N. 3387

In mancanza di una definizione unitaria ed omogenea di "ente pubblico" nell'ordinamento, i presupposti necessari per il riconoscimento della natura pubblica ad un ente sono di tipo organizzativo e sostanziale. L'elemento organizzativo è rappresentato dal rispetto del principio di legalità: la Costituzione demanda alla legge il compito di stabilire quando un soggetto possa qualificarsi come pubblico (art. 97 Cost.); la legge 70/1975, in attuazione di tale regola, dispone, con previsione generale, che «nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge». L'elemento sostanziale è invece costituito dalla presenza di indici idonei a rilevare la pubblicità dell’ente; tale criterio valorizza una serie di indici esteriori sintomatici e non necessariamente cumulativi della pubblicità, rappresentati, in particolare: a) dall’istituzione per legge e dalla costituzione ad iniziativa pubblica; b) dal rapporto di strumentalità con lo Stato o ente territoriale, che implica l’esercizio di poteri di indirizzo e controllo; c) dal finanziamento pubblico; d) dal fine di interesse pubblico che deve essere perseguito; e) dall’attribuzione di poteri pubblici ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 14.07.2016 N. 1023

In tema di provvedimenti di divieto di accesso a manifestazioni sportive (daspo), il Giudice Amministrativo, se dagli elementi obiettivi esistenti agli atti di causa ritenga che non sia possibile ravvisare quel nesso diretto che colleghi la condotta del destinatario del provvedimento (nella specie, un minore) agli episodi di violenza verificatisi né la sua partecipazione attiva agli stessi, può utilizzare suoi poteri di modulazione ed in conformità al criterio di proporzionalità, può ridurre equitativamente la durata del daspo da un anno ad un periodo inferiore. Invero, anche se la lettera della legge stabilisce in un anno la durata minima del daspo, deve ritenersi – alla stregua di un’interpretazione costituzionalmente orientata di tale disposizione – che possa ammettersi una riduzione della durata minima, da ritenersi quindi derogabile, allorché la misura stessa abbia come destinatario un soggetto minorenne...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.07.2016 N. 2999

E' legittimo il provvedimento del Questore avente ad oggetto il diniego di rinnovo di una licenza di porto d'armi emessa nei confronti del titolare che risulti un congiunto di un appartenente alla criminalità organizzata e abbia consueti rapporti con questi, ovvero ne sia anche saltuariamente convivente. Invero, si può senz’altro ritenere sussistente un pericolo di abuso dell'arma (nella fattispecie, fucile da caccia), poiché il legame familiare e la frequentazione abituale comportano reciproci condizionamenti o tolleranze; non occorre al riguardo uno specifico giudizio di pericolosità sociale del destinatario del provvedimento, poiché ciò che conta – in tali casi – è il pericolo in sé che vi siano occasioni per l’utilizzo indebito dell’arma...
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TAR VENETO - SENTENZA 27.06.2016 N. 699

E’ legittima l'ordinanza di un Comune emessa nei confronti di un pubblico esercizio di intrattenimento, volta a sospendere la licenza di riproduzione musicale elettroamplificata, di qualsiasi tipologia ed a qualsiasi titolo autorizzata per 60 giorni consecutivi, motivata sulla base di attività istruttoria della Polizia Municipale che ha accertato quattro violazioni del regolamento comunale recante la disciplina delle attività rumorose, e, in particolare, che ha accertato la effettuazione di attività musicale diversa da quella di solo sottofondo ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 13.06.2016 N. 6755

E’ illegittimo, per violazione delle norme sulla concorrenza e sul libero commercio, il regolamento della Regione Lazio 7 agosto 2015, n. 8 in materia di strutture ricettive extralberghiere”, nella parte in cui - tra le altre prescrizioni - impone a case vacanze e B&B, gestiti in forma non imprenditoriale, periodi di chiusura obbligatoria rispettivamente di 100 e 120/90 giorni all'anno; impone alle case vacanza contratti di affitto della durata minima non inferiore a 3 giorni; ed inoltre impone vincoli dimensionali delle strutture in termini di metratura minima obbligatoria di alcuni spazi, prescrivendo onerosi obblighi di adeguamento anche alle strutture esistenti ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 10.06.2016 N. 1179

E' illegittimo, per violazione dell'art. 84 del Codice dei Contratti Pubblici, l'atto di nomina di un componente di una commissione di gara chiamato fiduciariamente a ricoprire l'incarico tramite individuazione di un commissario esterno in via diretta e senza alcuna motivazione, senza quindi selezionare il medesimo nell'ambito di una pluralità di nominativi. La caducazione della nomina della commissione di gara comporta il travolgimento, per illegittimità derivata, di tutti gli atti successivi della procedura fino all’affidamento del servizio ed impone quindi la rinnovazione dell’intero procedimento, non essendo pertanto necessario per il ricorrente dimostrare lo specifico pregiudizio derivante da tale vizio ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 01.06.2016 N. 2328

La sola partecipazione, per brevi periodi, alle riunioni di un consorzio costituito per dare vita ad un cartello anticoncorrenziale costituisce condotta idonea ad integrare un'intesa restrittiva della concorrenza contraria all'articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, tale da giustificare l'irrogazione della sanzione pecuniaria da parte dell'Antitrust. Infatti, in materia di intese restrittive della concorrenza, singoli comportamenti delle imprese possono rivelarsi elementi di una fattispecie complessa, costitutiva di un'unica infrazione da ricondurre in parte al concetto di accordo, in parte a quello di pratica concordata, ai sensi e per gli effetti dell'art. 101 del Tfue e degli art. 1, 2 e 3 della l. n. 287 del 1990; in tale situazione i dati singoli debbono essere considerati quali tasselli di un mosaico, i cui elementi non sono significativi di per sé, ma come parte di un disegno unitario qualificabile come intesa restrittiva della libertà di concorrenza o abuso di posizione dominante; in tale ipotesi, è sufficiente che l'Autorità garante tracci un quadro indiziario coerente ed univoco, a fronte del quale spetta ai soggetti interessati fornire spiegazioni alternative alle conclusioni tratte nel provvedimento accertativo della violazione concorrenziale...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 17.05.2016 N. 2484

E' illegittimo il provvedimento della Commissione Elettorale Circondariale che ha disposto la la cancellazione dalla lista del ricorrente per aver esso riportato una condanna, ex art. 444 c.p.p., per il reato di cui all’art. 73 del DPR n. 309/1990 per detenzione di sostanze stupefacenti. Infatti il reato per il quale il candidato è stato condannato - detenzione di sostanze stupefacenti - non è causa di incandidabilità, atteso che la norma contenuta nell'art. 10, I comma, lett. a) del D.Lgs. n. 235/2012 limita la sanzione amministrativa dell’incandidabilità alle sole ipotesi, previste dall’art. 73 del DPR n. 309/1990, della “produzione” e del “traffico” di sostanze stupefacenti, trascurando invece l’ulteriore fattispecie ivi prevista della “detenzione” ...
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