TAR CALABRIA - SENTENZA 11.12.2015 N. 1921

Va annullata in quanto illegittima la cartella con la quale Equitalia ha intimato il pagamento di una somma di denaro a titolo di oneri di urbanizzazione per un permesso di costruire, nel caso in cui il titolare del permesso di costruire non abbia utilizzato l’atto di assenso edificatorio e non abbia realizzato alcun manufatto; infatti, qualora il privato rinunci o non utilizzi il permesso di costruire, ovvero anche quando sia intervenuta la decadenza del titolo edilizio, viene meno la giustificazione causale della corresponsione di somme a titolo di contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione...
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.12.2015 N. 13567

Deve ritenersi legittimo il provvedimento con il quale il Ministero della Giustizia ha dichiarato decaduto dal servizio un magistrato per essere rimasto assente dall’ufficio ingiustificatamente per un periodo di circa quaranta giorni, e tale condotta sia inequivocamente imputabile alla volontà di far cessare il rapporto di servizio, a nulla rilevando che il magistrato in questione aveva presentato domanda di collocamento a riposo per anzianità, atteso che lo stesso, come chiaramente e motivatamente rilevato nella gravata delibera del C.S.M., “a norma dell’art. 124, comma 3, D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, avrebbe dovuto proseguire nell’adempimento dei doveri di ufficio fino alla comunicazione del decreto ministeriale, e se non lo ha fatto ciò è avvenuto per la volontà di cessare dal servizio”. In tal caso, quindi, possono ritenersi integrati i requisiti della non giustificabilità dell’assenza e dell’effettività della volontà di abbandonare il servizio, a nulla rilevando che in quel periodo il magistrato abbia depositato i provvedimenti relativi ai procedimenti cui aveva preso parte, essendo questo un effetto naturale della funzione giudiziaria...
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.11.2015 N. 13417

E’ illegittima l'esclusione da una selezione pubblica relativa ad un concorso per posti di Vigile del Fuoco di ruolo disposta per ragioni di altezza minima sulla scorta dell'art. 3, comma 2, DPCM 22 luglio 1987, n. 411, modificato dall’art. 1 DPCM 27 aprile 1993, n. 233, che va a sua volta annullato in quanto illegittimo nella parte in cui fissa in m. 1,65 il limite minimo di altezza per partecipare al concorso a posti di vigile del fuoco di ruolo, in considerazione del fatto che la riportata normativa ha introdotto una regola diversa da quella dettata per il personale volontario dello stesso Corpo e prevista dal regolamento emanato con d.P.R. 6 febbraio 2004, n. 76, per il quale è richiesta una altezza minima di m. 1,62, non essendoci motivo per mantenere distinti i requisiti tra personale volontario e personale di ruolo..
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TAR LIGURIA - SENTENZA 20.11.2015 N. 933

E' fondata la domanda di risarcimento del danno avanzata nei confronti di un Comune, da una società operante nel settore degli impianti per la produzione di energia elettrica di tipo cogenerativo a biomasse vegetali, ove l’Ente locale, nonostante il tempestivo rilascio, da parte della Provincia, dell’autorizzazione unica, ex art. 12 comma 3 del D.Lgs. 29.12.2003, n. 387, a costruire ed esercitare l’impianto, subordinatamente alla favorevole conclusione con accettazione delle prescrizioni di cui alla V.I.A. rilasciata in precedenza, piuttosto che rilasciare tempestivamente il titolo edilizio, abbia assunto un comportamento ostruzionistico e concretamente preclusivo della realizzazione del suddetto impianto, rilasciando l’atto di assenso edificatorio con grave ritardo..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 19.11.2015 N. 5278

Nel caso in cui ad impugnare il permesso di costruire correlato ad una autorizzazione commerciale sia un operatore economico, il criterio dello stabile “collegamento territoriale” che deve legare il ricorrente all’area di operatività del controinteressato per poterne qualificare la posizione processuale e conseguentemente il diritto di azione, deve essere riguardato in un’ottica più ampia rispetto a quella usuale, atteso che in tal caso concetto di vicinitas nella contestazione di una struttura commerciale, si specifica identificandosi nella nozione di stesso bacino d’utenza della concorrente, tale potendo essere ritenuto anche con un raggio di decine di chilometri. Pertanto, nell’ipotesi in cui ad impugnare il permesso di costruire sia il titolare di una struttura di vendita, affinché il suo interesse processuale possa qualificarsi personale, attuale e diretto, deve potersi ravvisare la coincidenza, totale o quanto meno parziale, del bacino di clientela, tale da poter oggettivamente determinare un’apprezzabile calo del volume d’affari del ricorrente...
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TAR LOMBARDIA - ORDINANZA 17.11.2015 N. 2098

Ad un primo apprezzamento tipico della fase cautelare, appare illegittima per contrasto con il principio di proporzionalità dell’azione amministrativa, la deliberazione con la quale un Comune ha approvato il regolamento per l’uso dei parchi pubblici comunali, nella parte in cui ha disposto il divieto di accedere con i cani e animali d'affezione in alcuni dei parchi esistenti nel territorio comunale, e, in particolare, tra gli altri, nel parco più esteso e quello meglio controllabile, il cui ingresso, peraltro, è a pagamento. In tale caso, infatti, il sacrificio imposto ai proprietari e ai detentori di cani è eccessivo, in quanto è possibile creare una zonizzazione interna al parco che soddisfi le esigenze di tutte le tipologie di utenti....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 10.11.2015 N. 5103

Come statuito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione - Ordinanza 7 aprile 2014 n. 8051 - esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo e rientra in quella del giudice ordinario, la controversia relativa alla esclusione di una ditta da una gara d’appalto indetta da una Fondazione, in considerazione dell’assenza in capo alla Fondazione stessa del requisito “teleologico”, nonché del requisito della “influenza dominante” necessari, ai sensi dell’art. 3, comma 26, del d.lgs. n. 163 del 2006, ai fini della sua qualificazione giuridica quale organismo di diritto pubblico. ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 03.11.2015 N. 4999

In base al principio di proporzionalità dell'azione amministrativa, di derivazione comunitaria, è illegittimo il decreto con il quale il Ministero della Difesa ha inflitto ad un tenente dell’Arma dei carabinieri la sanzione disciplinare della perdita del grado per rimozione a norma dell’art. 861, comma 1, lett. d), del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e ciò sulla base di una contestata frequentazione sentimentale con un soggetto di "dubbia condotta morale e civile". Difatti, i comportamenti contestati al tenente, verosimilmente adottati sotto il dominio del sentimento, manifestano profili di ingenuità e scarsa consapevolezza delle conseguenze dei propri atti, e pur trattandosi di condotte censurabili, tali da meritare una sanzione disciplinare, non appaiono gravi al punto da ritenersi incompatibili con il mantenimento dello status tali da recidere il rapporto fiduciario con l’Amministrazione di appartenenza.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.10.2015 N. 4899

E' legittimo il provvedimento del Prefetto di annullamento della trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrate dall'estero. Infatti la diversità di sesso dei nubendi costituisce, nell'ordinamento italiano, prima condizione di validità ed efficacia del matrimonio, e ciò emerge dalla lettura combinata degli artt. 27 e 28 della legge 31 maggio 1995, n. 218 e dell’art. 115 del codice civile, secondo le regole codificate negli artt. 107, 108, 143, 143 bis e 156 bis c.c. ed in coerenza con la concezione del matrimonio afferente alla millenaria tradizione giuridica e culturale dell’istituto, oltre che all’ordine naturale costantemente inteso e tradotto nel diritto positivo come legittimante la sola unione coniugale tra un uomo e una donna. La compatibilità del divieto, in Italia, di matrimoni tra persone dello stesso sesso è già stata scrutinata ed affermata dalla Corte Costituzionale, che ha chiarito come la regolazione normativa censurata risulti, per un verso, compatibile con l’art. 29 della Costituzione (contestualmente interpretato come riferito alla nozione civilistica di matrimonio tra persone di sesso diverso) e, per un altro, conforme alle norme interposte contenute negli artt. 12 della CEDU e 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.10.2015 N. 4768

Qualora un bando di gara prescriva l'obbligo di comprovare, tramite certificazione camerale, il possesso del requisito relativo allo svolgimento dell'attività oggetto dell'appalto, è legittima l'esclusione di un concorrente che abbia prodotto un certificato camerale che comprova una attività che è «minore» in senso quantitativo e qualitativo rispetto a tutte le attività previste dal bando di gara (nel caso in oggetto, la lex specialis imponeva di provare con certificato camerale l'attività relativa a «cattura cani randagi e gatti che abbiano subito incidenti nonché il servizio quotidiano di pronto soccorso veterinario e profilassi sanitaria degli animali», mentre il concorrente escluso aveva prodotto un certificato che comprovava solo lo svolgimento della attività relativa «all’allevamento, custodia e accudimento animali domestici»)...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.12.2015 N. 5662

E’ legittimo e merita conferma il provvedimento con il quale un Comune ha ordinato alla sola Compagnia Aerea proprietaria di un aeromobile (precipitato nel lontano 1979 e non anche ai proprietari del terreno interessato, di provvedere al recupero e smaltimento dei rottami ivi giacenti; infatti, ai titolari del diritto di proprietà dell’area su cui insistono i rottami, non è in alcun modo soggettivamente imputabile l’evento che ha dato luogo all’incidente aeronautico, la cui peculiarità fa ritenere insussistente il nesso causale tra la condotta dei proprietari dei terreni sui quali il velivolo è precipitato ed il danno...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.11.2015 N. 5403

L’art. 38 del codice dei contratti pubblici prescrive l'obbligo del concorrente di dichiarare l’assenza di sentenze di condanna per una serie di reati la cui gravità ostativa, in taluni casi, deve essere apprezzata in concreto dalla stazione appaltante, in altri è presunta, con la conseguenza che al candidato non è rimessa alcuna discrezionalità in ordine ad importanza o incidenza della condanna subita sulla moralità professionale, avendo l’obbligo di menzionare tutte le sentenze penali di condanna Per quanto riguarda la dichiarazione del candidato circa le condanne penali riportate, sono fatti salvi gli effetti dei provvedimenti formali, annotati nel Casellario giudiziale, di estinzione del reato, depenalizzazione, revoca della condanna e riabilitazione, esclusivamente in relazione ai quali il concorrente non deve rendere alcuna dichiarazione; in particolare, l’estinzione del reato, non incide sul fatto storico della condanna, e comunque per avere effetto deve essere formalmente dichiarata dal giudice penale, considerato peraltro che tale dichiarazione non ha mai valore retroattivo ed è irrilevante che nulla risulti sul certificato del Casellario rilasciato a istanza di parte..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.11.2015 N. 5328

La nozione di lottizzazione abusiva, dettata dall’art. 30 del d.P.R. n. 380 del 2001, va tenuta distinta dalla realizzazione di qualsiasi pur ampio intervento edificatorio non autorizzato, o non compatibile con la disciplina urbanistica vigente. Una lottizzazione abusiva può infatti individuarsi solo in presenza della preordinata trasformazione di una porzione di territorio, in modo tale da aggiungere una nuova e composita maglia al tessuto urbano, con conseguente necessità – per la consistenza innovativa dell’intervento – di costituzione o integrazione della necessaria rete di opere di urbanizzazione (caratteristica, al riguardo, la prefigurazione di interi quartieri residenziali – ovvero di complessi ad uso commerciale o direzionale – previa suddivisione del terreno in lotti edificabili)...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 19.11.2015 N. 2453

E’ illegittimo il provvedimento con il quale un Comune, postulando la responsabilità solidale con i soggetti cui è stato rilasciato il permesso di costruire e con tutti coloro che hanno partecipano alla costruzione del manufatto e che lo utilizzano, ha richiesto il pagamento degli oneri concessori – oneri di urbanizzazione e costo di costruzione – all’acquirente a titolo particolare di un edificio residenziale; infatti, gli oneri di urbanizzazione sono dovuti dall’intestatario della concessione edilizia o da colui al quale essa è volturata e relativi eredi, ovvero da chi esegue le opere di trasformazione urbana, ma non anche dall’acquirente dell’immobile...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.11.2015 N. 5272

Nel caso di controversia relativa all’erogazione della speciale elargizione prevista in favore delle vittime della delinquenza mafiosa dalla legge n. 302 del 1990, la situazione soggettiva azionata si qualifica come diritto soggettivo, con conseguente giurisdizione dell’A.G.O. Detta conclusione trova sostegno nel rilievo che la P.A. è priva di ogni potestà discrezionale sia con riguardo all’entità della somma da erogare, prefissata dalla legge, sia in ordine ai presupposti della derogabilità, rispetto ai quali l’Amministrazione svolge un accertamento che, ove dovesse avere carattere non semplicemente ricognitivo, ma valutativo, resta estraneo al concetto di discrezionalità amministrativa...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.11.2015 N. 5240

Non può disporsi l'esclusione da una gara d'appalto per l'esistenza di false dichiarazioni sul possesso dei requisiti, quale la mancata dichiarazione di sentenza penale di condanna, nel caso in cui l'omessa dichiarazione non ha apportato alcun beneficio non essendo necessaria ai fini della partecipazione alla gara stessa, come prescritto all'art. 75 del D.P.R. n. 445/2000. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento di esclusione comminato per omessa dichiarazione di una lieve condanna, peraltro risalente nel tempo e nemmeno menzionata nel casellario giudiziale in possesso dell’interessato, nel caso in cui, peraltro, il modulo predisposto dalla P.A. appaltante menzioni le sole condanne per “reati gravi … che incidono sulla moralità professionale …”, in quanto la dichiarazione resa sulla scorta di modelli predisposti dalla stazione appaltante determini un errore del concorrente indotto dalla formulazione ambigua o equivoca del modello...
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TAR LAZIO - SENTENZA 10.11.2015 N. 12709

E’ legittimo il provvedimento con il quale l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato ad una società produttrice di patatine fritte una sanzione pecuniaria per violazione dell'onere di completezza e chiarezza informativa previsto dalla disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette, ai sensi degli artt. 20, 21, comma 1, lett. b, e 22, comma 2, del Codice del consumo, avendo posto in essere pratiche ingannevoli ed omissive, diffondendo messaggi pubblicitari intesi a presentare le diverse linee di prodotti in busta con specifiche indicazioni di tipo nutrizionale o di ricettazione che risultano di particolare appeal per i consumatori, soprattutto per quelli attenti, anche per motivi di salute, ad un’alimentazione più sana, enfatizzando taluni elementi ed omettendo di citarne altri, inducendo così il consumatore in errore circa l'effettivo contenuto del prodotto ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.10.2015 N. 4902

Ai sensi dell'art. 31 del c.p.a. il rimedio del ricorso contro il silenzio dell’Amministrazione si manifesta limitato alle sole ipotesi di inerzia serbata dall’Amministrazione stessa su istanze intese ad ottenere l’adozione di un provvedimento amministrativo ad emanazione vincolata, ma di contenuto comunque discrezionale, ed incidente, quindi, su posizioni di interesse legittimo, non potendosi includere nel meccanismo il silenzio afferente a pretese fondate sull’esercizio di diritti soggettivi. Ne consegue che deve ritenersi inammissibile l’esperimento del rimedio del ricorso contro il silenzio dell’Amministrazione, ai sensi del combinato disposto degli artt. 31 e 117 c.p.a., per ottenere l’adempimento di obblighi convenzionali o, addirittura, la stipula di accordi contrattuali, che esulano, in quanto tali, dal perimetro dall’attività provvedimentale amministrativa, entro la quale resta confinato l’ambito di operatività del ricorso contro il silenzio. L’art. 31, comma 3, c.p.a. consente al giudice amministrativo di pronunciarsi anche sulla fondatezza della pretesa dedotta in giudizio, nell’ambito del rito speciale del silenzio, ma nelle sole ipotesi in cui l’azione amministrativa in relazione alla quale è stata denunciata l’inerzia dell’Amministrazione si connoti come vincolata e priva di qualsivoglia residuo margine di discrezionalità.....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 16.10.2015 N. 4865

E' fondata la domanda risarcitoria avanzata da un privato nei confronti del Pubblica Amministrazione avente ad oggetto il danno non patrimoniale connesso alla lesione della reputazione e dell'onore, inteso come insieme di presupposti che determinano il c.d. "valore sociale" quale risultante delle doti fisiche, morali e intellettuali della persona, entrambi beni fondamentali costituzionalmente tutelati (art. 3 Cost.), qualora tale onorabilità sia stata lesa dall’instaurazione di un procedimento penale attivato sulla base di un provvedimento amministrativo fondato su di un’informativa errata e superficiale quanto all’individuazione del soggetto effettivamente obbligato (nella specie alla bonifica di un fondo) e, in altri termini, attivato in mancanza di un indispensabile accertamento in ordine alla posizione di responsabilità o titolarità del privato stesso...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 08.10.2015 N. 459

E' legittimo il provvedimento di esclusione di un candidato da un pubblico concorso per ingiustificato ritardo ancorchè di un solo minuto rispetto all'orario di convocazione della prima prova. Nel caso in cui il bando di un concorso pubblico preveda espressamente che i candidati assenti nel giorno ed ora prestabiliti per le prove si considerano rinunciatari e verranno esclusi dal concorso, è legittimo il provvedimento con il quale la Commissione esaminatrice del medesimo concorso ha escluso un concorrente perché, giunto nell'aula destinata allo svolgimento della prova all'interno dell'immobile destinato ad ospitare il concorso, ha trovato la porta chiusa ed il Presidente della Commissione ha rifiutato di ammetterlo, in ragione del suo ritardo di un minuto rispetto all’ora fissata dalla lex specialis (nella specie, alle ore 9,01, piuttosto che entro le 9,00)....
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