TAR PUGLIA - SENTENZA 08.11.2016 N. 1262

In vigenza del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d. lgs 18 aprile 2016 n. 50 le procedure di gara sono soggette alle previsioni di cui all’art. 120, comma 2 bis (introdotto dall’art. 204, comma 1, lett.b) d.lgs citato) per cui occorre procedere all’immediata impugnazione del provvedimento relativo all’ammissione delle concorrenti, nel termine di trenta giorni, decorrente dalla pubblicazione sul profilo del committente della stazione appaltante, a pena di inammissibilità dell’impugnazione dei successivi atti della procedura di affidamento, anche con ricorso incidentale). La novella legislativa di cui all’art. 120, comma 2 bis, c.p.a. confligge con il quadro giurisprudenziale, storicamente consolidatosi, atteso che veicola nell’ordinamento l’onere di immediata impugnazione dell’ammissione di tutti gli operatori economici – quale condizione di ammissibilità della futura impugnazione del provvedimento di aggiudicazione – anche in carenza di un’effettiva lesione od utilità concreta......
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 24.10.2016 N. 1950

Sino alla data di entrata in vigore del processo amministrativo telematico, posticipata al 1° gennaio 2017, la notificazione del ricorso innanzi al G.A. a mezzo posta elettronica certificata effettuata dal difensore, in mancanza di una specifica disciplina, non costituisce una forma ordinaria di notificazione, dovendosi ritenere tale soltanto quella che è riferibile agli atti processuali di parte in formato analogico: essa, in mancanza di una specifica disciplina riferita al vigente processo amministrativo, è dunque nulla se non previamente e dettagliatamente autorizzata ex art. 52, 2° comma, c.p.a., dal Presidente, che dovrà individuare, sia pure per relationem, adeguate modalità applicative. Tale nullità, in base all’art. 44, comma 3, c.p.a., deve ritenersi comunque sanabile con la costituzione delle parti intimate, effettuata nei termini di legge e argomentata in rito e nel merito al fine di chiedere la reiezione del ricorso.....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 18.10.2016 N. 4360

Ai fini dell’ammissione ai concorsi a posti di pubblico impiego il diploma rilasciato da un istituto professionale di durata triennale (o biennale) non può essere inteso quale diploma di istruzione secondaria superiore, in quanto esso ha valore legale nei limiti previsti, in particolare, dall'art. 195, comma 2, d.lgs. n. 267/94, tant’è che dà diritto a particolare valutazione nei concorsi, per soli titoli e per titoli ed esami, per l’assunzione nei ruoli di carattere tecnico ai quali si accede con il possesso di licenza di scuola secondaria di primo grado, ma non è assimilabile in alcun caso al diploma di maturità quale esame di Stato conclusivo del corso di studio d’istruzione secondaria superiore da sostenere al termine dei corsi integrativi previsti dall’art. 191, comma 6 d.lgs. n. 297/1994. Ne consegue che deve ritenersi pienamente legittima l’esclusione da un concorso per il quale il bando prevedeva il requisito del possesso del diploma di scuola media secondaria superiore, di un candidato che aveva dichiarato di essere in possesso di un diploma di scuola superiore triennale.....
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TAR LAZIO - SENTENZA 14.10.2016 N. 10336

Al giudizio di ottemperanza innanzi al Giudice amministrativo si applica il disposto dell’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/96, convertito in l. n. 30/97, secondo cui le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici dispongono di un termine di centoventi giorni per eseguire i provvedimenti giurisdizionali che li obbligano al pagamento di somme di danaro, termine decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo (pur se non munito di formula esecutiva (T.A.R. Lazio, Sez. I, 30.10.2012, n. 10127) e prima che tale termine scada il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto. Tale norma si riferisce espressamente alla esecuzione forzata e non anche al giudizio di ottemperanza, ma si deve ritenere applicabile anche a tale procedimento, essendo evidente l'analoga finalità di concedere alle Amministrazioni un adeguato intervallo tra la richiesta di pagamento mediante notificazione del titolo e l'avvio della relativa procedura esecutiva....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 11.10.2016 N. 1193

E’ legittimo il diniego, espresso da una società a partecipazione pubblica, interamente controllata da un Ente locale, rispetto ad un'istanza di accesso agli atti di alcuni pareri legali espressamente richiamati in una delibera della Giunta Municipale volta ad approvare la successiva formalizzazione di alcune proposte transattive relative a procedimenti contenziosi. Difatti, in tal caso, il diritto all'ostensione non può essere accordato in quanto deve negarsi la natura di atto “endoprocedimentale” dei pareri stessi, che risultano essere stati viceversa resi dai professionisti incaricati dalla società in vista della stipula di atti transattivi di procedimenti contenziosi, e, in quanto tali, detti pareri devono ritenersi coperti da segreto professionale in relazione al diritto difesa della P.A....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.09.2016 N. 4014

In ambito di società miste, la disciplina di cui all'art. 1, comma 2, del Codice dei Contratti, D.Lgs. n. 163/2006 - oggi art. 5, comma 9, del D.Lgs. n. 50/2016 - secondo la quale la scelta del socio privato deve avvenire con procedure di evidenza pubblica non si applica solo all'atto della costituzione della società mista, ma anche alla fase dell'eventuale alienazione di partecipazioni sociali detenute da un'amministrazione pubblica. Ne consegue non solo la radicale nullità di un atto di cessione di quote disposto in mancanza di previa selezione pubblica, bensì anche la nullità delle clausole di prelazione eventualmente presenti nell'atto costitutivo per contrasto con i principi generali di ordine pubblico economico che postulano la messa a gara delle partecipazioni nell'ambito di società miste deputate (tra le altre) alla prestazioni di servizi. Tale nullità può essere accertata dal Giudice Amministrativo.....
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TAR CALABRIA - SENTENZA 26.09.2016 N. 947

Deve ritenersi legittimo e meritevole di conferma il provvedimento emesso dal Questore in base all’art. 6 della l. n. 401 del 1989 (DASPO), con cui è stato disposto, nei confronti di un calciatore, il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive ed alle aree adiacenti (parcheggi, vie d'accesso destinate al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni sportive), per la durata di due anni e sei mesi, che sia motivato con riferimento al fatto che l’interessato: “… a seguito della concessione di un rigore a favore della squadra avversaria afferrava per un polso l’arbitro bloccandolo, per farlo desistere dall’ammonire un proprio compagno di squadra e, subito dopo, rivolgendogli parole offensive e minacciose, gli pestava i piedi, per impedirgli ogni movimento e lo colpiva con un violento pugno al torace".....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 14.09.2016 N. 1660

E' legittima e merita di essere confermata l’aggiudicazione di una gara di appalto disposta in favore della ditta concorrente che abbia presentato l’offerta tecnica composta di un numero di pagine superiore rispetto a quello indicato dalla lex specialis. Infatti, in forza del principio di tassatività della cause di esclusione dalle gare, previsto dall’art. 46, comma 1 bis, del D.Lgs. n. 163 del 2006, l’esclusione può essere disposta solo in applicazione di una specifica causa indicata nel codice dei contratti, del regolamento o di altre disposizioni di leggi vigenti, ma nessuna disposizione normativa correla l’esclusione dalla gara o altro tipo di sanzione al fatto che l’offerta sia formulata in un numero di pagine superiore a quello stabilito dalla lex specialis. .......
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TAR LAZIO - SENTENZA 05.09.2016 N. 9543

Nonostante i pareri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) non abbiano ex se un valore obbligatorio o vincolante per l'Amministrazione che li richiede, e seppure l'ANAC non abbia potere di disporre o richiedere l'annullamento di un atto o di una procedura amministrativa, la loro incidenza sulla fattispecie va valutata pur sempre caso per caso, con riguardo alla loro capacità di integrare la motivazione del provvedimento finale. Nel caso in cui, come quello in esame relativo alla procedura di gara per l'aggiudicazione decennale degli spazi per bancarelle a Piazza Navona per la festa della Befana, l'atto impugnato richiama il parere dell'Autorità come parte sostanzialmente integrativa dei presupposti che ne hanno determinato l'emissione, se ne deve affermare l'impugnabilità, ancorchè unitamente al provvedimento amministrativo che ne recepisce i contenuti .......
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 26.08.2016 N. 3709

Il deposito in giudizio da parte dell'Amministrazione resistente di un provvedimento amministrativo non costituisce nè determina il dies a quo per la sua eventuale impugnazione, non sussistendo in capo al ricorrente un dovere di consultazione quotidiana del fascicolo d'ufficio e non equivalendo una siffatta modalità di produzione documentale alla comunicazione al diretto destinatario del provvedimento. Il dies a quo, pertanto, dev'essere anche in questo caso determinato con riferimento la momento in cui risulti che la parte abbia effettivamente concretamente acquisito la conoscenza del provvedimento ritenuto lesivo....
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.11.2016 N. 10767

L'occupazione e la trasformazione del bene immobile di un privato da parte della P.A., allorché il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, integrano un illecito di natura permanente che origina una pretesa risarcitoria idonea a contemplare i danni subiti per il periodo di privazione del bene stesso e quindi la perdita delle utilità da esso ricavabili, sicchè il termine di prescrizione quinquennale di tale diritto al risarcimento decorre dalle singole annualità. Il risarcimento va quantificato nella misura dell'interesse del 5% annuo del valore venale della superficie occupata al momento dell'adozione del provvedimento di acquisizione, come prescritto dal comma 3 del cit. art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001. Nel caso in cui il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A. abbia proposto una domanda risarcitoria intesa a conseguire la reintegrazione patrimoniale del bene, deve essere dichiarato l’obbligo, per la P.A. stessa, di adottare il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall’articolo 42 bis comma 3 del testo unico delle espropriazioni ovvero, in alternativa, di determinarsi a restituire definitivamente il bene alla proprietaria. Al fine di non paralizzare a tempo indeterminato l’efficacia della domanda risarcitoria, deve essere fissato un termine (nella specie di 45 giorni), decorrente dalla notificazione o comunicazione della sentenza, entro il quale l’Amministrazione resistente dovrà adottare il provvedimento definitivo al riguardo......
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TAR CALABRIA - SENTENZA 20.10.2016 N. 1983

Deve rilevarsi l'illegittimità della decisione assunta da parte di un'Azienda Sanitaria che, al fine di coprire dei posti di pubblico impiego, nonostante la esistenza di una graduatoria ancora valida ed efficace di un precedente concorso, ha indetto una nuova procedura concorsuale, ove sia stata omessa la indicazione delle motivazioni di tale scelta. Infatti, come ricordato dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con sentenza n. 14/2011, a fronte di una graduatoria valida, l’Amministrazione è tenuta ad esternare e a rendere comprensibili le ragioni che la inducano ad optare per l’una o l’altra forma di reclutamento (nel caso l’utilizzazione della graduatoria concorsuale ancora efficace e quindi suo scorrimento, con assunzione degli idonei, ovvero indizione della procedura concorsuale), dovendo tener conto del generale principio di favore dell’ordinamento per l’utilizzazione delle graduatorie degli idonei.....
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TAR SICILIA - SENTENZA 18.10.2016 N. 2397

Premesso che non sussiste in materia di pubblici concorsi una norma specifica in tema di astensione e ricusazione, risultano applicabili i principi generali in materia di azione amministrativa e, per analogia, le norme settoriali vigenti, tra cui rientrano senz'altro le previsioni degli articoli 51 e 52 Codice di procedura civile. Ne consegue che deve ritenersi illegittimo il decreto con il quale il Rettore ha rigettato l’istanza di ricusazione avanzata da un candidato nei confronti di un commissario di un concorso indetto per la copertura di un posto di ricercatore universitario, nel caso in cui sia risultata accertata l’esistenza di uno stretto rapporto di collaborazione professionale tra detto commissario e un altro candidato e, in particolare, il commissario stesso sia coautore, insieme al candidato di numerosi lavori scientifici (nella specie si trattava di n. 44 pubblicazioni scientifiche); infatti, la comprovata sussistenza di tale stretto rapporto di collaborazione è tale da giustificare l’obbligo di astensione del primo nella procedura concorsuale alla quale ha partecipato, vincendola, il secondo....
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TAR TOSCANA - SENTENZA 11.10.2016 N. 1451

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha sottoposto un permesso di costruire alla condizione per la quale il relativo rilascio è subordinato alla preventiva realizzazione, da parte del richiedente, di alcune opere di urbanizzazione; e ciò a maggior ragione nel caso in cui le opere alla cui realizzazione l’Ente locale ha subordinato il rilascio del titolo edilizio, siano strettamente interconnesse con il lotto sul quale si intende edificare, trattandosi di una strada che ne consente il collegamento con la viabilità già esistente e di un parcheggio ad esso adiacente, e ciò anche se l'intervento ricade in zona di saturazione e completamento.....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 06.10.2016 N. 1181

Deve essere disposto l'annullamento dell'aggiudicazione di una gara ad un concorrente straniero (nel caso, la mandante spagnola di un raggruppamento temporaneo di imprese) qualora nei confronti di tale impresa sia stata pronunciata una sentenza di accertamento di grave inadempimento in un precedente appalto con condanna al risarcimento del danno in favore della stazione appaltante costituita da un Comune spagnolo e tale sentenza, in sede di partecipazione alla gara, non sia stata dichiarata, a nulla rilevando che la medesima sentenza sia stata pronunciata da un tribunale non italiano, bensì di un Paese europeo, e tenuto altresì conto della circostanza per la quale tale mancata dichiarazione integra, in ogni caso, violazione degli obblighi dichiarativi fissati dalla legge e dalla normativa di gara che rileva come sintomo di inaffidabilità dell’impresa, che ha tenuto nascosto alla stazione appaltante un essenziale elemento di valutazione per la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione .....
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CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - SENTENZA 26.09.2016 N. 330

Come statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 215/1987, in tema di diritto alla frequenza scolastica dei portatori di handicap, i fattori di recupero e di superamento della emarginazione di questi ultimi sono rappresentati non solo dalle pratiche di cura e di riabilitazione, ma anche dal pieno ed effettivo inserimento dei medesimi anzitutto nella famiglia e, quindi, nel mondo scolastico e in quello del lavoro. Anche alla luce di tale principio, deve ritenersi illegittimo il provvedimento della Direzione didattica che ha disposto nei confronti di un minore portatore di handicap grave ai sensi dell’art. 3, comma 3°, della legge n. 104/1992, la diminuzione delle ore di insegnamento di sostegno, in carenza di una preliminare modificazione del piano educativo che dia atto di oggettive ragioni inerenti ad un mutamento delle condizioni tali da giustificare la decisione (nella specie, all’inizio dell’anno scolastico erano state assegnate 22 ore settimanali, ridotte tuttavia nel corso dell’anno a 18 ore, per il sopraggiungere di altri due alunni cui doveva essere garantito l’insegnamento di sostegno).....
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TAR LAZIO - SENTENZA 15.09.2016 N. 9776

È illegittimo e merita di essere annullato un provvedimento sanzionatorio adottato dall’ANAC (nei confronti di un'impresa per presunta falsa dichiarazione in sede di gara) per violazione del termine massimo di conclusione del procedimento, fissato con Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio dalla stessa Autorità in 180 giorni decorrenti dalla data di comunicazione di inizio del procedimento ex art. 7 della L. n. 241 del 1990 e computati altresì gli eventuali periodi di sospensione; detto termine di 180 giorni, infatti, costituisce un limite massimo per la definizione dei procedimenti sanzionatori di competenza dell’ANAC, in base al disposto dell’art. 6 del Regolamento unico dell’Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici del febbraio 2014 adottato ai sensi dell’art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 163 del 2006......
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CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA - SENTENZA 13.09.2016 N. 308

Il vincolo di inedificabilità nella fascia ricompresa nei 150 mt. dalla battigia previsto dall’art. 15, lett. a), della L. Reg. Sicilia 12 giugno 1976 n. 78 si applica anche alle strutture alberghiere, atteso che detta norma regionale prevede l’inapplicabilità del vincolo solo alle opere desinate alla “diretta fruizione del mare” e l'esenzione si riferisce solo agli impianti o alle opere destinate in via diretta e immediata alla fruizione del mare e non ad altre opere, come ad esempio i complessi alberghieri, con riferimento alle quali l’allocazione in prossimità del mare risulta meramente accidentale e occasionale. In questo contesto, costituisce un palese mutamento di destinazione d’uso - non ammesso dalla normativa - la trasformazione di uno stabilimento industriale per la lavorazione della pomice (sito nell’isola di Lipari) in un albergo, essendo evidente che si tratta, nel caso degli alberghi, di costruzioni destinate ad attività turistiche e quindi interessanti un settore economico ben specifico e diverso dagli impianti di tipo industriale, a cui originariamente apparteneva il vecchio pomicificio. .......
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.08.2016 N. 3714

In forza del principio di immedesimazione organica delle persone fisiche componenti l'organo autore dell'atto amministrativo emesso nell'esercizio delle funzioni ad esso attribuite e della conseguente imputazione giuridica a quest'ultimo dell'atto medesimo, un componente dell'organo amministrativo non può rivestire la qualità di controinteressato nel processo amministrativo avente ad oggetto l'impugnazione di un provvedimento emesso da detto organo. Pertanto, nel giudizio di accesso agli atti amministrativi, ivi compresi i verbali di un organo amministrativo, le persone fisiche componenti tale organo sono privi di qualsiasi titolarità di controinteressato in quanto in questo modo l'interesse alla conservazione dell'atto impugnato verrebbe traslato dall'oggetto dell'istanza ostensiva all'interesse che sorregge quest'ultima ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.08.2016 N. 3670

La disciplina recata dal Piano paesistico interviene in via sostitutiva in luogo ed in assenza di una espressa pianificazione da parte del PRG comunale, stante la valenza sovraordinata dello strumento di pianificazione paesaggistico-ambientale con valenza urbanistico-edilizia, impedendo con ciò che in siffatti casi possano ritenersi sussistenti le condizioni per l'applicazione delle previsioni di di sostanziale inedificabilità di cui all'art. 9 DPR n. 380/2001 per le c.d. "zone bianche" ....
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