CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.01.2018 N. 279

In ambito di appalti pubblici ai sensi del D.Lgs. n. 50/2016 non è consentito inserire in sede di gara, tra i criteri di valutazione delle offerte, elementi che riguardano la capacità tecnica dell’impresa, al posto di quelli relativi alla qualità dell’offerta, e ciò sia per rispettare i principi ostativi ad ogni commistione fra i criteri soggettivi di prequalificazione e criteri afferenti alla valutazione dell’offerta ai fini dell’aggiudicazione, sia al fine di assicurare la più ampia apertura possibile del mercato, di qui la necessità di tenere separati i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara da quelli pertinenti all’offerta ed all’aggiudicazione. Su tali presupposti deve ritenersi illegittima una clausola di un bando che attribuisce una parte preponderante e significativa del punteggio (ben 70 punti su 80) all’esperienza pregressa dei concorrenti, attribuendo all'offerta tecnica soltanto un massimo di 10 punti, in quanto clausola idonea a confondere i requisiti soggettivi di partecipazione alla gara con gli elementi e i criteri oggettivi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in violazione della normativa comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.01.2018 N. 123

Nel nuovo codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016) è stato introdotto, all'art. 51, il principio comunitario che persegue un favor per la partecipazione alle pubbliche selezioni da parte delle piccole e medie imprese (c.d. PMI) stabilendo il conseguenziale obbligo di suddivisione in lotti della gara. Tale principio, tuttavia, non ha un valore precettivo assoluto ed inviolabile, dovendo essere adattato ai casi concreti, sempre secondo i canoni di adeguatezza, proporzionalità ed efficienza economica. In applicazione di detti principi va considerata legittima la determinazione di una P.A. (nello specifico, ENAC) che ha indetto una gara unica per l’affidamento in concessione della gestione totale degli aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone per una durata trentennale, che abbia esplicitato in modo ben persuasivo le ragioni secondo cui la gestione dei due aeroporti calabresi rispondesse a logiche di efficienza economica e di migliore allocazione delle risorse, sì da consentire di derogare in modo del tutto adeguato – e quindi legittimo – al principio della suddivisione in lotti ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.01.2018 N. 58

Ai sensi dell'art. 80, comma 5 lett. m) del D.Lgs. n. 50/2016 - Codice dei Contratti - per individuare un caso di collegamento tra imprese concorrenti, idoneo ad integrare l'ipotesi di esclusione dell'operatore economico, la sussistenza di una generica relazione di fatto tra due concorrenti non è condizione sufficiente perchè si possa ritenere applicabile la suddetta disciplina, in mancanza della prova, posta in carico alla stazione appaltante, del fatto che la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte siano imputabili ad un unico centro decisionale. Nella fattispecie, è illegittima l'esclusione di due imprese concorrenti il cui collegamento sia stato individuato in base al possesso di una piccola quota di partecipazione nel capitale sociale dell'una da parte del consigliere di amministrazione dell'altra, e della mera presenza, sul sito internet di un concorrente, di un collegamento ipertestuale al sito dell'altro operatore ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.12.2017 N. 6135

In ambito di gare d'appalto per l'aggiudicazione di contratti pubblici, le specifiche disposizioni in materia (v. l’art. 86, comma 5 bis, d.lgs. 12 aprile 2016, n. 50; l’art. 79, comma 6, d.p.r. 5 ottobre 2010, n. 210; l’art. 40, comma 3, lett. b) d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163), conducono ad affermare che l’impresa concorrente può vantare legittimamente il possesso del requisito tecnico-organizzativo, costituito dall’aver svolto lavori per un certo importo in una certa categoria, solo se è in possesso dei relativi certificati di esecuzione lavori, poiché in detti documenti contabilit si dà atto dell’avvenuta esecuzione in maniera regolare e con buon esito dei lavori, nonché del risultato delle contestazioni reciprocamente mosse dalle parti contrattuali in seguito all’esecuzione dei lavori, dovendosi ritenere inidonea allo scopo, di converso, la mera contabilizzazione dei lavori attraverso stati di avanzamento dei lavori ...
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CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 20.12.2017 N. 11

Il termine per impugnare un atto amministrativo decorre dalla piena conoscenza del provvedimento e dei suoi effetti lesivi e non assume alcun rilievo, al fine di differire il dies a quo di decorrenza del termine decadenziale, l’erroneo convincimento soggettivo dell’infondatezza della propria pretesa. Di conseguenza deve escludersi, fatta eccezione per l’ipotesi degli atti plurimi con effetti inscindibili, che il sopravvenuto annullamento giurisdizionale di un atto amministrativo possa giovare ai cointeressati che non abbiano tempestivamente proposto il gravame e, per i quali, pertanto, si è già verificata una situazione di inoppugnabilità, con conseguente “esaurimento” del relativo rapporto giuridico...
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TAR TOSCANA - SENTENZA 16.01.2018 N. 66

Non può essere respinta l'istanza tendente ad ottenere l’aggiunta al proprio cognome di alcune parole e/o un di un predicato, motivata con riferimento al c.d. divieto do "cognomizzazione" dei predicati nobiliari disposto dall'89 co. 3, d.P.R. n. 396/2000, a mente del quale è vietata "l’attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza”, se l’istanza sia oggettivamente finalizzata ad attestare esclusivamente le antichi origini familiari del richiedente, per ragioni affettive e per il significato che quel cognome riveste nella comunità sociale in cui il richiedente è inserito, senza che rilevi in qualche interesse pubblico contrario che nel caso concreto non ravvisava ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.01.2018 N. 118

La responsabilità della P.A. per illegittimità provvedimentale va ricondotta alle ipotesi di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., per la quale si applica la teoria della "causalità alternativa ipotetica" ma solo in relazione agli illeciti omissivi, per i quali occorre infatti stabilire se l’evento dannoso non si sarebbe verificato se il preteso responsabile avesse posto in essere la condotta doverosa impostagli, mentre detta teoria è priva del suo presupposto rispetto ad illeciti commissivi, quali quelli derivanti dalla formazione di atti amministrativi illegittimi, in relazione ai quali l’accertamento del giudice deve colmare il nesso di causalità giudicando se tali atti possano aver costituito la causa del danno lamentato. A tale proposito, va rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se, in caso di affidamento diretto, senza gara, di un appalto, spetti il risarcimento danni per equivalente derivante da perdita di chance ad una impresa concorrente che avrebbe che potuto concorrere quale operatore del settore economico ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 03.01.2018 N. 24

È legittima una ordinanza di demolizione di alcuni manufatti consistenti nella trasformazione di un lastrico solare di copertura di un edificio residenziale, in terrazzo destinato alla libera fruizione del proprietario, e, in particolare, nella pavimentazione del lastrico solare e nella apposizione di ringhiere di protezione, ove detta ordinanza sia motivata per carenza del preventivo rilascio del permesso di costruire. Difatti le opere in questione realizzano un cambio di destinazione d’uso trasformando un solaio di copertura, per cui non è prevista la praticabilità, in terrazzo, mediante specifici interventi edilizi, e per questo motivo è necessario il permesso di costruire, non essendo realizzabile detta trasformazione tramite semplice s.c.i.a. né tramite comunicazione di inizio lavori ex art. 6, D.P.R. n. 380/2001 ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.12.2017 N. 12692

E' legittimo in quanto sufficientemente motivato il provvedimento con il quale l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ingiunto alla RAI il pagamento di una sanzione pecuniaria, per violazione dell’art. 4, comma 1, lett. b, del D.Lgs. n. 177/2005, con riferimento ai contenuti di una puntata di un programma televisivo (una puntata del programma “Che Tempo che fa” del 10.05.2008) adottato perché, nonostante che il soggetto intervistato (il giornalista Marco Travaglio) dal conduttore del programma, riferendosi al Presidente del Senato, abbia espresso commenti e allusioni offensive e perciò lesive dell’onorabilità e della dignità della persona, il conduttore del programma (Fabio Fazio), durante l’intervista, andata in onda in diretta, non abbia messo in atto un apprezzabile tentativo di dissociazione, anche a nome dell’azienda televisiva, rispetto ai contenuti che venivano riferiti dall’intervistato, essendosi solo orientato, sia pure blandamente, a mitigare l’impatto delle espressioni offensive utilizzate dall’intervistato, e non giungendo pertanto ad integrare quella necessaria forma di inequivocabile dissenso che avrebbe potuto giovare alla RAI ricorrente ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 20.12.2017 N. 5991

Il rimborso del contributo unificato costituisce un’obbligazione ex lege gravante sulla parte soccombente per effetto della condanna alle spese, anche in caso di mancata menzione da parte del giudice, posto che la relativa statuizione comprende, ancorchè implicitamente, la condanna della restituzione alla parte vittoriosa di quanto versato. Inoltre, ai sensi dell’art. 2, co. 2, D.M. n. 55/2014, è da ritenersi pacifico che alla parte vittoriosa spetti anche il rimborso delle spese forfettarie, nella misura del 15% ...
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