TAR TOSCANA - SENTENZA 08.03.2018 N. 356

E’ illegittima, per violazione del principio di tassatività delle cause di esclusione ex art. 83, comma, 8, D.Lgs. n. 50/2016, nonchè dei principi di libera concorrenza, la clausola di un bando di gara per l’affidamento di un determinato servizio che, invocando generiche ragioni di economicità, limita e circoscrive la partecipazione alle sole ditte aventi sede in specifiche zone del territorio comunale e, comunque, a distanza non superiore a mt. 500 dai confini del territorio comunale, posto che una siffatta previsione della lex specialis incide immotivatamente sulla par condicio della procedura, limitando la partecipazione ed anzi favorendo solo determinati operatori a discapito di altri, senza che detto discrimine si poggi su una valutazione di proporzione con alcun interesse della P.A. ritenuto prevalente. .
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.03.2018 - N. 2330

La pratica commerciale di un distributore di biglietti per eventi che non abbia impedito sulla propria piattaforma l'acquisto da parte di pochi soggetti di gran numero di tagliandi, poi destinati al mercato secondario, non è idonea a configurare una fattispecie sanzionabile ex art. 20 comma 2 del Codice del consumo - D.Lgs. n. 206/2005 - in quanto non è provato che tale condotta abbia arrecato un vantaggio economico del professionista nel falsare in misura rilevante il comportamento economico del "consumatore utente" nè è provata come la mancata diligenza contestata abbia influenzato decisioni di natura commerciale del consumatore utente, dovendosi tenere conto della natura "emotiva" e prettamente psicologica che porta il consumatore a volere acquistare ad ogni modo i tagliandi degli eventi che gli interessano, ben sapendo che si trovano solo su un mercato "speculativo". Va conseguentemente ritenuta illegittima una sanzione irrogata dalla AGCM su tali presupposti...
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TAR SICILIA - SENTENZA 19.02.2018 N. 389

La pubblicazione della delibera di aggiudicazione di una gara d'appalto all’albo pretorio non è idonea a determinare la decorrenza del termine di impugnazione, se ad essa non si accompagna la comunicazione dell’aggiudicazione definitiva agli interessati, facendo così decorrere il termine di impugnazione di trenta giorni ex art. 120, comma 5, c.p.a. Va altresì specificato che la Stazione Appaltante ha l’onere della comunicazione individuale degli esiti della gara a tutti i soggetti individuati dall'art. 76, comma 5, del nuovo Codice dei Contratti - D.Lgs. n. 50/2016 e quindi anche al ricorrente che abbia impugnato gli atti di gara, posto che ai sensi della citata normativa “Le stazioni appaltanti comunicano d’ufficio immediatamente e comunque entro un termine non superiore a cinque giorni: a) l’aggiudicazione, all’aggiudicatario, al concorrente che segue nella graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o offerta siano state escluse se hanno proposto impugnazione avverso l’esclusione o sono in termini per presentare impugnazione, nonché a coloro che hanno impugnato il bando o la lettera di invito, se tali impugnazioni non siano state respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva”...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 07.02.2018 N. 98

E’ illegittima la delibera del direttore generale di una Azienda Sanitaria Locale con la quale è stata disposta, per motivi finanziari, la chiusura di tutte le attività a carattere esclusivamente ospedaliero ed in particolare l’attività di pronto soccorso presenti in un Comune, di cui usufruiscono i cittadini di altro Comune in ragione della vicinanza territoriale; infatti, la normativa in tema di servizio di pronto soccorso deve essere applicata nel senso di privilegiare il criterio, all'interno della dimensione regionale del servizio, tendente ad una organizzazione territoriale più rapida possibili e perciò tendente alla conservazione dei presidi nelle zone "svantaggiate". Del resto, l'organizzazione del pronto soccorso rispondere ad un nucleo irriducibile del diritto alla salute, affermato dalla Corte Costituzionale (cfr. nn. 162/2007 e 275/2016) ed è per la sua stessa natura insopprimibile, nonché insuscettibile di essere compresso o ridotto in forza di qualunque altra esigenza politico-amministrativa, tanto meno di carattere finanziario..
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TAR LAZIO - SENTENZA 30.01.2018 N. 1081

E' legittimo il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha irrogato ad un'azienda municipalizzata di trasporti locali (ATAC nella fattispecie) una sanzione pecuniaria per aver pubblicizzato, attraverso l'orario affisso nelle stazioni e pubblicato su internet, un'offerta di servizi di trasporto non corrispondente, per qualità e quantità, al servizio reso, a causa della sistematica e persistente soppressione delle corse programmate, nonchè inferiore rispetto alla programmazione prevista nel Contratto di Servizio stipulato con la Regione Lazio, posto che l'inadeguata ed intempestiva modalità di comunicazione all'utenza della soppressione delle corse costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo (artt. 20, 21 e 22 del D.Lgs. n. 206/2005 e s.m.i.) ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 08.03.2018 N. 1445

La P.A. non può escludere un concorrente da un concorso pubblico, in ragione del fatto che la sua domanda di partecipazione, contrariamente alle previsioni del bando, sia corredata dalla copia di un valido documento di riconoscimento senza sottoscrizione, nel caso in cui quella domanda sia stata trasmessa dall'aspirante candidato tramite la personale casella p.e.c. all’indirizzo p.e.c. all’uopo indicato dalla lex specialis. Difatti, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 38, comma 2, del D.P.R. n. 445/2000 e 65, comma 1, lett. c, del D.Lgs. n. 82/2005, la sottoscrizione è sicuramente necessaria per la presentazione dell’istanza telematica, ma con la sola allegazione senza sottoscrizione della copia del documento di identità...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 26.02.2018 N. 218

In ambito di appalti pubblici, le condanne che devono comportare l'esclusione del concorrente dalla gara, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lettera c) del D.Lgs. n. 50/2016, non sono solo quelle riportate dall'impresa quale soggetto giuridico autonomo e ma anche quelle riportate dal singolo amministratore o soggetto dotato di potere di indirizzo o di controllo sull’impresa stessa. Infatti, una lettura dell’art. 80 orientata con la disciplina comunitaria e con i principi fondamentali della materia già elaborati in vigenza della precedente normativa, porta a preferire un’interpretazione estensiva, nel senso che l’esclusione può essere disposta dalla stazione appaltante anche nel caso in cui la sentenza di condanna ritenuta rilevante sia relativa ad uno dei reati indicati dalla suddetta norma e anche se essa riguardi non l’impresa in sé, ma uno dei soggetti di cui al comma 3 del citato art. 80, nel cui novero va ricompreso anche il Revisore Legale (professionista o società) dell'impresa partecipante, in quanto soggetto tra quelli "dotati di poteri di direzione o di vigilanza o muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo"...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.02.2018 N. 1041

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione e/o rimozione di opere di arredo esterno, quali la collocazione di numerose fioriere realizzate nello spazio antistante alcuni esercizi commerciali, emessa in virtù dell'assenza di preventivo atto di assenso edificatorio da parte dell’Ente locale, posto che detti manufatti non necessitano di alcun permesso di costruire rientrando nelle attività di edilizia libera di cui al comma 1 dell'art. 6 D.P.R. n. 380/2001, o tutt'al più nel novero degli interventi per i quali è sufficiente la comunicazione di inizio lavori, ed in ogni caso non sono sanzionabili con la demolizione, comminabile solo per gli interventi assoggettati a permesso di costruire..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.02.2018 N. 680

A differenza della responsabilità da mancata aggiudicazione, la culpa in contrahendo dell’amministrazione nelle procedure ad evidenza pubblica di affidamento di contratti costituisce fattispecie nella quale l’elemento soggettivo assume una sua specifica rilevanza, in correlazione con l’ulteriore elemento strutturale del contrapposto affidamento incolpevole del privato in ordine alla positiva conclusione delle trattative. Infatti, i presupposti della responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione consistono nell’affidamento ingenerato dal comportamento della stazione appaltante su tale esito positivo e nell’assenza di una giusta causa per l’inattesa interruzione delle trattative. Sussiste pertanto la responsabilità precontrattuale della P.A. nel caso in cui abbia indetto una procedura di finanza di progetto mal valutando l’opera da realizzare e così ingenerando un legittimo affidamento circa la conclusione del procedimento, producendo un danno al concorrente stante l’inattesa ed improvvisa interruzione dell’intera sequenza prenegoziale ...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 22.01.2018 N. 56

In tema di appalti pubblici regolamentati dal nuovo Codice dei Contratti di cui al D.Lgs. n. 50/2016, la disciplina dettata dall’art. 95, comma 10, impone l’obbligo per tutti i concorrenti di indicare in sede di offerta economica i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Detto obbligo sussiste anche in ipotesi di silenzio del bando, da ritenersi sul punto eterointegrato, con conseguente esclusione del concorrente che non abbia provveduto all'indicazione dei suddetti oneri, non potendosi ricorrere nemmeno al soccorso istruttorio – diversamente dal sistema previgente dettato dal D.Lgs. n. 163/2006 – trattandosi di indicazione costituente elemento essenziale dell’offerta...
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