TAR LAZIO - SENTENZA 02.07.2015 N. 8874

E' inammissibile un ricorso cumulativo in cui il ricorrente abbia impugnato un unico provvedimento di aggiudicazione di una gara di appalto suddivisa in più lotti, proposto da un concorrente che aveva presentato offerta per tutti i lotti, nel caso in cui ciascun lotto costituisca una procedura di gara autonoma e si sia concluso con una distinta aggiudicazione a concorrenti diversi, ciascuna sostenuta da specifiche ragioni. In tal caso, infatti, al di fuori della parziale connessione soggettiva, non sussistono le condizioni ed i presupposti della effettiva unicità della gara, essendo la stessa suddivisa in lotti del tutto indipendenti, a maggior ragione nel caso in cui gli stessi motivi di impugnazione introdotti erano del tutto diversi.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 30.06.2015 N. 3249

Nel caso di richiesta di risarcimento del danno da c.d. "perdita di chance" da mancata aggiudicazione di appalto, il ricorrente ha l’onere di provare gli elementi atti a dimostrare, pur se solo in modo presuntivo e basato sul calcolo delle probabilità, la possibilità concreta che egli avrebbe avuto di conseguire il risultato sperato, atteso che la valutazione equitativa del danno, ai sensi dell’articolo 1226 del codice civile, presuppone che risulti comprovata l’esistenza di un danno risarcibile; in particolare, la lesione della possibilità concreta di ottenere un risultato favorevole presuppone che sussista una probabilità di successo (nella specie di vedersi aggiudicato l’appalto) almeno pari al 50 per cento, poiché, diversamente, diventerebbero risarcibili anche mere possibilità di successo, statisticamente non significative.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 15.06.2015 N. 2941

Deve essere esclusa da una gara di appalto la ditta che abbia presentato la indicazione di una percentuale dello 0,0% dei costi di sicurezza aziendale, in quanto ai sensi degli artt. 86 e 87 del D.Lgs. n. 163/2006 e 26 del D.Lgs. n. 81/2008, che costituiscono norme imperative ed inderogabili anche a prescindere dall'effettiva previsione della lex specialis, è fatto obbligo per il concorrente di indicare, negli appalti pubblici, i costi di sicurezza aziendale (“rischio specifico”), trattandosi di un elemento essenziale per la certezza e la congruità dell’offerta, come tali indisponibili e incomprimibili data la loro natura e le finalità perseguite. Si deve concludere che l'indicazione di una percentuale di incidenza dello 0,0% equivale ad una mancata indicazione e quindi denota l'insanabile carenza di un elemento fondante ed essenziale dell'offerta economica.
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TAR CALABRIA - SENTENZA 11.06.2015 N. 1066

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune, rilevata la carenza di permesso di costruire, ha inibito l’attività di costruzione di una piscina in una struttura turistico-ricettiva, iniziata in virtù di mera denuncia di inizio attività e/o segnalazione certificata di inizio attività. Infatti una piscina non può essere intesa, sotto il profilo urbanistico ed edilizio, quale pertinenza, comportando una durevole trasformazione del territorio ed un impatto non secondario, viste anche le dimensioni di circa 150 mq.
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 25.05.2015 N. 2882

E' nullo, ai sensi dell’art. 21 septies della legge n. 241 del 1990, un provvedimento di demolizione notificato ad una società titolare di una concessione demaniale per la gestione di un complesso turistico balneare volto ad ingiungere la rimozione di alcuni manufatti abusivi realizzati sul demanio marittimo, nel caso in cui l’ordinanza sia carente della esatta identificazione delle opere abusive. Infatti, laddove il provvedimento amministrativo non permetta di individuare con sufficiente certezza i beni giuridici e materiali su cui l’atto è destinato ad incidere, lo stesso deve essere giudicato nullo per difetto di un elemento essenziale e, in particolare, dell’oggetto.
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TAR LAZIO - SENTENZA 20.05.2015 N. 7314

Nell'ambito della verifica dell'anomalia delle offerte presentate nelle gare di appalto, non è possibile predeterminare una soglia rigida di utile al di sotto della quale l’offerta deve ritenersi automaticamente incongrua, dovendosi piuttosto fare riferimento ad altri parametri, quali la serietà della proposta contrattuale, e ciò in quanto un utile apparentemente insignificante può comportare un vantaggio pur sempre rilevante, in termini, per esempio, di crescita di requisiti di capacità tecnica ed economica per la partecipazione a successive gare; solo un utile pari a zero o l’offerta in perdita rendono ex se inattendibile l’offerta economica .
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 22.04.2015 N. 887

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione di una recinzione di un terreno, costruita per impedire l’accesso di estranei, consistente in paletti in ferro collegati da tre file di catena metallica, senza opere murarie, che sia stata emessa dal Comune sul presupposto dell'assenza del preventivo rilascio del permesso di costruire. Ciò in quanto tale manufatto, che per dimensioni e consistenza non comporta un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, deve ritenersi privo di impatto urbanistico e come tale la relativa realizzazione non deve essere preceduta da provvedimento concessorio da parte dell’amministrazione comunale. La distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello ius excludendi omnes alios va rimessa alla concreta indagine delle caratteristiche del manufatto
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.03.2015, N. 3666

Sono illegittime le deliberazioni della Giunta Comunale di Roma che hanno previsto notevoli incrementi tariffari per il rilascio dei permessi di accesso alle Z.T.L., poiché intervenute senza adeguata istruttoria e motivazione. Infatti, il potere discrezionale dell’Amministrazione di fissare le tariffe deve essere fondato su un’adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri della logicità e della proporzionalità. D’altra parte, la mera circostanza fattuale che le tariffe di cui alle deliberazioni in questione siano effettivamente inferiori a quelle in vigore nella città di Milano o nella città di Londra non consente, di per sé, di ritenerle congruenti.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.02.2015 N. 883

La competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione – anche parziale – di strutture in cemento armato; solo in via di eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) dell’art. 16, r.d. n. 274 del 1929, purché si tratti di piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone.
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TAR BRESCIA - SENTENZA 07.01.2015 N. 2

Non può disporsi l’esclusione da una gara di appalto di una ditta che, in contrasto con quanto prescritto dal bando, ha omesso di inserire tra le dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi quella riguardante l’assenza delle circostanze ex art. 38 comma 1-m-ter del D.lgs. n. 163 del 2006, ove la ditta stessa, nel presentare l’offerta, abbia utilizzato il modulo predisposto dalla stazione appaltante non contenente detta dichiarazione. In tal caso, infatti, l’aver presentato l’offerta utilizzando il modulo predisposto dalla P.A., soddisfa il requisito della normale diligenza nella compilazione della domanda di partecipazione alla gare.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.12.2014 N. 6287

E' fondata la domanda di risarcimento dei danni da mancata aggiudicazione di una gara di appalto nel caso in cui sussista il requisito della colpa dell’Amministrazione, fattispecie integrata nel caso in cui il provvedimento di esclusione per presentazione di un’offerta economica inferiore al limite minimo delle tariffe prefettizie sia ritenuto illegittimo dal G.A. che aveva annullato la clausola del bando richiamata dall’Amministrazione a fondamento dell’esclusione, ed a seguito della riapertura della procedura, la offerta della ricorrente era risultata la migliore seppure con valore inferiore alla soglia di anomalia.
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TAR MILANO - Sentenza 15.12.2014 n. 3037

Costituiscono nuovi provvedimenti, autonomamente impugnabili, i provvedimenti adottati dalla P.A. che, pur essendo stati assunti all’esito di una pronuncia cautelare, si fondano su una rivalutazione rinnovata e più ampia di quella compiuta in un primo tempo, che dunque non rappresenta una mera esecuzione del disposto cautelare, ma si pone come una rinnovata volontà dell’Amministrazione, solo parzialmente riconducibile all’attività svolta in precedenza.
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Consiglio di Stato - Sentenza 05.12.2014 n. 6004

La disciplina in tema di scorrimento di una graduatoria concorsuale ancora efficace non attribuisce agli idonei un diritto soggettivo all’assunzione per il solo fatto della vacanza e della disponibilità di posti in organico (corrispondenti alla qualifica e/o alla categoria della graduatoria concorsuale), atteso che l’Amministrazione non è obbligata alla loro copertura, dovendo, per contro, assumere una decisione sul piano organizzatorio, direttamente correlata agli eventuali limiti normativi alle assunzione, alle disponibilità di bilancio, alle scelte programmatiche compiute dagli organi di indirizzo e a ogni altro elemento di fatto o di diritto rilevante, per stabilire se procedere o meno al reclutamento di personale.
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Camera dei Deputati

seduta del 6.11.2014 - Convertito il Decreto Legge 12.09.2014 n. 132 sul processo civile. Tra le novità più rilevanti la possibilità di trasferire in sede arbitrale i contenziosi civili pendenti in primo e secondo grado.

TAR PIEMONTE - SENTENZA 01.07.2015 N. 1114

Dopo l'introduzione delle recenti modifiche apportate all'art. 19 della L. 241/90, prima dai DD.LL. 70/2011 e 138/2011, e poi dal D.L. 133/2014, deve essere rivisto l’orientamento espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato con la sentenza n. 15 del 29 luglio 2011, nel senso che si deve riconoscere al terzo titolare di un interesse qualificato, e che si ritenga leso da una s.c.i.a., la possibilità di sollecitare in qualsiasi momento le verifiche di competenza della Amministrazione comunale e di agire avverso l’eventuale silenzio mantenuto sulla sua istanza. Infatti, il riconoscimento di tale potere risulta funzionale anche all’interesse pubblicistico a che ogni nuova attività sia intrapresa nel rispetto della normativa vigente. L’attuale sistema in materia di d.i.a o di s.c.i.a. si basa sulla tassatività dei casi in cui alla Amministrazione è permesso di intervenire dopo la scadenza dei termini di cui al comma 3 e comma 6 bis dell’art. 19 L. 241/90: pertanto, fuori dalle situazioni individuate da tale norma, le Amministrazioni comunali possono intervenire su attività denunciate con d.i.a. o s.c.i.a. solo nel caso in cui un tale intervento risulti sollecitato appositamente da un terzo al quale possa riconoscersi la titolarità di un interesse qualificato, in difetto di che il provvedimento inibitorio o ripristinatorio deve ritenersi illegittimo.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.06.2015 N. 3137

Non è anomala l'offerta da cui emerga, in sede di verifica, un margine di utile pari allo 0,36%, in quanto tale percentuale, seppure inferiore a quella indicata in offerta, è comunque idonea a garantire la sostenibilità economica della commessa. Si deve al riguardo tenere presente che l’entità dell’utile effettivamente verificato, per quanto molto basso sino a rasentare un margine minimo, va pur sempre rapportato in relazione al quadro economico di riferimento e quindi al contesto attuale, in cui modesti ritorni economici possono ritenersi accettabili pur di mantenere l’impresa operativa in vista di tempi migliori.
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TAR TOSCANA - SENTENZA 11.06.2015 N. 887

Le circolari amministrative sono gli atti con i quali la pubblica amministrazione fornisce l’interpretazione di fonti normative, soprattutto quelle di rango legislativo,che non costituiscono alcun vincolo ai fini della loro applicazione da parte del Giudice. È del tutto pacifico, infatti, che le circolari amministrative sono atti diretti agli organi ed uffici periferici ovvero sottordinati, e non hanno di per sé valore normativo o provvedimentale o, comunque, vincolante per i soggetti estranei all'amministrazione, con la conseguenza che una circolare amministrativa contra legem può essere disapplicata anche d'ufficio dal giudice investito dell'impugnazione dell'atto che ne fa applicazione.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.06.2015 N. 2784

E’ illegittimo un permesso di costruire in sanatoria per abusi edilizi e per il mutamento di destinazione d’uso che non abbia tenuto conto delle situazioni di vicinato e dell'impatto acustico. Infatti, se è vero che sussiste una tutela civilistica per le immissioni da rumore, è altrettanto vero che la prevenzione dagli inquinamenti è argomento che coinvolge un interesse generale, strettamente connesso alla salute pubblica e alla vivibilità generale degli abitati e dei luoghi, specie in un contesto sensibile come un centro storico. Spetta quindi la Comune tenere in debita considerazione l'impatto acustico nel valutare le ricadute di un cambio di destinazione d'uso da immobile ad uso abitazione ad immobile ad uso ristorante.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.05.2015 N. 2572

E’ illegittimo il provvedimento di interdizione dell’accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (c.d. “daspo”), ai sensi degli artt. 6 e 6-bis della legge n. 401/1989, spiccato nei confronti del titolare della ditta aggiudicataria dell’appalto del servizio bar all’interno dello stadio, motivato con riferimento al fatto che il destinatario del provvedimento aveva permesso a due tifosi della squadra ospite di accedere allo stadio tramite l'accesso riservato al personale di servizio, facendoli passare per collaboratori ed eludendo così i controlli. Tale daspo è illegittimo perchè la condotta censurata non rientra nel novero di cui all'art. 6-bis della legge n. 401/1989, che elenca una serie di fattispecie tipiche, dettagliatamente individuate, e ciò sembra individuare un elenco tassativo non passibile di estensioni interpretative o analogiche, soprattutto se l'evento non ha causato disordini.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.04.2015 N. 2172

Nel caso in cui il bando di gara ed in generale la lex specialis della gara non preveda che la cauzione debba essere intestata a tutte le imprese, nel caso di pluralità di offerenti, è illegittimo il provvedimento di esclusione della Stazione Appaltante motivata dalla circostanza per la quale il versamento dell'intero importo richiesto è stato effettuato da una sola di esse.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.03.2015 N. 1601

Sono legittime ed ammissibili in sede di gara di appalto da aggiudicare mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, quelle varianti migliorative che propongono diverse modalità di esecuzione dell'opera (o del servizio), a condizione che non stravolgano l'originaria concezione dell'oggetto del contratto. Ne consegue che anche qualora non previste dal bando, ed a prescindere da ogni espressa previsione di varianti progettuali in sede di lex specialis, deve ritenersi insito nella scelta del criterio selettivo dell'offerta economicamente più vantaggiosa il principio per il quale è consentito al concorrente di proporre quelle variazioni migliorative che non alternino i caratteri essenziali della prestazione richiesta, e quindi che non ledano la par condicio.
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TAR NAPOLI - SENTENZA 25.02.2015 N. 1256

E' inammissibile il ricorso avverso il preavviso di diniego emesso ai sensi dell'art. 10 bis l.n. 241/90 in quanto tale atto non può dirsi espressione di una volontà definitiva dell'Autorità procedente, riflettendo di contro una mera valenza endoprocedimentale. Il provvedimento finale, a seguito del confronto dialettico con l'interessato, può infatti avere anche esito diverso da quello preannunciato nel preavviso, che quindi deve ritenersi privo di autonoma lesività e come tale non è impugnabile.
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TAR LAZIO - SENTENZA 23.01.2015 N. 1351

Devono ritenersi illegittimi i commi 2 e 9, dell’art. 16, d.m. n. 180 del 2010, che, in tema di procedura di mediazione obbligatoria, prevedono il pagamento di un importo di euro 40,00 per le liti di valore fino a 250.000,00 euro e di euro 80,00 per quelle di valore superiore, anche in caso di mancato accordo all'esito del primo incontro. Tali disposizioni infatti, contrastano con il sopravvenuto e novellato art. 17, comma 5-ter, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione”. E' altresì illegittimo l’art. 4, comma 3, lett. b), del d.m. n. 180 del 2010, che impone obblighi di aggiornamento a carico degli avvocati mediatori, il quale contrasta con il sopravvenuto e novellato art. 16, comma 4-bis, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori".
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.01.2015 n. 5

E’ illegittimo il provvedimento che, per dimostrare la proprietà pubblica di un’area, faccia esclusivo riferimento alle risultanze catastali dell’area. Infatti, ai fini della determinazione dell’effettiva proprietà del bene, alle risultanze catastali non può essere riconosciuto un definitivo valore probatorio, bensì una valenza meramente sussidiaria rispetto a quanto desumibile dagli atti traslativi, in quanto contenenti utili indicazioni in ordine all’estensione dei fondi confinanti.
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tar lecce - sentenza 17.12.2014, n. 3112

In caso di istanza del privato volta all'annullamento in autotutela di un atto di primo grado, non è configurabile un obbligo della P.A. a provvedere, che si porrebbe in contrasto con il principio generale di certezza delle situazioni giuridiche a cui si collega l’inoppugnabilità del provvedimento oltre il termine decadenziale previsto dalla legge, oltre che con la previsione normativa di cui all’art. 21 nonies della l. n. 241 del 1990, che rimette alla P.A. la scelta discrezionale di utilizzare o meno il potere di autotutela.
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Consiglio di Stato - Sentenza 15.12.2014 n. 6157

L’art. 38, comma 1, lettera g), del d.lgs. n. 163/2006, nel prevedere per il requisito della regolarità fiscale che “sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti dei lavori, forniture e servizi … e non possono stipulare i relativi contratti, i soggetti… che hanno commesso violazioni definitivamente accertate rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secqondo la legislazione italiana…”, ha lo scopo di tutelare la P.A. in ordine alla credibilità e affidabilità delle imprese che partecipano alla gara, ciascuna delle quali deputata ad assumere il ruolo di contraente con la parte pubblica; in tal caso viene in rilievo il principio della libera concorrenza, che esplica effetti positivi, non solo con riferimento all’ampliamento della partecipazione alle pubbliche gare delle imprese presenti sul mercato, ma anche in relazione all’esigenza della stessa P.A. a che non si configurino debiti tributari che vadano ad incidere sulle condizioni di solvibilità, affidabilità e solidità finanziaria delle imprese concorrenti relativamente ai servizi da rendersi in favore dell’Amministrazione.
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Autorità Nazionale Anticorruzione

Provvedimento del 2.09.2014 (in G.U. n. 246 del 22.10.2014) - Sono stati varati i Bandi-tipo per l’affidamento di lavori pubblici nei settori ordinari per importi superiori a 150.000 euro.

Autorità Nazionale Anticorruzione

Comunicato in G.U. n. 251 del 28.10.2014 - Manuale sulla qualificazione per l’esecuzione dei lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro.

Cassazione Civile, Sez. VI

Sentenza 23.10.2014 n. 22528 - La presunzione di responsabilità di danni alle cose si applica, per i beni demaniali, quando la custodia del bene sia esercitabile nel caso concreto, tenuto conto delle circostanze, della natura limitata del tratto di strada vigilato.

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