CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.04.2015 N. 2172

Nel caso in cui il bando di gara ed in generale la lex specialis della gara non preveda che la cauzione debba essere intestata a tutte le imprese, nel caso di pluralità di offerenti, è illegittimo il provvedimento di esclusione della Stazione Appaltante motivata dalla circostanza per la quale il versamento dell'intero importo richiesto è stato effettuato da una sola di esse.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.03.2015 N. 1601

Sono legittime ed ammissibili in sede di gara di appalto da aggiudicare mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, quelle varianti migliorative che propongono diverse modalità di esecuzione dell'opera (o del servizio), a condizione che non stravolgano l'originaria concezione dell'oggetto del contratto. Ne consegue che anche qualora non previste dal bando, ed a prescindere da ogni espressa previsione di varianti progettuali in sede di lex specialis, deve ritenersi insito nella scelta del criterio selettivo dell'offerta economicamente più vantaggiosa il principio per il quale è consentito al concorrente di proporre quelle variazioni migliorative che non alternino i caratteri essenziali della prestazione richiesta, e quindi che non ledano la par condicio.
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TAR NAPOLI - SENTENZA 25.02.2015 N. 1256

E' inammissibile il ricorso avverso il preavviso di diniego emesso ai sensi dell'art. 10 bis l.n. 241/90 in quanto tale atto non può dirsi espressione di una volontà definitiva dell'Autorità procedente, riflettendo di contro una mera valenza endoprocedimentale. Il provvedimento finale, a seguito del confronto dialettico con l'interessato, può infatti avere anche esito diverso da quello preannunciato nel preavviso, che quindi deve ritenersi privo di autonoma lesività e come tale non è impugnabile.
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TAR LAZIO - SENTENZA 23.01.2015 N. 1351

Devono ritenersi illegittimi i commi 2 e 9, dell’art. 16, d.m. n. 180 del 2010, che, in tema di procedura di mediazione obbligatoria, prevedono il pagamento di un importo di euro 40,00 per le liti di valore fino a 250.000,00 euro e di euro 80,00 per quelle di valore superiore, anche in caso di mancato accordo all'esito del primo incontro. Tali disposizioni infatti, contrastano con il sopravvenuto e novellato art. 17, comma 5-ter, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione”. E' altresì illegittimo l’art. 4, comma 3, lett. b), del d.m. n. 180 del 2010, che impone obblighi di aggiornamento a carico degli avvocati mediatori, il quale contrasta con il sopravvenuto e novellato art. 16, comma 4-bis, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori".
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.01.2015 n. 5

E’ illegittimo il provvedimento che, per dimostrare la proprietà pubblica di un’area, faccia esclusivo riferimento alle risultanze catastali dell’area. Infatti, ai fini della determinazione dell’effettiva proprietà del bene, alle risultanze catastali non può essere riconosciuto un definitivo valore probatorio, bensì una valenza meramente sussidiaria rispetto a quanto desumibile dagli atti traslativi, in quanto contenenti utili indicazioni in ordine all’estensione dei fondi confinanti.
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 22.04.2015 N. 887

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione di una recinzione di un terreno, costruita per impedire l’accesso di estranei, consistente in paletti in ferro collegati da tre file di catena metallica, senza opere murarie, che sia stata emessa dal Comune sul presupposto dell'assenza del preventivo rilascio del permesso di costruire. Ciò in quanto tale manufatto, che per dimensioni e consistenza non comporta un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, deve ritenersi privo di impatto urbanistico e come tale la relativa realizzazione non deve essere preceduta da provvedimento concessorio da parte dell’amministrazione comunale. La distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello ius excludendi omnes alios va rimessa alla concreta indagine delle caratteristiche del manufatto
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.03.2015, N. 3666

Sono illegittime le deliberazioni della Giunta Comunale di Roma che hanno previsto notevoli incrementi tariffari per il rilascio dei permessi di accesso alle Z.T.L., poiché intervenute senza adeguata istruttoria e motivazione. Infatti, il potere discrezionale dell’Amministrazione di fissare le tariffe deve essere fondato su un’adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri della logicità e della proporzionalità. D’altra parte, la mera circostanza fattuale che le tariffe di cui alle deliberazioni in questione siano effettivamente inferiori a quelle in vigore nella città di Milano o nella città di Londra non consente, di per sé, di ritenerle congruenti.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.02.2015 N. 883

La competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione – anche parziale – di strutture in cemento armato; solo in via di eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) dell’art. 16, r.d. n. 274 del 1929, purché si tratti di piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone.
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TAR BRESCIA - SENTENZA 07.01.2015 N. 2

Non può disporsi l’esclusione da una gara di appalto di una ditta che, in contrasto con quanto prescritto dal bando, ha omesso di inserire tra le dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi quella riguardante l’assenza delle circostanze ex art. 38 comma 1-m-ter del D.lgs. n. 163 del 2006, ove la ditta stessa, nel presentare l’offerta, abbia utilizzato il modulo predisposto dalla stazione appaltante non contenente detta dichiarazione. In tal caso, infatti, l’aver presentato l’offerta utilizzando il modulo predisposto dalla P.A., soddisfa il requisito della normale diligenza nella compilazione della domanda di partecipazione alla gare.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.12.2014 N. 6287

E' fondata la domanda di risarcimento dei danni da mancata aggiudicazione di una gara di appalto nel caso in cui sussista il requisito della colpa dell’Amministrazione, fattispecie integrata nel caso in cui il provvedimento di esclusione per presentazione di un’offerta economica inferiore al limite minimo delle tariffe prefettizie sia ritenuto illegittimo dal G.A. che aveva annullato la clausola del bando richiamata dall’Amministrazione a fondamento dell’esclusione, ed a seguito della riapertura della procedura, la offerta della ricorrente era risultata la migliore seppure con valore inferiore alla soglia di anomalia.
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