TAR TOSCANA - SENTENZA 11.06.2015 N. 887

Le circolari amministrative sono gli atti con i quali la pubblica amministrazione fornisce l’interpretazione di fonti normative, soprattutto quelle di rango legislativo,che non costituiscono alcun vincolo ai fini della loro applicazione da parte del Giudice. È del tutto pacifico, infatti, che le circolari amministrative sono atti diretti agli organi ed uffici periferici ovvero sottordinati, e non hanno di per sé valore normativo o provvedimentale o, comunque, vincolante per i soggetti estranei all'amministrazione, con la conseguenza che una circolare amministrativa contra legem può essere disapplicata anche d'ufficio dal giudice investito dell'impugnazione dell'atto che ne fa applicazione.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.06.2015 N. 2784

E’ illegittimo un permesso di costruire in sanatoria per abusi edilizi e per il mutamento di destinazione d’uso che non abbia tenuto conto delle situazioni di vicinato e dell'impatto acustico. Infatti, se è vero che sussiste una tutela civilistica per le immissioni da rumore, è altrettanto vero che la prevenzione dagli inquinamenti è argomento che coinvolge un interesse generale, strettamente connesso alla salute pubblica e alla vivibilità generale degli abitati e dei luoghi, specie in un contesto sensibile come un centro storico. Spetta quindi la Comune tenere in debita considerazione l'impatto acustico nel valutare le ricadute di un cambio di destinazione d'uso da immobile ad uso abitazione ad immobile ad uso ristorante.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.05.2015 N. 2572

E’ illegittimo il provvedimento di interdizione dell’accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (c.d. “daspo”), ai sensi degli artt. 6 e 6-bis della legge n. 401/1989, spiccato nei confronti del titolare della ditta aggiudicataria dell’appalto del servizio bar all’interno dello stadio, motivato con riferimento al fatto che il destinatario del provvedimento aveva permesso a due tifosi della squadra ospite di accedere allo stadio tramite l'accesso riservato al personale di servizio, facendoli passare per collaboratori ed eludendo così i controlli. Tale daspo è illegittimo perchè la condotta censurata non rientra nel novero di cui all'art. 6-bis della legge n. 401/1989, che elenca una serie di fattispecie tipiche, dettagliatamente individuate, e ciò sembra individuare un elenco tassativo non passibile di estensioni interpretative o analogiche, soprattutto se l'evento non ha causato disordini.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 29.04.2015 N. 2172

Nel caso in cui il bando di gara ed in generale la lex specialis della gara non preveda che la cauzione debba essere intestata a tutte le imprese, nel caso di pluralità di offerenti, è illegittimo il provvedimento di esclusione della Stazione Appaltante motivata dalla circostanza per la quale il versamento dell'intero importo richiesto è stato effettuato da una sola di esse.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.03.2015 N. 1601

Sono legittime ed ammissibili in sede di gara di appalto da aggiudicare mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, quelle varianti migliorative che propongono diverse modalità di esecuzione dell'opera (o del servizio), a condizione che non stravolgano l'originaria concezione dell'oggetto del contratto. Ne consegue che anche qualora non previste dal bando, ed a prescindere da ogni espressa previsione di varianti progettuali in sede di lex specialis, deve ritenersi insito nella scelta del criterio selettivo dell'offerta economicamente più vantaggiosa il principio per il quale è consentito al concorrente di proporre quelle variazioni migliorative che non alternino i caratteri essenziali della prestazione richiesta, e quindi che non ledano la par condicio.
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TAR CALABRIA - SENTENZA 11.06.2015 N. 1066

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune, rilevata la carenza di permesso di costruire, ha inibito l’attività di costruzione di una piscina in una struttura turistico-ricettiva, iniziata in virtù di mera denuncia di inizio attività e/o segnalazione certificata di inizio attività. Infatti una piscina non può essere intesa, sotto il profilo urbanistico ed edilizio, quale pertinenza, comportando una durevole trasformazione del territorio ed un impatto non secondario, viste anche le dimensioni di circa 150 mq.
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 25.05.2015 N. 2882

E' nullo, ai sensi dell’art. 21 septies della legge n. 241 del 1990, un provvedimento di demolizione notificato ad una società titolare di una concessione demaniale per la gestione di un complesso turistico balneare volto ad ingiungere la rimozione di alcuni manufatti abusivi realizzati sul demanio marittimo, nel caso in cui l’ordinanza sia carente della esatta identificazione delle opere abusive. Infatti, laddove il provvedimento amministrativo non permetta di individuare con sufficiente certezza i beni giuridici e materiali su cui l’atto è destinato ad incidere, lo stesso deve essere giudicato nullo per difetto di un elemento essenziale e, in particolare, dell’oggetto.
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TAR LAZIO - SENTENZA 20.05.2015 N. 7314

Nell'ambito della verifica dell'anomalia delle offerte presentate nelle gare di appalto, non è possibile predeterminare una soglia rigida di utile al di sotto della quale l’offerta deve ritenersi automaticamente incongrua, dovendosi piuttosto fare riferimento ad altri parametri, quali la serietà della proposta contrattuale, e ciò in quanto un utile apparentemente insignificante può comportare un vantaggio pur sempre rilevante, in termini, per esempio, di crescita di requisiti di capacità tecnica ed economica per la partecipazione a successive gare; solo un utile pari a zero o l’offerta in perdita rendono ex se inattendibile l’offerta economica .
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 22.04.2015 N. 887

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione di una recinzione di un terreno, costruita per impedire l’accesso di estranei, consistente in paletti in ferro collegati da tre file di catena metallica, senza opere murarie, che sia stata emessa dal Comune sul presupposto dell'assenza del preventivo rilascio del permesso di costruire. Ciò in quanto tale manufatto, che per dimensioni e consistenza non comporta un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, deve ritenersi privo di impatto urbanistico e come tale la relativa realizzazione non deve essere preceduta da provvedimento concessorio da parte dell’amministrazione comunale. La distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello ius excludendi omnes alios va rimessa alla concreta indagine delle caratteristiche del manufatto
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.03.2015, N. 3666

Sono illegittime le deliberazioni della Giunta Comunale di Roma che hanno previsto notevoli incrementi tariffari per il rilascio dei permessi di accesso alle Z.T.L., poiché intervenute senza adeguata istruttoria e motivazione. Infatti, il potere discrezionale dell’Amministrazione di fissare le tariffe deve essere fondato su un’adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri della logicità e della proporzionalità. D’altra parte, la mera circostanza fattuale che le tariffe di cui alle deliberazioni in questione siano effettivamente inferiori a quelle in vigore nella città di Milano o nella città di Londra non consente, di per sé, di ritenerle congruenti.
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