CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.03.2015 N. 1601

Sono legittime ed ammissibili in sede di gara di appalto da aggiudicare mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, quelle varianti migliorative che propongono diverse modalità di esecuzione dell'opera (o del servizio), a condizione che non stravolgano l'originaria concezione dell'oggetto del contratto. Ne consegue che anche qualora non previste dal bando, ed a prescindere da ogni espressa previsione di varianti progettuali in sede di lex specialis, deve ritenersi insito nella scelta del criterio selettivo dell'offerta economicamente più vantaggiosa il principio per il quale è consentito al concorrente di proporre quelle variazioni migliorative che non alternino i caratteri essenziali della prestazione richiesta, e quindi che non ledano la par condicio.
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TAR NAPOLI - SENTENZA 25.02.2015 N. 1256

E' inammissibile il ricorso avverso il preavviso di diniego emesso ai sensi dell'art. 10 bis l.n. 241/90 in quanto tale atto non può dirsi espressione di una volontà definitiva dell'Autorità procedente, riflettendo di contro una mera valenza endoprocedimentale. Il provvedimento finale, a seguito del confronto dialettico con l'interessato, può infatti avere anche esito diverso da quello preannunciato nel preavviso, che quindi deve ritenersi privo di autonoma lesività e come tale non è impugnabile.
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TAR LAZIO - SENTENZA 23.01.2015 N. 1351

Devono ritenersi illegittimi i commi 2 e 9, dell’art. 16, d.m. n. 180 del 2010, che, in tema di procedura di mediazione obbligatoria, prevedono il pagamento di un importo di euro 40,00 per le liti di valore fino a 250.000,00 euro e di euro 80,00 per quelle di valore superiore, anche in caso di mancato accordo all'esito del primo incontro. Tali disposizioni infatti, contrastano con il sopravvenuto e novellato art. 17, comma 5-ter, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione”. E' altresì illegittimo l’art. 4, comma 3, lett. b), del d.m. n. 180 del 2010, che impone obblighi di aggiornamento a carico degli avvocati mediatori, il quale contrasta con il sopravvenuto e novellato art. 16, comma 4-bis, del d.lgs. 28 del 2010, secondo cui “gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori".
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.01.2015 n. 5

E’ illegittimo il provvedimento che, per dimostrare la proprietà pubblica di un’area, faccia esclusivo riferimento alle risultanze catastali dell’area. Infatti, ai fini della determinazione dell’effettiva proprietà del bene, alle risultanze catastali non può essere riconosciuto un definitivo valore probatorio, bensì una valenza meramente sussidiaria rispetto a quanto desumibile dagli atti traslativi, in quanto contenenti utili indicazioni in ordine all’estensione dei fondi confinanti.
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tar lecce - sentenza 17.12.2014, n. 3112

In caso di istanza del privato volta all'annullamento in autotutela di un atto di primo grado, non è configurabile un obbligo della P.A. a provvedere, che si porrebbe in contrasto con il principio generale di certezza delle situazioni giuridiche a cui si collega l’inoppugnabilità del provvedimento oltre il termine decadenziale previsto dalla legge, oltre che con la previsione normativa di cui all’art. 21 nonies della l. n. 241 del 1990, che rimette alla P.A. la scelta discrezionale di utilizzare o meno il potere di autotutela.
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TAR LAZIO - SENTENZA 03.03.2015, N. 3666

Sono illegittime le deliberazioni della Giunta Comunale di Roma che hanno previsto notevoli incrementi tariffari per il rilascio dei permessi di accesso alle Z.T.L., poiché intervenute senza adeguata istruttoria e motivazione. Infatti, il potere discrezionale dell’Amministrazione di fissare le tariffe deve essere fondato su un’adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri della logicità e della proporzionalità. D’altra parte, la mera circostanza fattuale che le tariffe di cui alle deliberazioni in questione siano effettivamente inferiori a quelle in vigore nella città di Milano o nella città di Londra non consente, di per sé, di ritenerle congruenti.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.02.2015 N. 883

La competenza dei geometri è limitata alla progettazione, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili, con esclusione di quelle che comportino l’adozione – anche parziale – di strutture in cemento armato; solo in via di eccezione, si estende anche a queste strutture, a norma della lett. l) dell’art. 16, r.d. n. 274 del 1929, purché si tratti di piccole costruzioni accessorie nell’ambito di edifici rurali o destinati alle industrie agricole, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e che per la loro destinazione non comportino pericolo per le persone.
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TAR BRESCIA - SENTENZA 07.01.2015 N. 2

Non può disporsi l’esclusione da una gara di appalto di una ditta che, in contrasto con quanto prescritto dal bando, ha omesso di inserire tra le dichiarazioni sostitutive sui requisiti soggettivi quella riguardante l’assenza delle circostanze ex art. 38 comma 1-m-ter del D.lgs. n. 163 del 2006, ove la ditta stessa, nel presentare l’offerta, abbia utilizzato il modulo predisposto dalla stazione appaltante non contenente detta dichiarazione. In tal caso, infatti, l’aver presentato l’offerta utilizzando il modulo predisposto dalla P.A., soddisfa il requisito della normale diligenza nella compilazione della domanda di partecipazione alla gare.
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 22.12.2014 N. 6287

E' fondata la domanda di risarcimento dei danni da mancata aggiudicazione di una gara di appalto nel caso in cui sussista il requisito della colpa dell’Amministrazione, fattispecie integrata nel caso in cui il provvedimento di esclusione per presentazione di un’offerta economica inferiore al limite minimo delle tariffe prefettizie sia ritenuto illegittimo dal G.A. che aveva annullato la clausola del bando richiamata dall’Amministrazione a fondamento dell’esclusione, ed a seguito della riapertura della procedura, la offerta della ricorrente era risultata la migliore seppure con valore inferiore alla soglia di anomalia.
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TAR MILANO - Sentenza 15.12.2014 n. 3037

Costituiscono nuovi provvedimenti, autonomamente impugnabili, i provvedimenti adottati dalla P.A. che, pur essendo stati assunti all’esito di una pronuncia cautelare, si fondano su una rivalutazione rinnovata e più ampia di quella compiuta in un primo tempo, che dunque non rappresenta una mera esecuzione del disposto cautelare, ma si pone come una rinnovata volontà dell’Amministrazione, solo parzialmente riconducibile all’attività svolta in precedenza.
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