CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.01.2018 N. 58

Ai sensi dell'art. 80, comma 5 lett. m) del D.Lgs. n. 50/2016 - Codice dei Contratti - per individuare un caso di collegamento tra imprese concorrenti, idoneo ad integrare l'ipotesi di esclusione dell'operatore economico, la sussistenza di una generica relazione di fatto tra due concorrenti non è condizione sufficiente perchè si possa ritenere applicabile la suddetta disciplina, in mancanza della prova, posta in carico alla stazione appaltante, del fatto che la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte siano imputabili ad un unico centro decisionale. Nella fattispecie, è illegittima l'esclusione di due imprese concorrenti il cui collegamento sia stato individuato in base al possesso di una piccola quota di partecipazione nel capitale sociale dell'una da parte del consigliere di amministrazione dell'altra, e della mera presenza, sul sito internet di un concorrente, di un collegamento ipertestuale al sito dell'altro operatore ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.12.2017 N. 6135

In ambito di gare d'appalto per l'aggiudicazione di contratti pubblici, le specifiche disposizioni in materia (v. l’art. 86, comma 5 bis, d.lgs. 12 aprile 2016, n. 50; l’art. 79, comma 6, d.p.r. 5 ottobre 2010, n. 210; l’art. 40, comma 3, lett. b) d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163), conducono ad affermare che l’impresa concorrente può vantare legittimamente il possesso del requisito tecnico-organizzativo, costituito dall’aver svolto lavori per un certo importo in una certa categoria, solo se è in possesso dei relativi certificati di esecuzione lavori, poiché in detti documenti contabilit si dà atto dell’avvenuta esecuzione in maniera regolare e con buon esito dei lavori, nonché del risultato delle contestazioni reciprocamente mosse dalle parti contrattuali in seguito all’esecuzione dei lavori, dovendosi ritenere inidonea allo scopo, di converso, la mera contabilizzazione dei lavori attraverso stati di avanzamento dei lavori ...
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CONSIGLIO DI STATO - ADUNANZA PLENARIA - SENTENZA 20.12.2017 N. 11

Il termine per impugnare un atto amministrativo decorre dalla piena conoscenza del provvedimento e dei suoi effetti lesivi e non assume alcun rilievo, al fine di differire il dies a quo di decorrenza del termine decadenziale, l’erroneo convincimento soggettivo dell’infondatezza della propria pretesa. Di conseguenza deve escludersi, fatta eccezione per l’ipotesi degli atti plurimi con effetti inscindibili, che il sopravvenuto annullamento giurisdizionale di un atto amministrativo possa giovare ai cointeressati che non abbiano tempestivamente proposto il gravame e, per i quali, pertanto, si è già verificata una situazione di inoppugnabilità, con conseguente “esaurimento” del relativo rapporto giuridico...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 13.12.2017 N. 5891

Qualora il ricorso in appello sia stato notificato a mezzo PEC ad un indirizzo della P.A. appellata che non risulti contenuto negli specifici registri appositamente individuati dalla legge, se l’Amministrazione non si è costituita in giudizio, con conseguente inconfigurabilità della sanatoria della nullità della notificazione per raggiungimento dello scopo, deve disporsi la rinnovazione della notificazione del ricorso in appello, ai sensi dell’art. 95, commi 2 e 3, c.p.a. e, comunque, ai sensi degli artt. 38 e 44 c.p.a ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.12.2017 N. 5709

E’ legittimo il provvedimento di esclusione da una gara d'appalto di un concorrente motivata in relazione al fatto che i membri del Consiglio di Amministrazione di detta società erano stati rinviati a giudizio “per violazione degli obblighi inerenti la custodia e per aver creato un deposito abusivo di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi determinando contaminazione del suolo”, addebiti questi ritenuti dalla Stazione appaltante stessa manifestazione di “grave negligenza e malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate. Tali circostanze, infatti, sono idonee a mettere in discussione l’elemento fiduciario che deve necessariamente sussistere tra il soggetto che indice la gara e il futuro contraente, sicchè l'esclusione è legittima in quanto non si basa sulla mera constatazione dell’avvenuto rinvio, bensì sulla valutazione della perdita dell'indispensabile elemento fiduciario rimesso ad un autonomo apprezzamento dei suddetti fatti, secondo la previgente disciplina dell'art. 38 comma 1 lett. f) del D.Lgs. n 163/2006 (invero oggi ridisegnata all'art. 80, comma 5, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016) ..
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 03.01.2018 N. 24

È legittima una ordinanza di demolizione di alcuni manufatti consistenti nella trasformazione di un lastrico solare di copertura di un edificio residenziale, in terrazzo destinato alla libera fruizione del proprietario, e, in particolare, nella pavimentazione del lastrico solare e nella apposizione di ringhiere di protezione, ove detta ordinanza sia motivata per carenza del preventivo rilascio del permesso di costruire. Difatti le opere in questione realizzano un cambio di destinazione d’uso trasformando un solaio di copertura, per cui non è prevista la praticabilità, in terrazzo, mediante specifici interventi edilizi, e per questo motivo è necessario il permesso di costruire, non essendo realizzabile detta trasformazione tramite semplice s.c.i.a. né tramite comunicazione di inizio lavori ex art. 6, D.P.R. n. 380/2001 ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 27.12.2017 N. 12692

E' legittimo in quanto sufficientemente motivato il provvedimento con il quale l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ingiunto alla RAI il pagamento di una sanzione pecuniaria, per violazione dell’art. 4, comma 1, lett. b, del D.Lgs. n. 177/2005, con riferimento ai contenuti di una puntata di un programma televisivo (una puntata del programma “Che Tempo che fa” del 10.05.2008) adottato perché, nonostante che il soggetto intervistato (il giornalista Marco Travaglio) dal conduttore del programma, riferendosi al Presidente del Senato, abbia espresso commenti e allusioni offensive e perciò lesive dell’onorabilità e della dignità della persona, il conduttore del programma (Fabio Fazio), durante l’intervista, andata in onda in diretta, non abbia messo in atto un apprezzabile tentativo di dissociazione, anche a nome dell’azienda televisiva, rispetto ai contenuti che venivano riferiti dall’intervistato, essendosi solo orientato, sia pure blandamente, a mitigare l’impatto delle espressioni offensive utilizzate dall’intervistato, e non giungendo pertanto ad integrare quella necessaria forma di inequivocabile dissenso che avrebbe potuto giovare alla RAI ricorrente ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 20.12.2017 N. 5991

Il rimborso del contributo unificato costituisce un’obbligazione ex lege gravante sulla parte soccombente per effetto della condanna alle spese, anche in caso di mancata menzione da parte del giudice, posto che la relativa statuizione comprende, ancorchè implicitamente, la condanna della restituzione alla parte vittoriosa di quanto versato. Inoltre, ai sensi dell’art. 2, co. 2, D.M. n. 55/2014, è da ritenersi pacifico che alla parte vittoriosa spetti anche il rimborso delle spese forfettarie, nella misura del 15% ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.12.2017 N. 5833

La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di concessione di beni pubblici, non si estende alle controversie “concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi ….” come previsto dall'art. 133, co. 1, lett. b), c.p.a., e tale previsione va interpretata nel senso che la giurisdizione del giudice ordinario ha per oggetto le controversie di contenuto meramente patrimoniale, ovvero inerenti quantificazione e pagamento dei corrispettivi in questione, e purché non entri in discussione la qualificazione del rapporto concessorio, con esercizio di poteri discrezionali da parte dell’Amministrazione, dovendosi riconoscere in tal caso la cognizione del giudice amministrativo, in presenza sia di interessi legittimi che di diritti soggettivi. In un siffatto contesto, la scelta dell'Autorità portuale di rideterminare il canone di occupazione di beni del demanio marittimo da parte dell’Autorità portuale, va sindacata innanzi l'A.G.A. , presupponendo un provvedimento amministrativo con cui l’Autorità incide sull’economia dell’intero rapporto concessorio, attraverso l’esercizio di poteri autoritativi...
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TAR VENETO - SENTENZA 29.11.2017 N. 1091

In una gara d'appalto bandita secondo il criterio di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, la commissione aggiudicatrice, nel valutare il pregio tecnico dell’offerta, esercita un tipico caso di discrezionalità tecnica, posto che è chiamata ad applicare regole elastiche ed opinabili, che rientrano nei c.d. concetti giuridici indeterminati. Ne consegue che per attribuire i punteggi all’offerta tecnica, l’amministrazione non applica scienze esatte che conducono ad un risultato certo ed univoco, ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità, per sindacare e contestare il quale non basta evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio, dovendosi piuttosto dimostrare la sua palese inattendibilità, non potendosi ritenere decisiva la mancata indicazione di sub-criteri visto che la loro previsione è considerata solo eventuale dalla dicitura dell'art. 95, comma 8 del nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs n. 50/2016) che ne stabilisce la presenza "ove necessario" ...
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