TAR BASILICATA - SENTENZA 04.04.2018 N. 237

Va annullato il decreto di nomina della giunta comunale composta da due soli assessori che sia stato emanato da un sindaco (di un comune inferiore ai 3.000 abitanti) senza adeguata motivazione del conferimento dell'incarico a soli uomini e senza il richiamo ad un'adeguata istruttoria da cui emerga l'impossibilità di reperire la disponibilità alla nomina di assessori di sesso femminile, non essendo sufficienti delle semplici comunicazioni di indisponibilità a ricoprire la carica di assessore inviate al sindaco dalle consigliere comunali elette, e ciò a maggior ragione ove non siano specificate le ragioni che hanno impedito il rispetto della normativa in materia di parità di genere nella composizione delle Giunte disciplinata dall’art. 46, comma 2, D. Lgs. n. 267/2000 ....
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 26.03.2018 N. 354

Nel nuovo codice dei contratti di cui al D.Lgs. n. 50/2016 vige all'art. 36 il principio di rotazione degli operatori economici da invitare nelle procedure negoziate "sotto soglia", la cui funzione è quella di evitare che possano configurarsi, soprattutto in settori con ristretto numero di operatori, consolidamenti di rendite di posizione a favore del gestore uscente, naturalmente avvantaggiato dalla informazioni raccolte durante il precedente affidamento. Ne consegue che di norma l'affidatario uscente non deve essere invitato alla successiva selezione, ferma l'eccezione che deve essere motivata dalla stazione appaltante sulla base di particolari condizioni da esplicitare nel provvedimento che individua le ditte da invitare ....
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TAR TOSCANA - SENTENZA 08.03.2018 N. 356

E’ illegittima, per violazione del principio di tassatività delle cause di esclusione ex art. 83, comma, 8, D.Lgs. n. 50/2016, nonchè dei principi di libera concorrenza, la clausola di un bando di gara per l’affidamento di un determinato servizio che, invocando generiche ragioni di economicità, limita e circoscrive la partecipazione alle sole ditte aventi sede in specifiche zone del territorio comunale e, comunque, a distanza non superiore a mt. 500 dai confini del territorio comunale, posto che una siffatta previsione della lex specialis incide immotivatamente sulla par condicio della procedura, limitando la partecipazione ed anzi favorendo solo determinati operatori a discapito di altri, senza che detto discrimine si poggi su una valutazione di proporzione con alcun interesse della P.A. ritenuto prevalente. .
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TAR LAZIO - SENTENZA 02.03.2018 - N. 2330

La pratica commerciale di un distributore di biglietti per eventi che non abbia impedito sulla propria piattaforma l'acquisto da parte di pochi soggetti di gran numero di tagliandi, poi destinati al mercato secondario, non è idonea a configurare una fattispecie sanzionabile ex art. 20 comma 2 del Codice del consumo - D.Lgs. n. 206/2005 - in quanto non è provato che tale condotta abbia arrecato un vantaggio economico del professionista nel falsare in misura rilevante il comportamento economico del "consumatore utente" nè è provata come la mancata diligenza contestata abbia influenzato decisioni di natura commerciale del consumatore utente, dovendosi tenere conto della natura "emotiva" e prettamente psicologica che porta il consumatore a volere acquistare ad ogni modo i tagliandi degli eventi che gli interessano, ben sapendo che si trovano solo su un mercato "speculativo". Va conseguentemente ritenuta illegittima una sanzione irrogata dalla AGCM su tali presupposti...
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TAR SICILIA - SENTENZA 19.02.2018 N. 389

La pubblicazione della delibera di aggiudicazione di una gara d'appalto all’albo pretorio non è idonea a determinare la decorrenza del termine di impugnazione, se ad essa non si accompagna la comunicazione dell’aggiudicazione definitiva agli interessati, facendo così decorrere il termine di impugnazione di trenta giorni ex art. 120, comma 5, c.p.a. Va altresì specificato che la Stazione Appaltante ha l’onere della comunicazione individuale degli esiti della gara a tutti i soggetti individuati dall'art. 76, comma 5, del nuovo Codice dei Contratti - D.Lgs. n. 50/2016 e quindi anche al ricorrente che abbia impugnato gli atti di gara, posto che ai sensi della citata normativa “Le stazioni appaltanti comunicano d’ufficio immediatamente e comunque entro un termine non superiore a cinque giorni: a) l’aggiudicazione, all’aggiudicatario, al concorrente che segue nella graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o offerta siano state escluse se hanno proposto impugnazione avverso l’esclusione o sono in termini per presentare impugnazione, nonché a coloro che hanno impugnato il bando o la lettera di invito, se tali impugnazioni non siano state respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva”...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 28.03.2018 N. 1935

Negli appalti pubblici, il requisito della gravità della violazione dell'osservanza delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro deve ritenersi integrato nel caso in cui la fattispecie concreta abbia comportato una lesione della salute dei dipendenti da parte del concorrente, responsabile di non essersi adoperato per prevenire gli infortuni sui luoghi di lavoro secondo gli strumenti prescritti dalla normativa. In tale contesto, deve rilevarsi che il nuovo codice dei contratti (D.Lgs. n. 50/2016) all'art. 80, comma 5, lett. a) del d.lgs. n. 50 del 2016 pone in campo alle stazioni appaltanti il compito di verificare l’osservanza delle suddette norme da parte dei concorrenti, escludendo ogni spazio all'autovalutazione da parte di questi ultimi, ed a tale principio segue il corollario per il quale il concorrente non può giudicare autonomamente irrilevanti i propri precedenti negativi e per questo ometta di darne conto nella relativa dichiarazione di gara ....
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TAR EMILIA ROMAGNA - SENTENZA 19.03.2018 N. 240

Va ricondotta nell'ambito di giurisdizione del Giudice Ordinario una controversia attinente alla contestazione sollevata da parte di un Comune verso una domanda di pagamento di canoni avanzata dall’Agenzia del Demanio, afferente all’occupazione senza titolo di aree appartenenti al patrimonio e al demanio dello Stato, qualora l’utilizzo del bene da parte del Comune non risulti assistito da un formale provvedimento concessorio o di altro titolo tra quelli richiamati all’art. 133 comma 1, lett. b) c.p.a. ed inoltre se il Comune obietti l’esistenza stessa del potere dell’Agenzia del Demanio di richiedere il suddetto pagamento. In una siffatta fattispecie, infatti, la pretesa economica azionata in giudizio non è nemmeno astrattamente riconducibile all’esercizio di un potere amministrativo di cui l’Agenzia del demanio sia titolare, pertanto la controversia sfugge all’inquadramento in una delle fattispecie disciplinate dall’art. 133 c.p.a...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 08.03.2018 N. 1445

La P.A. non può escludere un concorrente da un concorso pubblico, in ragione del fatto che la sua domanda di partecipazione, contrariamente alle previsioni del bando, sia corredata dalla copia di un valido documento di riconoscimento senza sottoscrizione, nel caso in cui quella domanda sia stata trasmessa dall'aspirante candidato tramite la personale casella p.e.c. all’indirizzo p.e.c. all’uopo indicato dalla lex specialis. Difatti, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 38, comma 2, del D.P.R. n. 445/2000 e 65, comma 1, lett. c, del D.Lgs. n. 82/2005, la sottoscrizione è sicuramente necessaria per la presentazione dell’istanza telematica, ma con la sola allegazione senza sottoscrizione della copia del documento di identità...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 26.02.2018 N. 218

In ambito di appalti pubblici, le condanne che devono comportare l'esclusione del concorrente dalla gara, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lettera c) del D.Lgs. n. 50/2016, non sono solo quelle riportate dall'impresa quale soggetto giuridico autonomo e ma anche quelle riportate dal singolo amministratore o soggetto dotato di potere di indirizzo o di controllo sull’impresa stessa. Infatti, una lettura dell’art. 80 orientata con la disciplina comunitaria e con i principi fondamentali della materia già elaborati in vigenza della precedente normativa, porta a preferire un’interpretazione estensiva, nel senso che l’esclusione può essere disposta dalla stazione appaltante anche nel caso in cui la sentenza di condanna ritenuta rilevante sia relativa ad uno dei reati indicati dalla suddetta norma e anche se essa riguardi non l’impresa in sé, ma uno dei soggetti di cui al comma 3 del citato art. 80, nel cui novero va ricompreso anche il Revisore Legale (professionista o società) dell'impresa partecipante, in quanto soggetto tra quelli "dotati di poteri di direzione o di vigilanza o muniti di poteri di rappresentanza, di direzione o di controllo"...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.02.2018 N. 1041

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione e/o rimozione di opere di arredo esterno, quali la collocazione di numerose fioriere realizzate nello spazio antistante alcuni esercizi commerciali, emessa in virtù dell'assenza di preventivo atto di assenso edificatorio da parte dell’Ente locale, posto che detti manufatti non necessitano di alcun permesso di costruire rientrando nelle attività di edilizia libera di cui al comma 1 dell'art. 6 D.P.R. n. 380/2001, o tutt'al più nel novero degli interventi per i quali è sufficiente la comunicazione di inizio lavori, ed in ogni caso non sono sanzionabili con la demolizione, comminabile solo per gli interventi assoggettati a permesso di costruire..
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