TAR TOSCANA - SENTENZA 01.02.2017 N. 173

Il nuovo codice dei contratti - D.Lgs. n. 50/2016 - impone all'art. 167 l'obbligo di inserimento, nei bandi di gara per l'affidamento in concessione, del valore della stessa, costituito dal fatturato totale del concessionario stimato dall'amministrazione aggiudicatrice, a valere quale corrispettivo dei lavori e servizi oggetto della concessione, nonchè per le forniture accessorie. Tale obbligo è inderogabile con la conseguenza che va annullato il bando di gara pubblicato da un istituto scolastico per l'affidamento in concessione del servizio di ristoro mediante distributori automatici che non riporti un siffatto dato ...
Leggi la sentenza integrale

TAR PUGLIA - SENTENZA 25.01.2017 N. 45

Ricade nella giurisdizione del G.O. la controversia attivata dal privato nei confronti di un Comune ed avente ad oggetto l’impugnazione di una ordinanza ingiunzione di pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria per utilizzo di un bene immobile in difetto del preventivo rilascio del relativo certificato di agibilità. Nonostante il collegamento con la materia edilizia, la giurisdizione è devoluta al giudice ordinario, in quanto la sanzione amministrativa interferisce direttamente su un diritto soggettivo perfetto del ricorrente, che è in definitiva il diritto a non vedersi depauperare il patrimonio in forza di provvedimenti amministrativi non sorretti da una effettiva causale ...
Leggi la sentenza integrale

TAR TOSCANA - SENTENZA 23.01.2017 N. 128

Ai fini della decadenza del permesso di costruire per inattività nel termine annuale dalla data di rilascio, quel che rileva è l'inerzia rispetto al titolo ottenuto, indice della mancanza di volontà di dare corso ai lavori assentiti. Ne consegue l'illegittimità del provvedimento comunale di declaratoria di decadenza del permesso di costruire ai sensi dell'art. 15 del D.P.R. n. 380 del 2001, motivato per mancato inizio dei lavori nel termine di legge, qualora il titolare del permesso abbia posto in essere l'esecuzione dello scavo e la posa in opera di una recinzione pur parziale del cantiere, oltre ad aver costruito un muro di confine, per quanto non previsto nel titolo rilasciato ...
Leggi la sentenza integrale

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.01.2017 N. 108

La circostanza per la quale un Ente opera in regime di mercato concorrenziale rappresenta, secondo la CGUE, solo un indice nel senso dell'assenza del requisito teleologico, ma non esclude di per sè che un siffatto Ente, finanziato dallo Stato, dagli enti territoriali o da altri organismi di dritto pubblico, si lasci guidare da considerazioni di carattere non economico. Ne consegue: i) che la circostanza per cui il settore del soccorso stradale sia aperto alla concorrenza non depone ex se nel senso della non qualificabilità di ACI Global come o.d.p.; ii) che, al contrario, prevalenti indici fattuali e sistematici depongono nell’opposto senso di qualificare la società in parola come organismo di dritto pubblico ...
Leggi la sentenza integrale

TAR LAZIO - SENTENZA 11.01.2017 N. 451

Con riguardo al principio di precauzione in campo medico e farmacologico di cui agli artt. 116 e 177 della Direttiva 83/2011, ponendo sostanzialmente due limiti di ragionevolezza costituiti, innanzitutto, dal non fondare la propria decisione su una valutazione meramente ipotetica del rischio e, in seconda analisi in caso di incertezza, imprecisione o inconcludenza degli studi condotti, dalla necessaria esistenza di una probabilità di danno reale per la salute. Sulla base di tale principio, la precauzione non può essere applicata per mere supposizioni, e ne consegue l'illegittimità per difetto di istruttoria e motivazione del decreto del Ministero della Salute 2 dicembre 2015 (in G.U.R.I. dell'11 dicembre 2015) che ha vietato "ai medici di prescrivere preparazioni magistrali contenenti il principio attivo della efedrina, a scopo dimagrante, e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti il predetto principio attivo, a scopo dimagrante" ...
Leggi la sentenza integrale

TRGA TRENTO - SENTENZA 03.01.2017 N. 2

La valutazione circa l’equivalenza di un prodotto, svolta da una commissione di gara in una procedura di selezione pubblica, costituisce espressione di un potere discrezionale dell’Amministrazione e può essere sindacata dal giudice solo nella misura in cui si riveli illogica, contraddittoria od irrazionale elle gare di appalto, l’onere della prova circa l’effettivo rispetto da parte dell’offerta delle specifiche tecniche, o l’eventuale equivalenza del prodotto offerto rispetto alle stesse ex art. 68, co. 4, d.lgs. n. 163/2006, incombe all’aggiudicataria; le inerenti valutazioni rientrano nella discrezionalità tecnica della stazione appaltante, a meno di evidenti aporie logiche o fattuali...
Leggi la sentenza integrale

TAR LAZIO - DECRETO PRESIDENZIALE 28.12.2016 N. 8302

L'ordinanza comunale che vieta su tutto il territorio di Roma Capitale il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali e simili artifici pirotecnici contenenti miscele detonanti ed esplodenti dal 29.12.2016 al 01.01.2017 si dimostra prima facie illegittima per carenza di istruttoria e di motivazione, tenuto in particolare conto che trattasi di un'ordinanza contingibile ed urgente ai sensi dell'art. 54 TUEL che inibisce l'uso di qualsivoglia tipologia di materiale esplodente, per giunta sull'intero territorio comunale ...
Leggi la sentenza integrale

TAR LAZIO - SENTENZA 20.12.2016 N. 12663

E’ legittimo il provvedimento di esclusione di una ditta da una gara di appalto statuita per l'omessa dichiarazione da parte del legale rappresentante di una condanna penale per bancarotta semplice riportata con sentenza di cinque anni prima. E' noto infatti che ai sensi dell'art. 38 d.lg.s n. 163/2006 non sussiste in capo alla stazione appaltante l’ulteriore obbligo di vagliare la gravità del precedente penale di cui è stata omessa la dichiarazione, conseguendo il provvedimento espulsivo alla omissione della prescritta dichiarazione, a prescindere dalla gravità del reato e dalla sua connessione con il requisito della moralità professionale, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante ...
Leggi la sentenza integrale

TAR CAMPANIA - SENTENZA 19.12.2016 N. 5832

Ove una ditta seconda classificata in una gara di appalto abbia inoltrato alla stazione appaltante un istanza tendente ad ottenere la revoca in autotutela della medesima aggiudicazione, non sussiste, in capo alla P.A., l’obbligo di provvedere su tale istanza, e ciò in virtù del principio per il quale i provvedimenti di autotutela sono manifestazione dell’esercizio di un potere tipicamente discrezionale dell’amministrazione che non ha alcun obbligo di attivarlo e, qualora intenda farlo, deve valutare la sussistenza o meno di un interesse che giustifichi la rimozione dell’atto, valutazione della quale essa sola è titolare e che non può ritenersi dovuta nel caso di una situazione già definita con provvedimento inoppugnabile. Pertanto, una volta che il privato, o per aver esaurito i mezzi di impugnazione che l’ordinamento gli garantisce, o per aver lasciato trascorrere senza attivarsi il termine previsto a pena di decadenza, si trovi di fronte ad un provvedimento inoppugnabile a fronte del quale può solo sollecitare l’esercizio del potere da parte dell’amministrazione, quest’ultima, a fronte della domanda di riesame non ha alcun obbligo di rispondere....
Leggi la sentenza integrale

TAR LOMBARDIA - SENTENZA 06.12.2016 N. 2307

L’ingiunzione di demolizione, in quanto atto dovuto in presenza della constatata realizzazione dell´opera edilizia senza titolo abilitativo o in totale difformità da esso, è in linea di principio sufficientemente motivata con l´affermazione dell´accertata abusività dell´opera; ma deve intendersi fatta salva l´ipotesi in cui, per il lungo lasso di tempo trascorso dalla commissione dell´abuso ed il protrarsi dell´inerzia dell´Amministrazione preposta alla vigilanza, si sia ingenerata una posizione di affidamento nel privato. In tale ipotesi si ravvisa un onere di congrua motivazione che indichi, avuto riguardo anche all´entità ed alla tipologia dell´abuso, il pubblico interesse, evidentemente diverso da quello al ripristino della legalità, idoneo a giustificare il sacrificio del contrapposto interesse privato. Nel caso in cui siano trascorsi cinquanta anni dalla commissione del presunto abuso, pertanto, risulta illegittima l'ordinanza di demolizione che non fornisca alcuna adeguata motivazione sull’esigenza dell'abbattimento nonostante il tempo trascorso e il conseguente affidamento ingeneratosi in capo al privato ....
Leggi la sentenza integrale

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.01.2017 N. 341

Anche in regime precedente all'entrata in vigore della l.n. 124/2015 - che ha fissato in diciotto mesi il termine ragionevole massimo entro il quale la P.A. deve emettere un provvedimento di annullamento in autotutela ai sensi dell'art. 21 nonies L. n.241/90 - deve ritenersi illlegittimo il provvedimento d'annullamento d'ufficio di un permesso di sanatoria edilizia disposto dopo tredici anni dal suo rilascio, ove non siano congruamente motivate le ragioni di pubblico interesse che hanno reso indispensabile tale provvedimento, non bastando in proposito il richiamo al ripristino della legalità violata ... ...
Leggi la sentenza integrale

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 23.01.2017 N. 272

Il principio posto a base dell'art. 2 comma 1 bis del D.Lgs. n. 163 del 2016 in base al quale per favorire l'accesso delle piccole e medie imprese ai contratti pubblici, le stazioni appaltanti, ove possibile ed economicamente conveniente, devono suddividere gli appalti in lotti funzionali, non è suscettibile di applicazione vincolata bensì si pone come parametro generale di valutazione da adottare in base ai casi specifici. Tale principio, pertanto, regola l'esercizio di una facoltà discrezionale della Pubblica Amministrazione, imponendole di verificar la possibilità di suddividere gli appalti di grandi dimensioni in lotti, ma pur potendo sempre escludere tale soluzione ove sussistano valide ragioni di senso opposto. La decisione della Stazione Appaltante di non suddividere in lotti un appalto di fornitura del servizio di assistenza specialistica di odontoriatria presso i centri odontostomatologici, motivata con l'obiettivo di fornire la stessa qualità di servizio a tutti gli utenti, costituisce motivazione logica e come tale immune da vizi e censure ...
Leggi la sentenza integrale

TAR SICILIA - SENTENZA 20.01.2017 N. 122

In attesa dell'entrate in vigore dei “pertinenti atti attuativi”, previsti dall’art. 217, comma 1, lett. u) n. 1, del nuovo codice dei contratti D.Lgs. n. 50/2016, deve a tutt’oggi ritenersi in vigore la previsione del comma 1 dell’art. 88 del regolamento di cui al D.P.R. n. 207/2010, a mente del quale il contratto di avvalimento “deve riportare in modo compiuto, esplicito ed esauriente: a) oggetto: le risorse e i mezzi prestati in modo determinato e specifico”. Ne consegue l'illegittimità dell’esclusione da una gara di appalto disposta per il fatto che nel contratto di avvalimento presentato dall'offerente manca una clausola che prevede l’assunzione della solidarietà, tra concorrente e ausiliario, del vincolo, senza che sia stato indicato il motivo per il quale non è stata ritenuta sufficiente l’eterointegrazione del contratto in base al combinato-disposto degli artt. 89, comma 5, D.Lgs. n. 50/2016 e 1374 C.C. ...
Leggi la sentenza integrale

TAR CAMPANIA - SENTENZA 11.01.2017 N. 291

In virtù del testo in vigore dal 2013 degli artt. 3, lett. d) e 10 lett. c) del D.P.R. n. 380/2001, gli interventi di “ristrutturazione edilizia”, consistenti nel ripristino o nella ricostruzione di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, debbono ritenersi assoggettati a permesso di costruire se non è possibile accertare la preesistente volumetria delle opere che, qualora ricadono in zona paesaggisticamente vincolata ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004, hanno l’obbligo di rispettare anche la precedente sagoma dell’edificio, e, invece, alla procedura semplificata della SCIA, se si tratta di opere che non rientrano in zona paesaggisticamente vincolata e rispettano la preesistente volumetria, anche quando implicano una modifica della sagoma dell’edificio...
Leggi la sentenza integrale

TAR VENETO - SENTENZA 10.01.2017 N. 16

Una società operante nel settore turistico analogo a quello degli stabilimenti balneari ha diritto di accedere agli atti di una gara esperita da un Comune, all’esito della quale è stata rilasciata una concessione demaniale marittima a favore di un potenziale concorrente, a nulla rilevando che la società richiedente l’accesso non abbia partecipato alla procedura di evidenza pubblica; non spetta, infatti, alla P.A. valutare nell’ambito del procedimento di accesso la fondatezza o meno delle ragioni poste a base della tutela che l’interessato intende perseguire, essendo bastevole, per l’accoglimento dell’istanza ostensiva, la dimostrazione di un interesse personale e diretto alla conoscenza della documentazione richiesta...
Leggi la sentenza integrale

TAR LAZIO - SENTENZA 02.01.2017 N. 38

E’ legittimo il provvedimento del CSM che ai sensi dell’art. 9, comma 3, della legge 174 del 1991, ha disposto la revoca dalla carica e dalle funzioni di Giudice di pace, che sia motivato con riferimento al fatto che il Giudice interessato, nonostante il grave ritardo rispetto all’obbligo di provvedere al deposito di oltre mille sentenze, ha illogicamente preferito anticipare la trattazione di numerosissimi (nella specie oltre 2.000) procedimenti seriali afferenti la medesima materia, senza provvedere a comunicare ciò alle parti processuali in violazione dell’art. 156 c.p.c. e senza fornire plausibili giustificazioni al CSM su tale anticipazione ...
Leggi la sentenza integrale

TAR SARDEGNA - SENTENZA 28.12.2016 N. 986

Non è obbligato ad astenersi da una commissione di gara di un pubblico concorso, il componente (nella fattispecie, il presidente) che abbia dichiarato formalmente l''insussistenza di cause di incompatibilità, ex art. 51 c.p.c., in quanto non rileva ai fini dell'applicazione restrittiva di tale previsione, che tra il medesimo presidente ed alcuni candidati sussista una generica situazione di ostilità – ovvero difetti un rapporto di serenità – determinata da precedenti rapporti di lavoro, inidonea a qualificarsi come "grave inimicizia". Nei pubblici concorsi vige infatti il principio per il quale il componente di commissione ha l'obbligo di astenersi solo ed esclusivamente se ricorre una delle condizioni tassativamente previste dall’art. 51 c.p.c., senza che le cause di incompatibilità previste dalla predetta norma, proprio per detto motivo, possano essere oggetto di estensione analogica ...
Leggi la sentenza integrale

TAR PUGLIA - SENTENZA 19.12.2016 N. 1913

Ai sensi dell'art. 22 L.n. 241/90, il subappaltatore è titolare di un interesse concreto e giuridicamente rilevante ad ottenere copia degli atti relativi alla contabilizzazione dei S.A.L. di un contratto di appalto, nel caso in cui sussista una situazione di incertezza, allegata alla istanza ostensiva, circa il contenuto dei lavori eseguiti; infatti, la posizione di sub-appaltatrice prima e di diretta consorziata poi della ditta accedente non determina il venir meno della sua soggettività giuridica ed economica, sicché la stessa è certamente legittimata a esercitare, almeno in linea generale e in una prospettiva defensionale, il diritto di accesso....
Leggi la sentenza integrale

CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 15.12.2016 N. 5582

Appare legittima l’esclusione da una gara di appalto celebrata nel vigore del D.L.vo n. 50/2016 (nuovo codice degli appalti) di una società che non ha indicato per la sicurezza cc.dd. ‘interni o aziendali’, con conseguente violazione dell’articolo 95 del decreto legislativo n. 50 del 2016 (il quale, al comma 10, prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro“); in ogni caso non emergono allo stato profili di incompatibilità fra le disposizioni di diritto interno che impongono ora in modo tassativo tale indicazione e il pertinente paradigma normativo eurounitario....
Leggi la sentenza integrale

CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 06.12.2016 N. 5123

Ai fini della decorrenza del termine per l'impugnazione di un permesso di costruire, occorre che le opere rivelino in modo chiaro e preciso le loro caratteristiche, onde permettere ai terzi di cogliere in modo univoco l'entità delle eventuali violazioni urbanistiche e la lesività derivante da tale provvedimento, sicchè in mancanza di diversi indizi tale momento coincide con il completamento dei lavori. Tuttavia, qualora si censuri l'illegittimità del titolo abilitativo per inedificabilità assoluta del lotto di riferimento, la violazione urbanistica e la lesività connessa sono immediatamente percepibili già con l'inizio dei lavori, ed a tale momento va quindi ricondotto il termine di decorrenza per l'impugnazione del provvedimento in questione ....
Leggi la sentenza integrale

Dove siamo

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.