TAR CALABRIA - SENTENZA 22.05.2017 N. 817

In materia di annullamento in autotutela, anche dopo l'entrata in vigore della legge n. 124 del 2015, è rimasta confermata l'impostazione prettamente discrezionale dell’istituto, sicchè il provvedimento di annullamento deve essere basato su una approfondita valutazione comparativa degli interessi in conflitto, di modo che quando la posizione del privato si sia consolidata, l’esercizio del potere di autotutela non può giustificarsi con il mero interesse al ripristino della legalità, dovendo giustificare il perseguimento di uno specifico e ben delineato interesse pubblico concreto ed attuale all’annullamento. Per quanto riguarda gli atti adottati anteriormente all’attuale versione dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990, il termine dei 18 mesi decorre dalla data di entrata in vigore della nuova disposizione (introdotta con la legge 7 agosto 2015, n. 124), salva, comunque, l’operatività del termine ragionevole, già previsto dall’originaria versione dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990..
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TAR TOSCANA - ORDINANZA 11.05.2017 N. 667

Deve essere rimessa alla Corte Costituzionale, per contrasto con gli artt. 3, 11, 97, 117, comma 1, Cost., in relazione all’art. 1 del Protocollo addizionale n. 1 alla CEDU ed all’art. 6, paragrafo 3, del Trattato UE, e 117 comma 2 lett. m) Cost., la questione di legittimità dell’art. 19, comma 6 ter, l. 7 agosto 1990, n. 241, nella parte in cui, prevedendo che la tutela del terzo a fronte della SCIA da altri presentata debba essere esperita solo ed esclusivamente tramite lo strumento del silenzio-rifiuto di cui all’art. 31 c.p.a. rispetto alla mancata risposta dell’Amministrazione circa la sollecitazione delle verifiche amministrative avanzata dal terzo medesimo, omette di fissare il termine entro il quale il terzo può avanzare l’istanza di sollecitazione ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.05.2017 N. 2014

La nuova disciplina dettata dal D.Lgs. n. 50/2016 permette il parziale superamento del principio sancito dall'Adunanza Plenaria n. 1/2003 in ordine al differito onere di impugnazione di clausole del bando non direttamente preclusive della partecipazione del concorrente. Infatti nel caso in cui il bando di gara preveda il criterio di aggiudicazione del massimo ribasso e non già dell'offerta economicamente più vantaggiosa in assenza dei requisiti dell'art. 95 del Nuovo Codice dei Contratti, il bando stesso è immediatamente impugnabile, senza necessità di aspettare il provvedimento di aggiudicazione, considerato che l'interesse sorge dalla deviata modalità di competizione meritocratica, e la lesione concreta è data dalla previsione del massimo ribasso in difetto dei presupposti di legge, mentre in ordine all'interesse ad impugnare lo stesso coincide con la prospettiva di veder annullato il bando di gara con obbligo della stazione appaltante di adottare il criterio di legge dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ritenuto dalle norme del nuovo codice quale criterio “ordinario” e generale...
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TAR LAZIO - SENTENZA 21.04.2017 N. 4885

Integra un caso di responsabilità precontrattuale di cui all'art. 1337 c.c. quello in cui la Stazione appaltante revochi il provvedimento di aggiudicazione definitiva di una gara d'appalto prima della stipula del contratto, per sopravvenuta indisponibilità di risorse finanziarie, ove la P.A. abbia tenuto un comportamento contrario ai canoni di buona fede e correttezza perché, pur avendo conosciuto tale impedimento, non abbia immediatamente ritirato i propri provvedimenti, prolungando inutilmente lo svolgimento della gara e così inducendo i concorrenti a confidare nelle chances di conseguire l’appalto. In tale ipotesi, il danno risarcibile va commisurato con il c.d. interesse negativo, inteso come interesse a non essere coinvolto in trattative inutili a causa del comportamento scorretto della controparte. Tale interesse contempla sia il danno emergente sia il lucro cessante dovuto alla perdita di ulteriori occasioni contrattuali, sfumate a causa dell’impegno derivante dall’aggiudicazione, non sfociata nella stipulazione o, comunque, in ragione dell’affidamento nella positiva conclusione del procedimento ...
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TAR VALLE D'AOSTA - SENTENZA 10.04.2017 N. 16

Ricade nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia in ordine alla legittimità dei provvedimenti di recupero di contributi pubblici erogati, qualora tale attività sia basata su un contestato inadempimento del beneficiario riguardo alle prescrizioni normative in materia di contratti pubblici e di obblighi di corretta rendicontazione, emergendo pertanto vizi legati alla fase di adempimento delle prescrizioni dettate all’atto dell’ammissione al finanziamento ...
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TAR LAZIO - SENTENZA 31.03.2017 N. 4127

E’ illegittimo il provvedimento di esclusione dal concorso, per titoli ed esami, per ammissione di allievi marescialli presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, disposto nei confronti di un candidato di cui si sia rilevato il difetto dei requisiti di moralità e condotta stabiliti per l’ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria come previsto dal bando, non avendo l’Amministrazione tenuto in debito conto la tenuità e la risalenza nel tempo degli eventi considerati, avvenuti in età adolescenziale. Nella fattispecie è stato rilevato che il concorrente, molti anni prima della partecipazione al concorso, era stato sorpreso in spiaggia con una “canna in mano intenta a fumarla”, ed inoltre era emersa un’annotazione della polizia giudiziaria secondo la quale l’aspirante era stato colto nel tentativo di asportare capi di abbigliamento all’interno di un esercizio commerciale...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 23.03.2017 N. 554

Come recentemente rilevato dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato - n. 17/2016 - il meccanismo del silenzio-assenso previsto dall'art. 13 della l.n. 394/1991 per il rilascio del Nulla Osta degli Enti gestori dei parchi, non è stato implicitamente abrogato dalla disciplina generale del silenzio-assenso introdotta dall'art. 3 della l.n. 124/2015, che ha escluso la qualificabilità del silenzio serbato come provvedimento favorevole all'istante in caso di procedimenti relativi alla tutela ambientale o paesaggistica. Infatti, la normativa speciale degli Enti gestori di parchi, dettata dall'art. 13 della l. n. 293/1991, prevale sulla disciplina generale ancorchè sopravvenuta...
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TAR FRIULI VENEZIA GIULIA - SENTENZA 15.03.2017 N. 96

E’ immune da vizi il provvedimento di esclusione da una gara di appalto per omessa dichiarazione una serie di inadempimenti e di risoluzioni contrattuali di cui la concorrente si sarebbe resa responsabile, in precedenza, nell’esecuzione di contratti pubblici ai sensi dell'art. 80, comma 5, lett. c), d.lgs. n. 50/2016, senza che rilevi la circostanza per la quale i precedenti professionali “negativi” non dichiarati sarebbero inconferenti ai fini delle valutazioni in ordine alla integrità e affidabilità della ditta stessa, ai sensi della suddetta norma di legge. Va difatti puntualizzato come la valutazione in ordine alla gravità e rilevanza di tali inadempimenti competa in via esclusiva alla stazione appaltante sulla base della piena cognizione di tutte le circostanze fattuali, nessuna esclusa, che potrebbero assumere rilievo; con la conseguenza che l’operatore economico non ha facoltà di scegliere quali dichiarare ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 13.03.2017 N. 1141

Non può essere ammessa ad una procedura di selezione per l'aggiudicazione di un appalto pubblico una società il cui il legale rappresentante abbia commesso un grave errore professionale, accertato con sentenza penale di condanna, consistente nel reato di lesioni colpose ex art. 589 c.p., per aver cagionato l’omicidio colposo di una ragazza, per mancata adozione di idonee misure di sicurezza di un immobile. Appare infatti evidente che tale caso si qualifichi "ictu oculi" grave, ex art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 163 del 2006 e, pertanto, idoneo a determinare l’esclusione della società concorrente dalla procedura di gara ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.03.2017 N. 1091

Ai fini della verifica della continuità del possesso dei requisiti speciali di partecipazione di cui all’attestazione SOA, è sufficiente che l’impresa abbia presentato istanza di rinnovo nel termine normativamente previsto, ovvero 90 giorni precedenti la scadenza del termine di validità dell’attestazione, ai sensi dell’art. 76, comma 5, D.P.R. n. 207/2010. Tale sistema è infatti volto ad evitare soluzioni di continuità nella qualificazione delle imprese, in modo che la posizione del concorrente che, prima della scadenza dell’attestazione anzidetta, si sia tempestivamente e diligentemente premurato di richiederne il rinnovo, confidando nella sua tempestiva evasione, non può essere penalizzata con l’esclusione dalle gare pubbliche, in applicazione del principio del favor partecipationis e tenuto conto dell’efficacia retroattiva della verifica positiva, idonea a creare una saldatura con il periodo successivo alla scadenza della precedente attestazione, fino all’esito positivo della domanda di rinnovo, sempre che la stessa sopraggiunga prima della data fissata dal provvedimento di aggiudicazione definitiva per stipula del contratto di appalto ....
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.05.2017 N. 2598

E' legittima l'esclusione da una gara d'appalto disposta ai sensi dell’art. 80, comma 5, del nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 50/2016), in quanto il concorrente in questione risulta aver falsamente dichiarato che il legale rappresentante non ha commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro ove, al contrario, sia risultata la esistenza di una sentenza penale di condanna a mesi 3 di reclusione per il reato di cui all’art. 590, commi 2 e 3 cod. pen. per gravi lesioni colpose. Una siffatta mendace dichiarazione, infatti, preclude l'esercizio di ogni potere discrezionale della stazione appaltante di valutare la gravità dell’infrazione accertata, ed inoltre impedisce in radice il ricorso al meccanismo riabilitativo (cosiddetto self cleaning) di cui al comma 7 dello stesso art. 80, data la condotta reticente della ditta interessata ..
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TAR LAZIO - SENTENZA 08.05.2017 N. 5459

Deve ritenersi inammissibile per carenza di interesse e difetto di lesività, l'impugnazione presentata avverso il parere espresso dall'ANAC, dopo l'aggiudicazione di una procedura di gara, ai sensi dell'art. 211 comma 1 del nuovo Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 50/2016) posto che il ricorso è stato presentato da un concorrente, non aggiudicatario, che ha peraltro ritenuto legittima l’aggiudicazione. Difatti la concreta lesione della posizione giuridica del ricorrente va individuata con l'ammissione, prima, e con l'aggiudicazione poi della ditta che ha vinto la gara, e non certo con il provvedimento postumo dell'ANAC ..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 24.04.2017 N. 1894

Va ricondotta alla giurisdizione dell’A.G.O. la controversia avente ad oggetto la decisione di un ente pubblico di dismettere l’intero pacchetto pubblico di una società mista, considerato che una siffatta determinazione costituisce una “scelta a valle” del modello societario. A tale riguardo occorre specificare, infatti, che spettano alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative all’attività unilaterale prodromica alla vicenda societaria, avente natura pubblicistica, con la quale un ente pubblico delibera di costituire una società o di parteciparvi (o di procedere ad un atto modificativo o estintivo della società medesima o di interferire, nei casi previsti dalla legge, nella vita della stessa). Rientrano, di converso, nella giurisdizione ordinaria quelle controversie che riguardano gli atti societari a valle della scelta di fondo di utilizzo del modello societario, i quali restano interamente soggetti alle regole del diritto commerciale proprie del modello recepito ...
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TAR CALABRIA - SENTENZA 12.04.2017 N. 609

Rientra nella giurisdizione dell'A.G.A. la controversia relativa alla fase esecutiva di una convenzione di lottizzazione, ai sensi dell'art. 11, comma 2, l. n. 241/90 ed oggi in virtù dell'art. 133, comma 1 n. 2) del c.p.a. Va respinta la domanda di risarcimento danni azionata da un Comune per presunti vizi occulti e/o non agevolmente riconoscibili di un’opera pubblica prevista da una convenzione di lottizzazione, nei confronti del lottizzante e dell’impresa esecutrice, nel caso in cui l’Ente locale abbia effettuato il formale collaudo dell’opera e tale collaudo si sia concluso con esito favorevole e accettazione dell’opera stessa, circostanza che preclude e rende inoperante la garanzia per i vizi delle opere ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 04.04.2017 N. 1541

Nell’ambito del nuovo processo amministrativo telematico (c.d. P.A.T.) vigente dal 1.01.2017, deve ritenersi che la formazione, la notificazione ed il deposito in formato cartaceo degli atti di parte, con la conseguente mancanza di sottoscrizione digitale, non possano dare luogo ad inesistenza, abnormità o nullità degli atti stessi, bensì soltanto ad una situazione di irregolarità. In tali casi, pertanto, il giudice amministrativo, a mente del combinato-disposto degli artt. 44, comma 2, e 52, comma 1, c.p.a., deve ordinare alla parte che ha redatto, notificato o depositato un atto in formato cartaceo, di regolarizzarlo in formato digitale nel termine perentorio all’uopo fissato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 27.03.2017 N. 1388

Deve ritenersi legittima la delibera con la quale Consiglio di un’Istituto scolastico ha concesso l’utilizzo, fuori dall'orario scolastico, dei locali della scuola, affinchè si svolgessero le benedizioni pasquali richieste dai parroci del territorio, prescrivendo l'accompagnamento degli alunni da parte di familiari e/o adulti responsabili della loro sorveglianza. Occorre infatti rilevare come la “benedizione pasquale” nelle scuole non possa in alcun modo considerarsi attività in grado di incidere negativamente - nè per contenuto, nè per tempo - sullo svolgimento della didattica e della vita scolastica in generale, dovendosi piuttosto assimilare a qualsiasi altra attività “parascolastica”, peraltro liberamente programmabile ed autorizzabile dagli organi di autonomia delle singole scuole anche senza una formale delibera...
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TAR LAZIO - ORDINANZA 23.03.2017 N. 1446

Appaiono prima facie seri dubbi in ordine alla giurisdizione del Giudice Amministrativo a decidere sulla controversia avente ad oggetto l'impugnazione di una deliberazione della Camera dei Deputati avente ad oggetto la cessazione dell'erogazione degli assegni vitalizi e delle pensioni in favore dei deputati che abbiano riportato condanne definitive per i reati di particolare gravità visto che la materia non investe questioni relative al rapporto di pubblico impiego ...
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TAR TOSCANA - SENTENZA 14.03.2017 N. 392

Nell'ambito di un ricorso per l’annullamento del diniego di rilascio del permesso di costruire, è ammissibile la richiesta di condanna della P.A. ad adottare il provvedimento illegittimamente denegato e, in definitiva, il titolo edilizio originariamente richiesto. Difatti tale domanda deve considerarsi ammissibile sulla base del combinato disposto dell’art. 30 comma 1 e 34 comma 3 lett. c) del c.p.a., tenuto conto del fatto che il potere di rilascio del permesso edilizio ha natura vincolata e comporta soltanto l’accertamento di puntuali presupposti di fatto senza richiedere alcun tipo di apprezzamento discrezionale ...
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TAR LOMBARDIA - SENTENZA 10.03.2017 N. 345

Va annullato il provvedimento di divieto di accedere ad impianti sportivi (c.d. DASPO) disposto dal Prefetto sul presupposto che il destinatario dell'atto interdittivo, in occasione di un viaggio di ritorno da una trasferta di calcio, abbia avuto accesso all’autogrill ed ivi abbia prelevato beni di varia natura dagli scaffali occultandoli all’interno degli indumenti indossati e dello zaino che aveva al seguito. Una siffatta ipotesi di reato, infatti, non rientra tra quelle previste in via tassativa dall’art. 6, comma 1, della legge n. 401/1989, ed inoltre la relativa condotta non integra il carattere della violenza, sub specie di violenza su persone o cose ovvero di incitamento, inneggiamento o induzione alla violenza, da intendersi requisito indispensabile per l'integrazione della fattispecie di applicabilità di DASPO ....
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 03.03.2017 N. 1006

La normativa di cui all’art. 31, comma 8, del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia), convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, non consente regolarizzazioni postume della posizione previdenziale, sicchè l’impresa concorrente deve essere in regola con l’assolvimento degli obblighi previdenziali ed assistenziali fin dalla presentazione dell’offerta e deve conservare tale stato per tutta la durata della procedura di aggiudicazione e del rapporto con la stazione appaltante, restando dunque irrilevante, un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva. Occorre al riguardo specificare che l’istituto dell’invito alla regolarizzazione (il c.d. preavviso di DURC negativo) può operare solo nei rapporti tra impresa ed Ente previdenziale, ossia con riferimento al DURC chiesto dall’impresa e non anche al DURC richiesto dalla stazione appaltante per la verifica della veridicità dell’autodichiarazione resa ai sensi dell’art. 38, comma 1, lettera i) ai fini della partecipazione alla gara d’appalto...
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