TAR SICILIA - SENTENZA 19.02.2018 N. 389

La pubblicazione della delibera di aggiudicazione di una gara d'appalto all’albo pretorio non è idonea a determinare la decorrenza del termine di impugnazione, se ad essa non si accompagna la comunicazione dell’aggiudicazione definitiva agli interessati, facendo così decorrere il termine di impugnazione di trenta giorni ex art. 120, comma 5, c.p.a. Va altresì specificato che la Stazione Appaltante ha l’onere della comunicazione individuale degli esiti della gara a tutti i soggetti individuati dall'art. 76, comma 5, del nuovo Codice dei Contratti - D.Lgs. n. 50/2016 e quindi anche al ricorrente che abbia impugnato gli atti di gara, posto che ai sensi della citata normativa “Le stazioni appaltanti comunicano d’ufficio immediatamente e comunque entro un termine non superiore a cinque giorni: a) l’aggiudicazione, all’aggiudicatario, al concorrente che segue nella graduatoria, a tutti i candidati che hanno presentato un’offerta ammessa in gara, a coloro la cui candidatura o offerta siano state escluse se hanno proposto impugnazione avverso l’esclusione o sono in termini per presentare impugnazione, nonché a coloro che hanno impugnato il bando o la lettera di invito, se tali impugnazioni non siano state respinte con pronuncia giurisdizionale definitiva”...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 07.02.2018 N. 98

E’ illegittima la delibera del direttore generale di una Azienda Sanitaria Locale con la quale è stata disposta, per motivi finanziari, la chiusura di tutte le attività a carattere esclusivamente ospedaliero ed in particolare l’attività di pronto soccorso presenti in un Comune, di cui usufruiscono i cittadini di altro Comune in ragione della vicinanza territoriale; infatti, la normativa in tema di servizio di pronto soccorso deve essere applicata nel senso di privilegiare il criterio, all'interno della dimensione regionale del servizio, tendente ad una organizzazione territoriale più rapida possibili e perciò tendente alla conservazione dei presidi nelle zone "svantaggiate". Del resto, l'organizzazione del pronto soccorso rispondere ad un nucleo irriducibile del diritto alla salute, affermato dalla Corte Costituzionale (cfr. nn. 162/2007 e 275/2016) ed è per la sua stessa natura insopprimibile, nonché insuscettibile di essere compresso o ridotto in forza di qualunque altra esigenza politico-amministrativa, tanto meno di carattere finanziario..
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TAR LAZIO - SENTENZA 30.01.2018 N. 1081

E' legittimo il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha irrogato ad un'azienda municipalizzata di trasporti locali (ATAC nella fattispecie) una sanzione pecuniaria per aver pubblicizzato, attraverso l'orario affisso nelle stazioni e pubblicato su internet, un'offerta di servizi di trasporto non corrispondente, per qualità e quantità, al servizio reso, a causa della sistematica e persistente soppressione delle corse programmate, nonchè inferiore rispetto alla programmazione prevista nel Contratto di Servizio stipulato con la Regione Lazio, posto che l'inadeguata ed intempestiva modalità di comunicazione all'utenza della soppressione delle corse costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo (artt. 20, 21 e 22 del D.Lgs. n. 206/2005 e s.m.i.) ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 17.01.2018 N. 279

In ambito di appalti pubblici ai sensi del D.Lgs. n. 50/2016 non è consentito inserire in sede di gara, tra i criteri di valutazione delle offerte, elementi che riguardano la capacità tecnica dell’impresa, al posto di quelli relativi alla qualità dell’offerta, e ciò sia per rispettare i principi ostativi ad ogni commistione fra i criteri soggettivi di prequalificazione e criteri afferenti alla valutazione dell’offerta ai fini dell’aggiudicazione, sia al fine di assicurare la più ampia apertura possibile del mercato, di qui la necessità di tenere separati i requisiti richiesti per la partecipazione alla gara da quelli pertinenti all’offerta ed all’aggiudicazione. Su tali presupposti deve ritenersi illegittima una clausola di un bando che attribuisce una parte preponderante e significativa del punteggio (ben 70 punti su 80) all’esperienza pregressa dei concorrenti, attribuendo all'offerta tecnica soltanto un massimo di 10 punti, in quanto clausola idonea a confondere i requisiti soggettivi di partecipazione alla gara con gli elementi e i criteri oggettivi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in violazione della normativa comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.01.2018 N. 123

Nel nuovo codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 50/2016) è stato introdotto, all'art. 51, il principio comunitario che persegue un favor per la partecipazione alle pubbliche selezioni da parte delle piccole e medie imprese (c.d. PMI) stabilendo il conseguenziale obbligo di suddivisione in lotti della gara. Tale principio, tuttavia, non ha un valore precettivo assoluto ed inviolabile, dovendo essere adattato ai casi concreti, sempre secondo i canoni di adeguatezza, proporzionalità ed efficienza economica. In applicazione di detti principi va considerata legittima la determinazione di una P.A. (nello specifico, ENAC) che ha indetto una gara unica per l’affidamento in concessione della gestione totale degli aeroporti di Reggio Calabria e di Crotone per una durata trentennale, che abbia esplicitato in modo ben persuasivo le ragioni secondo cui la gestione dei due aeroporti calabresi rispondesse a logiche di efficienza economica e di migliore allocazione delle risorse, sì da consentire di derogare in modo del tutto adeguato – e quindi legittimo – al principio della suddivisione in lotti ...
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TAR CAMPANIA - SENTENZA 15.02.2018 N. 1041

E’ illegittima l'ordinanza di demolizione e/o rimozione di opere di arredo esterno, quali la collocazione di numerose fioriere realizzate nello spazio antistante alcuni esercizi commerciali, emessa in virtù dell'assenza di preventivo atto di assenso edificatorio da parte dell’Ente locale, posto che detti manufatti non necessitano di alcun permesso di costruire rientrando nelle attività di edilizia libera di cui al comma 1 dell'art. 6 D.P.R. n. 380/2001, o tutt'al più nel novero degli interventi per i quali è sufficiente la comunicazione di inizio lavori, ed in ogni caso non sono sanzionabili con la demolizione, comminabile solo per gli interventi assoggettati a permesso di costruire..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 02.02.2018 N. 680

A differenza della responsabilità da mancata aggiudicazione, la culpa in contrahendo dell’amministrazione nelle procedure ad evidenza pubblica di affidamento di contratti costituisce fattispecie nella quale l’elemento soggettivo assume una sua specifica rilevanza, in correlazione con l’ulteriore elemento strutturale del contrapposto affidamento incolpevole del privato in ordine alla positiva conclusione delle trattative. Infatti, i presupposti della responsabilità precontrattuale della pubblica amministrazione consistono nell’affidamento ingenerato dal comportamento della stazione appaltante su tale esito positivo e nell’assenza di una giusta causa per l’inattesa interruzione delle trattative. Sussiste pertanto la responsabilità precontrattuale della P.A. nel caso in cui abbia indetto una procedura di finanza di progetto mal valutando l’opera da realizzare e così ingenerando un legittimo affidamento circa la conclusione del procedimento, producendo un danno al concorrente stante l’inattesa ed improvvisa interruzione dell’intera sequenza prenegoziale ...
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TAR UMBRIA - SENTENZA 22.01.2018 N. 56

In tema di appalti pubblici regolamentati dal nuovo Codice dei Contratti di cui al D.Lgs. n. 50/2016, la disciplina dettata dall’art. 95, comma 10, impone l’obbligo per tutti i concorrenti di indicare in sede di offerta economica i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Detto obbligo sussiste anche in ipotesi di silenzio del bando, da ritenersi sul punto eterointegrato, con conseguente esclusione del concorrente che non abbia provveduto all'indicazione dei suddetti oneri, non potendosi ricorrere nemmeno al soccorso istruttorio – diversamente dal sistema previgente dettato dal D.Lgs. n. 163/2006 – trattandosi di indicazione costituente elemento essenziale dell’offerta...
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TAR TOSCANA - SENTENZA 16.01.2018 N. 66

Non può essere respinta l'istanza tendente ad ottenere l’aggiunta al proprio cognome di alcune parole e/o un di un predicato, motivata con riferimento al c.d. divieto do "cognomizzazione" dei predicati nobiliari disposto dall'89 co. 3, d.P.R. n. 396/2000, a mente del quale è vietata "l’attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza”, se l’istanza sia oggettivamente finalizzata ad attestare esclusivamente le antichi origini familiari del richiedente, per ragioni affettive e per il significato che quel cognome riveste nella comunità sociale in cui il richiedente è inserito, senza che rilevi in qualche interesse pubblico contrario che nel caso concreto non ravvisava ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 11.01.2018 N. 118

La responsabilità della P.A. per illegittimità provvedimentale va ricondotta alle ipotesi di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c., per la quale si applica la teoria della "causalità alternativa ipotetica" ma solo in relazione agli illeciti omissivi, per i quali occorre infatti stabilire se l’evento dannoso non si sarebbe verificato se il preteso responsabile avesse posto in essere la condotta doverosa impostagli, mentre detta teoria è priva del suo presupposto rispetto ad illeciti commissivi, quali quelli derivanti dalla formazione di atti amministrativi illegittimi, in relazione ai quali l’accertamento del giudice deve colmare il nesso di causalità giudicando se tali atti possano aver costituito la causa del danno lamentato. A tale proposito, va rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se, in caso di affidamento diretto, senza gara, di un appalto, spetti il risarcimento danni per equivalente derivante da perdita di chance ad una impresa concorrente che avrebbe che potuto concorrere quale operatore del settore economico ...
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