TAR LAZIO - SENTENZA 02.11.2016 N. 10767

L'occupazione e la trasformazione del bene immobile di un privato da parte della P.A., allorché il decreto di esproprio non sia stato emesso o sia stato annullato, integrano un illecito di natura permanente che origina una pretesa risarcitoria idonea a contemplare i danni subiti per il periodo di privazione del bene stesso e quindi la perdita delle utilità da esso ricavabili, sicchè il termine di prescrizione quinquennale di tale diritto al risarcimento decorre dalle singole annualità. Il risarcimento va quantificato nella misura dell'interesse del 5% annuo del valore venale della superficie occupata al momento dell'adozione del provvedimento di acquisizione, come prescritto dal comma 3 del cit. art. 42 bis del d.P.R. n. 327/2001. Nel caso in cui il proprietario del terreno illegittimamente occupato dalla P.A. abbia proposto una domanda risarcitoria intesa a conseguire la reintegrazione patrimoniale del bene, deve essere dichiarato l’obbligo, per la P.A. stessa, di adottare il provvedimento di acquisizione sanante previsto dall’articolo 42 bis comma 3 del testo unico delle espropriazioni ovvero, in alternativa, di determinarsi a restituire definitivamente il bene alla proprietaria. Al fine di non paralizzare a tempo indeterminato l’efficacia della domanda risarcitoria, deve essere fissato un termine (nella specie di 45 giorni), decorrente dalla notificazione o comunicazione della sentenza, entro il quale l’Amministrazione resistente dovrà adottare il provvedimento definitivo al riguardo......
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