TAR SICILIA - PALERMO - SENTENZA 16.07.2024 N. 2251

E’ legittimo il provvedimento con il quale la stazione appaltante, a distanza di sei anni dall’aggiudicazione di un appalto di forniture solo parzialmente eseguito, ed in forza della sussistenza del comprovato bisogno di disporre anche della parte di fornitura mancante, ha affidato allo stesso operatore economico aggiudicatario il completamento della fornitura, ancorché avente ad oggetto un bene (nella specie, macchinario TAC) differente e più tecnologicamente avanzato rispetto a quello previsto negli originari atti di gara, disponendo, contestualmente, l’adeguamento del corrispettivo, entro il limite del 10%. Deve ritenersi che non si sia al cospetto di un nuovo affidamento diretto, ma del perfezionamento e completamento della medesima fornitura, in osservanza del principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale, senza un’alterazione sostanziale del contratto originario, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 9, co. 5, e 120, co. 3, del d. lgs. n. 36/2023. ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 20.06.2024 N. 5507

Va escluso il concorrente (nella specie, di una gara per la stipulazione di un accordo quadro ai sensi dell'art. 54 comma 4 lett. a) D.Lgs. n. 50/2016 per l'affidamento di servizi di progettazione, allesitimento e noleggio di attrezzature audio, video e luci per eventi, fiere e congressi) nei cui confronti è stato riscontrato il difetto di un requisito di partecipazione, e, in particolare, del requisito richiesto dal disciplinare, a norma del quale “Costituiscono requisiti di idoneità: […] b) Possesso della certificazione di idoneità professionale ai sensi del D.M. 37/08, art. 1 co. 2 lett. a) e b)”. La legge di gara richiama, rendendola requisito di partecipazione, l’abilitazione che è prevista dal d.m. n. 37 del 2008 e che, secondo tale fonte, assurge a condizione per la realizzazione, tra gli altri, dei seguenti impianti: “a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere; b) impianti radiotelevisivi, le antenne, gli impianti elettronici deputati alla gestione e distribuzione dei segnali tv, telefono e dati, anche relativi agli impianti di sicurezza compresi gli impianti in fibra ottica, nonché le infrastrutture necessarie ad ospitare tali impianti”...
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TAR MARCHE - SENTENZA 01.06.2024 N. 542

In tema di procedure di selezione di appalti pubblici, ai sensi della nuova disciplina delineata dal D.Lgs. n. 36/2023, e segnatamente in ambito di cause non automatiche di esclusione, deve ritenersi legittimo il provvedimento di esclusione per accertata sussistenza, in capo al concorrente, di gravi violazioni degli obblighi di pagamento di imposte e tasse, per abuso del diritto ai sensi dell’art. 10-bis della L. n. 212/2000 e s.m.i., nel caso in cui: a) il concorrente abbia dichiarato nel DGUE la pendenza di alcuni carichi tributari; b) la P.A. appaltante abbia chiesto una integrazione documentale in ordine ai predetti carichi; c) a seguito della formale e intensa interlocuzione con il seggio di gara, sia effettivamente emersa l’esistenza, nei confronti della società interessata, di gravi violazioni degli obblighi di pagamento delle imposte e tasse, per abuso del diritto ex art. 10-bis, l. n. 212/2000 e s.m.i., ai sensi dell’allegato II.10, D.Lgs. n. 36/2023, trattandosi di debiti fiscali ammontanti a circa 1.920.000,00 € (pari a circa il 65% del valore dell’appalto e superiori anche alla soglia minima di € 35.000,00) d) l’operatore economico non abbia formalmente chiesto di essere ammesso al pagamento rateale sia rimasto concretamente inadempiente ...
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 26.04.2024 N. 8363

In ambito di regolamento comunale (Roma Capitale) per l'occupazione di suolo pubblico (DAC. n. 21/2021), anche con riguardo all'emergenza COVID-19, ed ai sensi della disciplina e classificazione delle strade come disposta dal Codice della Strada, nella viabilità locale è sempre consentita l'occupazione della carreggiata. . ...
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TAR SICILIA (CATANIA) - SENTENZA 26.03.2024 N. 1182

In materia di procedure concorrenziali per l’affidamento di commesse pubbliche, la responsabilità per danni conseguenti all’illegittima aggiudicazione, al fine di potersi configurare un diritto al risarcimento, non esige la prova dell’elemento soggettivo della colpa della stazione appaltante, giacché la responsabilità, negli appalti pubblici, è improntata – secondo le previsioni contenute nelle direttive europee – ad un modello di tipo oggettivo, disancorato dall’elemento soggettivo, coerente con l’esigenza di assicurare l’effettività del rimedio risarcitorio. ...
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TAR SICILIA (PALERMO) - SENTENZA 23.02.2024 N. 703

E’ legittima, in quanto ragionevole e non eccessiva onerosa, e non in contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione ex artt. 3, 10, 68, D. lgs. n. 36/2023 la clausola del disciplinare di gara che impone ai concorrenti di dimostrare tempestivamente, mediante idonea documentazione, la esistenza dello specifico rapporto richiesto dalla lex specialis, intercorrente tra operatore economico che partecipa alla gara e soggetto deputato a svolgere l’incarico. Trattasi di una clausola che, ancorché limitativa della partecipazione ex art. 44, comma 3, d.lgs. 36 del 2023, richiede, anche a pena di esclusione, specifiche forme di dimostrazione della adeguatezza e qualificazione dei componenti della Struttura Operativa Minima di progettazione, avendo, la P.A., ritenuto non sufficiente a soddisfare i requisiti di partecipazione la mera indicazione nominativa dei progettisti di cui intende avvalersi l’operatore; tanto, in ossequio anche ai principi generali di par condicio e di economicità dell’azione amministrativa. Ciò a maggior ragione alla luce del super principio della fiducia ex art. 2, d.lgs. 36/23 per cui: “L’attribuzione e l’esercizio del potere nel settore dei contratti pubblici si fonda sul principio della reciproca fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta dell’amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici”, mentre, nel caso di specie, ragionevolmente l’amministrazione ha deciso di estromettere dalla gara gli operatori economici (imprese) che ingenerassero dubbi relativamente all’affidabilità e la stabilità del rapporto intercorrente con l’operatore economico (professionale) poi incaricato del servizio di progettazione ...
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 23.01.2024 N. 1230

In ambito di gare d'appalto, il mancato caricamento del file contenente l'offerta economica debitamente sottoscritto con firma digitale del legale rappresentante dell'operatore economico partecipante costituisce causa di esclusione. Tale mancanza, infatti, dà luogo ad una carenza strutturale ovvero essenziale dell'offerta economica, tale da determinarne una assoluta carenza del contenuto tipico, non sanabile con con il soccorso istruttorio ...
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TAR SICILIA (CATANIA) - SENTENZA 21.12.2023 N. 3879

Rientra nella giurisdizione del G.O. la domanda giudiziale relativa ad un'istanza risarcitoria avanzata da un'impresa verso una Pubblica Amministrazione in ragione di un annullamento in autotutela di un provvedimento di aggiudicazione. La situazione giuridica soggettiva prospettata si riferisce al ristoro del nocumento economico-patrimoniale nell’occasione patito, non è identificabile nell’interesse legittimo al conseguimento dell’aggiudicazione o in quello al corretto esercizio dei poteri di autotutela (non in contestazione), ma è, piuttosto, rinvenibile nell’affidamento destato nella complessiva attività svolta dalla stazione appaltante, che, in un primo momento, ha disposto, sebbene illegittimamente, il bene della vita richiesto, per poi legittimamente rivedere le proprie determinazioni, provvedendo in autotutela al ritiro dell’aggiudicazione ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 13.11.2023 N. 9682

La verifica dell’anomalia dell’offerta risponde all'esigenza di comprovare l'attendibilità e la serietà della stessa e ad accertare la concreta sostenibilità per l'impresa dello svolgimento dell'appalto alle condizioni offerte. La relativa valutazione della stazione appaltante ha natura globale e sintetica e costituisce espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale riservato alla Pubblica amministrazione che, come tale, è insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che la manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza dell’operato, renda palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta ...
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 13.10.2023 N. 796

In tema di processo amministrativo e, in particolare, di produzione documenti, deve ritenersi tardiva, e, quindi, inammissibile, nonché priva di valenza di prova, la produzione di documento, nel caso in cui il relativo deposito sia stato effettuato mediante inserimento della relativa immagine nella memoria di replica ex art. 73 c.p.a. In questo scenario, mentre la memoria di replica è ammissibile perché tempestivamente depositata, alla immagine del documento, ivi riprodotta, non può essere attribuito alcun valore probatorio, trattandosi di documento prodotto dopo la scadenza del termine perentorio stabilito dall’art. 73 del c.p.a. ..
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TAR CAMPANIA - SALERNO - SENTENZA 03.07.2024 N. 1438

E’ illegittimo il provvedimento con il quale il Comune ha opposto un diniego in ordine ad una SCIA in sanatoria di una tettoia aperta su tutti i lati, che sia motivato con riferimento al fatto che la tettoia, per come realizzata, è riconducibile alla nozione di nuova costruzione, comportante un incremento volumetrico. La realizzazione di una tettoia aperta su tutti i lati, configura un intervento di ristrutturazione edilizia che non crea volumetria, né incide sui prospetti e rientra pertanto nella disciplina della segnalazione certificata di inizio attività, con conseguente applicazione, in caso di violazione dell’art. 22 del D.P.R. n. 380 del 2001, della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 37, pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile, conseguente alla realizzazione degli interventi stessi. In tal caso deve pertanto considerarsi illegittima la più grave sanzione demolitoria, prevista dall’art. 33 e riservata agli interventi di più rilevante impatto urbanistico non assentiti o realizzati in totale difformità ...
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TAR EMILIA-ROMAGNA - PARMA - SENTENZA 18.06.2024 N. 155

In ambito di gare di appalto e di contratti della P.A., deve ritenersi che, nel quadro delineato dal D.Lgs. n. 50/2016, sostanzialmente confermato anche dal D.Lgs. n. 36/2023, l'istituto della proroga tecnica risponde ad esigenze del tutto eccezionali, poiché costituisce una deroga ed una violazione dei principi eurounitari di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza, pertanto è ammissibile solo per esigenze di continuità dell’azione amministrativa, qualora, per ragioni obiettivamente non dipendenti dall’Amministrazione, vi sia l’effettiva necessità di assicurare provvisoriamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente. La c.d. proroga tecnica non può essere considerata un diritto dell’operatore uscente, né comunque un’opzione che l’Amministrazione è tenuta a reputare preferibile rispetto all’affidamento in via di urgenza al nuovo operatore ...
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TAR LAZIO (ROMA) - ORDINANZA 07.05.2024 N. 9004

Va rimessa, in via pregiudiziale, alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, a norma dell’art. 267 TFUE, la seguente questione di interpretazione del diritto dell’Unione: se un’impresa pubblica, operante nei settori speciali (ente aggiudicatore a norma dell’articolo 4, paragrafo 2 della direttiva 2014/25/UE, come recepita dagli articoli 114 e seguenti del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50), tale perché soggetta ad un’influenza dominante da parte di un’amministrazione aggiudicatrice, in particolare di un organismo di diritto pubblico (articolo 2, paragrafo 1, n. 4, della direttiva 2014/25/UE), che ne detiene la maggioranza del capitale, sia tenuta al rispetto delle disposizioni della direttiva 2014/25/UE allorché intenda concludere un contratto di appalto di servizi, di importo superiore alle soglie di rilevanza europea, avente ad oggetto prestazioni non strettamente inerenti le attività di cui agli articoli da 8 a 14 della direttiva 2014/25/UE, ma dirette a soddisfare in via esclusiva o prevalente bisogni dell’organismo di diritto pubblico controllante e delle società da questo, a sua volta, controllate.. ...
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TAR CALABRIA (CATANZARO) - SENTENZA 05.04.2024 N. 555

In materia di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, deve ritenersi che le disposizioni legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica di tali concessioni, sono in contrasto con il diritto eurounitario, segnatamente con l’art. 49 TFUE e con l’art. 12 della direttiva 2006/123/CE; tali norme, pertanto, non devono essere applicate né dai giudici, né dalla pubblica amministrazione. La disapplicazione riguarda anche la più recente disposizione normativa recante una previsione di proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo contemplata dall’art. 3 l. 5.08.2022, n. 118 (anche in combinato disposto con l’art. 10-quater, comma 3, d.l. 29.12.2022, n. 198, conv. con mod. con l. 24.02.2023, n. 14). ...
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TAR PUGLIA (LECCE) - SENTENZA 01.03.2024 N. 304

In forza di quanto previsto dall’art. 54 del D.lgs. n. 36/2023, in caso di gare per lavori o servizi di importo inferiore alle soglie europee e privi di interesse transfrontaliero certo, da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso, deve ritenersi che il Metodo A (di cui all’allegato II.2 del D.lgs. n. 36) per il calcolo della soglia di anomalia replichi esattamente il contenuto del previgente art. 97 co. 2 e 2 bis D.lgs. n. 50/2016. Ne consegue la piena applicabilità degli orientamenti giurisprudenziali già formatisi in tema di provvisorio accantonamento (e non definitiva esclusione) delle offerte comprese nelle cd. “ali”. ...
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TAR LAZIO (LATINA) - SENTENZA 03.02.2024 N. 95

In virtù del c.d. principio di equivalenza, che ammette la comparazione tra prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste dalla lex specialis, deve ritenersi legittima l’aggiudicazione di una gara di appalto di forniture, nel caso in cui, nonostante che l’operatore economico non abbia offerto il prodotto esattamente previsto dalla lex specialis: 1) il giudizio tecnico formulato dalla commissione sia fondato su una motivazione che abbia espressamente ritenuto il prodotto offerto dal concorrente vittorioso in possesso delle caratteristiche richieste dalla lex specialis di gara; 2) il seggio di gara abbia attribuito allo stesso un punteggio non affetto da evidenti aspetti di erroneità o illogicità; 3) il concorrente non vittorioso non abbia addotto e/o evidenziato alcun concreto elemento a supporto dell’affermazione secondo la quale il prodotto del concorrente vincitore sarebbe “radicalmente diverso” da quello richiesto dal capitolato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 12.01.2024 N. 392

Ai sensi della disciplina dettata dall’art. 103 del D.Lgs. n. 50/2016 (oggi art. 117 D.Lgs. n. 36/2023), ai fini della legittima escussione della cauzione definitiva devono coesistere due distinte condizioni: un inadempimento contrattuale imputabile all’aggiudicatario ed un pregiudizio per la Committente. Non può quindi essere escussa una polizza definitiva sul presupposto dell'intervenuta emissione di un provvedimento di interdittiva prefettizia a carico dell'appaltatore, in quanto tale escussione si configurerebbe quale sanzione estranea all’istituto e tale da configurare l’indebito arricchimento della stazione appaltante ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.12.2023 N. 10510

Ai sensi dell’art. 101 c.p.a., il ricorrente ha l’onere di specificare i motivi di appello, non potendo limitarsi ad un generico richiamo delle ragioni già presentate dinanzi al giudice di primo grado, essendo onerato di dover contestare specificamente sul punto la sentenza impugnata. La circostanza per la quale l'impugnazione in appello costituisca un mezzo di gravame avente "effetto devolutivo", non esclude l’obbligo dell’appellante di indicare nell’atto le specifiche critiche rivolte alla sentenza impugnata e, inoltre, i motivi per i quali le conclusioni del primo giudice non sono condivisibili, non potendo il ricorso in appello limitarsi ad una generica riproposizione degli argomenti dedotti in primo grado ...
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TAR CALABRIA (REGGIO CALABRIA) - SENTENZA 26.10.2023 N. 782

con riguardo alla dimostrazione della qualificazione SOA mediante contratto di avvalimento, deve ritenersi che, alla stregua del nuovo impianto normativo, di cui al nuovo codice dei contratti pubblici, d.lgs. n. 36 del 2023, è validamente concluso il contratto di avvalimento per la dimostrazione del possesso della qualificazione SOA, ove l’oggetto del medesimo contratto risulti determinabile “per relationem” sulla base del complesso delle risorse aziendali che valsero all’ausiliaria l’ottenimento della certificazione di qualità. Nella fattispecie, è stato ritenuto idoneo un contratto nel quale l’ausiliaria aveva specificato di mettere a disposizione dell’ausiliata “tutti i mezzi e le attrezzature, i macchinari, i beni finiti, i materiali, il personale che hanno consentito il conseguimento della qualificazione e che verranno messe a disposizione del concorrente per tutta la durata dell’appalto” e cioè l’azienda intesa come complesso produttivo unitariamente considerato e già “testato” ai fini del conseguimento della SOA, nello specifico, in OG1 cl. III. In tal caso, il concorrente interessato ha dimostrato che la messa a disposizione del requisito mancante non si risolve nel prestito di un valore puramente cartolare (ossia l’astratta attestazione SOA), ma nell’impegno “totalizzante” dell’impresa ausiliaria a prestare le proprie risorse e il proprio apparato organizzativo in tutte le parti che giustificano l’attribuzione del requisito di qualità a seconda dei casi: mezzi, personale, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti ..
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 04.10.2023 N. 14681

In caso di concorsi pubblici con quiz a risposta multipla, i quesiti non devono formulare domande ambigue e confondenti, tali da condurre il candidato a scegliere tra la "meno errata" o "l'approssimativamente più accettabile", lasciando dunque spazio ad una possibile interpretazione soggettiva della Commissione. Va conseguentemente annullata l'esclusione di un candidato, nel caso in cui, il quesito rispetto al quale il concorrente avrebbe fornito una risposta errata, si mostri sostanzialmente illegittimo perché, a causa della sua non puntuale formulazione, può condurre a più risposte esatte e non già ad un’unica risposta “oggettivamente” corretta..
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