TAR CALABRIA (CATANZARO) - SENTENZA 05.04.2024 N. 555

In materia di concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, deve ritenersi che le disposizioni legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica di tali concessioni, sono in contrasto con il diritto eurounitario, segnatamente con l’art. 49 TFUE e con l’art. 12 della direttiva 2006/123/CE; tali norme, pertanto, non devono essere applicate né dai giudici, né dalla pubblica amministrazione. La disapplicazione riguarda anche la più recente disposizione normativa recante una previsione di proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo contemplata dall’art. 3 l. 5.08.2022, n. 118 (anche in combinato disposto con l’art. 10-quater, comma 3, d.l. 29.12.2022, n. 198, conv. con mod. con l. 24.02.2023, n. 14). ...
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TAR PUGLIA (LECCE) - SENTENZA 01.03.2024 N. 304

In forza di quanto previsto dall’art. 54 del D.lgs. n. 36/2023, in caso di gare per lavori o servizi di importo inferiore alle soglie europee e privi di interesse transfrontaliero certo, da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso, deve ritenersi che il Metodo A (di cui all’allegato II.2 del D.lgs. n. 36) per il calcolo della soglia di anomalia replichi esattamente il contenuto del previgente art. 97 co. 2 e 2 bis D.lgs. n. 50/2016. Ne consegue la piena applicabilità degli orientamenti giurisprudenziali già formatisi in tema di provvisorio accantonamento (e non definitiva esclusione) delle offerte comprese nelle cd. “ali”. ...
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TAR LAZIO (LATINA) - SENTENZA 03.02.2024 N. 95

In virtù del c.d. principio di equivalenza, che ammette la comparazione tra prodotti aventi specifiche tecniche equivalenti a quelle richieste dalla lex specialis, deve ritenersi legittima l’aggiudicazione di una gara di appalto di forniture, nel caso in cui, nonostante che l’operatore economico non abbia offerto il prodotto esattamente previsto dalla lex specialis: 1) il giudizio tecnico formulato dalla commissione sia fondato su una motivazione che abbia espressamente ritenuto il prodotto offerto dal concorrente vittorioso in possesso delle caratteristiche richieste dalla lex specialis di gara; 2) il seggio di gara abbia attribuito allo stesso un punteggio non affetto da evidenti aspetti di erroneità o illogicità; 3) il concorrente non vittorioso non abbia addotto e/o evidenziato alcun concreto elemento a supporto dell’affermazione secondo la quale il prodotto del concorrente vincitore sarebbe “radicalmente diverso” da quello richiesto dal capitolato ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 12.01.2024 N. 392

Ai sensi della disciplina dettata dall’art. 103 del D.Lgs. n. 50/2016 (oggi art. 117 D.Lgs. n. 36/2023), ai fini della legittima escussione della cauzione definitiva devono coesistere due distinte condizioni: un inadempimento contrattuale imputabile all’aggiudicatario ed un pregiudizio per la Committente. Non può quindi essere escussa una polizza definitiva sul presupposto dell'intervenuta emissione di un provvedimento di interdittiva prefettizia a carico dell'appaltatore, in quanto tale escussione si configurerebbe quale sanzione estranea all’istituto e tale da configurare l’indebito arricchimento della stazione appaltante ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 05.12.2023 N. 10510

Ai sensi dell’art. 101 c.p.a., il ricorrente ha l’onere di specificare i motivi di appello, non potendo limitarsi ad un generico richiamo delle ragioni già presentate dinanzi al giudice di primo grado, essendo onerato di dover contestare specificamente sul punto la sentenza impugnata. La circostanza per la quale l'impugnazione in appello costituisca un mezzo di gravame avente "effetto devolutivo", non esclude l’obbligo dell’appellante di indicare nell’atto le specifiche critiche rivolte alla sentenza impugnata e, inoltre, i motivi per i quali le conclusioni del primo giudice non sono condivisibili, non potendo il ricorso in appello limitarsi ad una generica riproposizione degli argomenti dedotti in primo grado ...
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TAR CALABRIA (REGGIO CALABRIA) - SENTENZA 26.10.2023 N. 782

con riguardo alla dimostrazione della qualificazione SOA mediante contratto di avvalimento, deve ritenersi che, alla stregua del nuovo impianto normativo, di cui al nuovo codice dei contratti pubblici, d.lgs. n. 36 del 2023, è validamente concluso il contratto di avvalimento per la dimostrazione del possesso della qualificazione SOA, ove l’oggetto del medesimo contratto risulti determinabile “per relationem” sulla base del complesso delle risorse aziendali che valsero all’ausiliaria l’ottenimento della certificazione di qualità. Nella fattispecie, è stato ritenuto idoneo un contratto nel quale l’ausiliaria aveva specificato di mettere a disposizione dell’ausiliata “tutti i mezzi e le attrezzature, i macchinari, i beni finiti, i materiali, il personale che hanno consentito il conseguimento della qualificazione e che verranno messe a disposizione del concorrente per tutta la durata dell’appalto” e cioè l’azienda intesa come complesso produttivo unitariamente considerato e già “testato” ai fini del conseguimento della SOA, nello specifico, in OG1 cl. III. In tal caso, il concorrente interessato ha dimostrato che la messa a disposizione del requisito mancante non si risolve nel prestito di un valore puramente cartolare (ossia l’astratta attestazione SOA), ma nell’impegno “totalizzante” dell’impresa ausiliaria a prestare le proprie risorse e il proprio apparato organizzativo in tutte le parti che giustificano l’attribuzione del requisito di qualità a seconda dei casi: mezzi, personale, prassi e tutti gli altri elementi aziendali qualificanti ..
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 04.10.2023 N. 14681

In caso di concorsi pubblici con quiz a risposta multipla, i quesiti non devono formulare domande ambigue e confondenti, tali da condurre il candidato a scegliere tra la "meno errata" o "l'approssimativamente più accettabile", lasciando dunque spazio ad una possibile interpretazione soggettiva della Commissione. Va conseguentemente annullata l'esclusione di un candidato, nel caso in cui, il quesito rispetto al quale il concorrente avrebbe fornito una risposta errata, si mostri sostanzialmente illegittimo perché, a causa della sua non puntuale formulazione, può condurre a più risposte esatte e non già ad un’unica risposta “oggettivamente” corretta..
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 01.09.2023 N. 13508

In caso di cumulo di domande giudiziali incardinate avanti l'A.G.A. che siano soggette a riti differenti (nella fattispecie, ordinario e speciale), trova applicazione l’art. 32 c.p.a. per il quale “È sempre possibile nello stesso giudizio il cumulo di domande connesse proposte in via principale o incidentale. Se le azioni sono soggette a riti diversi, si applica quello ordinario …”. Ne consegue che il giudizio risulta regolato dalla disciplina dettata per il rito ordinario, per cui, per il deposito del ricorso, trova applicazione la previsione sul termine ordinario di trenta giorni, di cui all’art. 45, comma 1, c.p.a. ..
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TAR LOMBARDIA (MILANO) - SENTENZA 05.06.2023 - N. 1383

Rientra nella giurisdizione del G.O. una controversia avente ad oggetto l’impugnazione del provvedimento di revoca di un contributo pubblico disposta perché il beneficiario ha posto in essere alcuni inadempimenti rispetto alle obbligazioni assunte a fronte della concessione del contributo. Infatti una volta emesso il provvedimento concessivo del contributo, la fase di verifica e controllo dell’adempimento degli obblighi del beneficiario attiene all’esecuzione del rapporto, pertanto, le relative controversie appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, poiché attinenti ad un diritto soggettivo ...
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TAR SICILIA (CATANIA) - SENTENZA 26.03.2024 N. 1182

In materia di procedure concorrenziali per l’affidamento di commesse pubbliche, la responsabilità per danni conseguenti all’illegittima aggiudicazione, al fine di potersi configurare un diritto al risarcimento, non esige la prova dell’elemento soggettivo della colpa della stazione appaltante, giacché la responsabilità, negli appalti pubblici, è improntata – secondo le previsioni contenute nelle direttive europee – ad un modello di tipo oggettivo, disancorato dall’elemento soggettivo, coerente con l’esigenza di assicurare l’effettività del rimedio risarcitorio. ...
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TAR SICILIA (PALERMO) - SENTENZA 23.02.2024 N. 703

E’ legittima, in quanto ragionevole e non eccessiva onerosa, e non in contrasto con il principio di tassatività delle cause di esclusione ex artt. 3, 10, 68, D. lgs. n. 36/2023 la clausola del disciplinare di gara che impone ai concorrenti di dimostrare tempestivamente, mediante idonea documentazione, la esistenza dello specifico rapporto richiesto dalla lex specialis, intercorrente tra operatore economico che partecipa alla gara e soggetto deputato a svolgere l’incarico. Trattasi di una clausola che, ancorché limitativa della partecipazione ex art. 44, comma 3, d.lgs. 36 del 2023, richiede, anche a pena di esclusione, specifiche forme di dimostrazione della adeguatezza e qualificazione dei componenti della Struttura Operativa Minima di progettazione, avendo, la P.A., ritenuto non sufficiente a soddisfare i requisiti di partecipazione la mera indicazione nominativa dei progettisti di cui intende avvalersi l’operatore; tanto, in ossequio anche ai principi generali di par condicio e di economicità dell’azione amministrativa. Ciò a maggior ragione alla luce del super principio della fiducia ex art. 2, d.lgs. 36/23 per cui: “L’attribuzione e l’esercizio del potere nel settore dei contratti pubblici si fonda sul principio della reciproca fiducia nell’azione legittima, trasparente e corretta dell’amministrazione, dei suoi funzionari e degli operatori economici”, mentre, nel caso di specie, ragionevolmente l’amministrazione ha deciso di estromettere dalla gara gli operatori economici (imprese) che ingenerassero dubbi relativamente all’affidabilità e la stabilità del rapporto intercorrente con l’operatore economico (professionale) poi incaricato del servizio di progettazione ...
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TAR LAZIO (ROMA) - SENTENZA 23.01.2024 N. 1230

In ambito di gare d'appalto, il mancato caricamento del file contenente l'offerta economica debitamente sottoscritto con firma digitale del legale rappresentante dell'operatore economico partecipante costituisce causa di esclusione. Tale mancanza, infatti, dà luogo ad una carenza strutturale ovvero essenziale dell'offerta economica, tale da determinarne una assoluta carenza del contenuto tipico, non sanabile con con il soccorso istruttorio ...
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TAR SICILIA (CATANIA) - SENTENZA 21.12.2023 N. 3879

Rientra nella giurisdizione del G.O. la domanda giudiziale relativa ad un'istanza risarcitoria avanzata da un'impresa verso una Pubblica Amministrazione in ragione di un annullamento in autotutela di un provvedimento di aggiudicazione. La situazione giuridica soggettiva prospettata si riferisce al ristoro del nocumento economico-patrimoniale nell’occasione patito, non è identificabile nell’interesse legittimo al conseguimento dell’aggiudicazione o in quello al corretto esercizio dei poteri di autotutela (non in contestazione), ma è, piuttosto, rinvenibile nell’affidamento destato nella complessiva attività svolta dalla stazione appaltante, che, in un primo momento, ha disposto, sebbene illegittimamente, il bene della vita richiesto, per poi legittimamente rivedere le proprie determinazioni, provvedendo in autotutela al ritiro dell’aggiudicazione ...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 13.11.2023 N. 9682

La verifica dell’anomalia dell’offerta risponde all'esigenza di comprovare l'attendibilità e la serietà della stessa e ad accertare la concreta sostenibilità per l'impresa dello svolgimento dell'appalto alle condizioni offerte. La relativa valutazione della stazione appaltante ha natura globale e sintetica e costituisce espressione di un tipico potere tecnico-discrezionale riservato alla Pubblica amministrazione che, come tale, è insindacabile in sede giurisdizionale, salvo che la manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza dell’operato, renda palese l’inattendibilità complessiva dell’offerta ...
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TAR PIEMONTE - SENTENZA 13.10.2023 N. 796

In tema di processo amministrativo e, in particolare, di produzione documenti, deve ritenersi tardiva, e, quindi, inammissibile, nonché priva di valenza di prova, la produzione di documento, nel caso in cui il relativo deposito sia stato effettuato mediante inserimento della relativa immagine nella memoria di replica ex art. 73 c.p.a. In questo scenario, mentre la memoria di replica è ammissibile perché tempestivamente depositata, alla immagine del documento, ivi riprodotta, non può essere attribuito alcun valore probatorio, trattandosi di documento prodotto dopo la scadenza del termine perentorio stabilito dall’art. 73 del c.p.a. ..
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TAR CAMPANIA (NAPOLI) - SENTENZA 04.09.2023 N. 4957

Deve essere annullata l'ordinanza sindacale contingibile ed urgente, ex artt. 50 e 54, d.lsg. n. 267 del 2000, emessa sul preteso fine di tutela della incolumità pubblica, ed in carenza di un accertato effettivo pericolo grave e attuale, con cui è stato imposto il divieto di effettuare la sperimentazione o l’installazione della tecnologia 5G sul territorio del Comune. Difatti va rilevato che la materia non può essere regolata tramite lo strumento in esame, tenuto anche conto che il d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito in L. 11 settembre 2020, n. 120, al comma 6 dell’art. 38 “conferma” l’impossibilità di adottare ordinanze contingibili e urgenti sulla materia in esame e, specificamente, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, la cui competenza è riservata allo Stato ai sensi dell’art. 4 della l. n. 36/2001 (..
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 08.08.2023 N. 7694

In tema di gare d'appalto, nei casi in cui la lex specialis chieda ai concorrenti di documentare il pregresso svolgimento di “servizi analoghi”, la stazione appaltante non è legittimata ad escludere i concorrenti che non abbiano svolto tutte le attività oggetto dell’appalto né ad assimilare impropriamente il concetto di “servizi analoghi” con quello di “servizi identici”, atteso che la ratio sottesa alla succitata clausola del bando è il contemperamento tra l’esigenza di selezionare un imprenditore qualificato ed il principio della massima partecipazione alle gare pubbliche, dal momento che la locuzione “servizi analoghi” non s’identifica con “servizi identici"...
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TAR CAMPANIA (NAPOLI) - SENTENZA 14.06.2023 N. 3617

Non va escluso il concorrente di una gara pubblica (appalto di lavori) che ha dichiarato in capo al proprio legale rappresentante la pendenza di un procedimento penale “per reato colposo di cui all’art. 589 c.p.”, nel caso in cui tale procedimento non sia sfociato in alcun provvedimento di condanna esecutivo, come accertato dai controlli eseguiti dalla P.A. in ossequio alle linee guida dell’ANAC n. 6. Difatti non possono ritenersi configurabili quegli elementi atti a dimostrare “con mezzi adeguati che l’operatore economico si è reso colpevole di gravi illeciti professionali, tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità”, come prescritto dall’art. 80, co. 5, del codice dei contratti ai fini dell’esclusione dell’operatore economico...
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TAR EMILIA - ROMAGNA (BOLOGNA) - SENTENZA 22.05.2023 N. 318

In ambito di gare d'appalto, la stazione appaltante ha la possibilità di attivare il c.d. soccorso procedimentale (distinto dal c.d. soccorso istruttorio di cui all’art. 83 c. 9 d.lgs. 50/2016) per risolvere dubbi riguardanti gli elementi essenziali dell’offerta tecnica ed economica, tramite l’acquisizione di chiarimenti da parte del concorrente che non assumano carattere integrativo dell’offerta, ma siano finalizzati unicamente a consentirne l’esatta interpretazione ed a ricercare l’effettiva volontà del concorrente, superandone le eventuali ambiguità ..
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