TAR SICILIA - SENTENZA 05.07.2018 N. 1551

Sussiste l'onere di immediata impugnazione, a decorrere dalla loro conoscenza, di tutte le clausole dei bandi di gara che comportino limitazioni alla partecipazione alla gara e quindi quelle clausole che idonee a comportare l'esclusione da parte della commissione di gara in caso di violazione commessa dal concorrente. Tra tali clausole rientra quella che prevede il divieto di avvalimento frazionato, in quanto è ovvio che, a fronte di un’offerta presentata in violazione di tale divieto, non potrebbe che conseguire la sua esclusione, quanto meno nell’ipotesi in cui la commissione di gara agisca in modo legittimo ...
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TAR PUGLIA - ORDINANZA 20.06.2018 N. 903

Va rimessa all'esame della Corte Costituzionale la questione di costituzionalità dell’art. 120, comma 2 bis, primo e secondo periodo, c.p.a., (limitatamente all’onere di immediata impugnazione dei provvedimenti di ammissione), nella parte in cui obbliga il concorrente ad una gara d'appalto ad impugnare immediatamente le ammissioni delle altre imprese partecipanti alla stessa gara, pena altrimenti l’incorrere nella preclusione di cui al secondo periodo della disposizione, in relazione agli artt. 3, comma 1, 24, commi 1 e 2, 103, comma 1, 111, commi 1 e 2, 113, commi 1 e 2 e 117, comma 1, Cost. e 6 e 13 Cedu, recepita con l. 4 agosto 1955, n. 848 ...
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TAR PUGLIA - SENTENZA 01.06.2018 N. 931

Va annullato il provvedimento comunale di diniego al rilascio di un permesso di costruire (in sanatoria) di una piscina qualora tale opera costituisca pertinenza esclusiva di un immobile a destinazione residenziale legittimamente edificato, quand'anche questo insista in zona agricola, posto che la natura esclusivamente pertinenziale della piscina rispetto alla casa di abitazione realizzata ne determina l'attrazione nell’ambito della destinazione residenziale, in quanto bene non suscettibile di autonomo uso o sfruttamento....
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TAR LAZIO - SENTENZA 21.05.2018 N. 5599

In ambito di gare d'appalto, il termine per impugnare un provvedimento lesivo della sfera giuridica del partecipante decorre dal momento dell’avvenuta conoscenza dell’atto stesso, che può concretizzarsi anche nella partecipazione di un rappresentante della società alla seduta della Commissione di gara che ha verbalizzato detto provvedimento, e ciò a condizione che il rappresentante presente rivesta una specifica carica sociale che gli attribuisce la legale rappresentanza della società oppure che sia munito di procura rilasciata allo scopo di fargli assumere la rappresentanza della società...
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TAR LAZIO - SENTENZA 15.05.2018 N. 5423

Tra i due orientamenti giurisprudenziali formatisi in ordine alle conseguenze della mancata indicazione dei costi della manodopera resa obbligatoria dall'art. 95, comma 10, del D.Lgs. n.50/2016, deve preferirsi quello volto a negare un effetto escludente in via automatica dalla gara se la lex specialis non richieda alcuna specifica dichiarazione in ordine a detti costi e soprattutto se a seguito delle richiese formulate dalla commissione il concorrente possa chiarire tali costi senza che ciò comporti modifica e/o integrazione dell'offerta economica...
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TAR ABRUZZO - SENTENZA 02.07.2018 N. 271

Merita accoglimento la richiesta di proroga di una concessione demaniale di uno stabilimento demaniale sino a tutto il 2035, presentata ex comma 4-bis dell’art. 3 D.L. 400/93 s.m.i., nel caso in cui sia la concessione, sia gli investimenti siano stati compiuti prima della notifica, da parte della Commissione Europea, della lettera di costituzione in mora (02.09.2009) di cui alla procedura di infrazione comunitaria n. 2008/4908, nonché prima della scadenza del termine di recepimento della Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno n. 6/123/CE del 12 dicembre 2006 (28.12.2009), ed infine prima ancora che la Repubblica Italiana attuasse tale Direttiva con il D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59. ...
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CONSIGLIO DI STATO - ORDINANZA 11.06.2018 N. 3553

Va rimessa alla Corte di Giustizia U.E. il quesito volto a chiarire se i principi comunitari di libertà di stabilimento e di libera prestazione di servizi, che non contemplano limitazioni per quanto concerne la quota subappaltatrice ed il ribasso da applicare ai subappaltatori, nonché il principio eurounitario di proporzionalità, siano impeditivi con la normativa dell'art.118 del Codice dei Contratti D.Lgs. n. 163/2006 ,secondo la quale il subappalto non può superare la quota del trenta per cento dell’importo complessivo del contratto e l’affidatario deve praticare, per le prestazioni affidate in subappalto, gli stessi prezzi unitari risultanti dall’aggiudicazione, con un ribasso non superiore al venti per cento ...
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TAR CALABRIA - SENTENZA 28.05.2018 n. 1100

Dato atto dei diversi orientamenti giurisprudenziali formatisi sul punto, deve ritenersi legittima l’esclusione dalla gara di un concorrente che abbia omesso di indicare separatamente nella propria offerta il costo della manodopera, così come espressamente previsto dalla lettera d’invito e dall'art. 95, comma 10, D.Lgs. n. 50/2016, tenuto conto che tale carenza non può essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, pena l’alterazione della par condicio tra i partecipanti, trattandosi di elemento sostanziale dell’offerta economica, non essendo invocabile alcuna scusabilità o regolarizzazione dell’omissione, trattandosi di norme legislative chiare ed univoche circa il possesso di determinati requisiti di qualificazione...
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CONSIGLIO DI STATO - SENTENZA 16.05.2018 N. 2896

Nelle gare di appalto, l’incameramento della cauzione provvisoria è conseguenza automatica del provvedimento di esclusione, e, come tale, non suscettibile di valutazioni discrezionali da parte dell’amministrazione - nè del giudice in sede contenziosa - in relazione ai singoli casi concreti, e pertanto non rilevano, nè possono essere efficacemente addotte in impugnativa giurisdizionale, eventuali valutazioni volte ad evidenziare la non imputabilità a colpa della violazione che ha dato causa all’esclusione....
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TAR PUGLIA - SENTENZA 09.05.2018 N. 672

Non può essere comminata l'esclusione da una gara d'appalto di un concorrente nei cui confronti in passato è stata disposta la risoluzione di un contratto di appalto per gravi illeciti professionali ex art. 80, comma 5 lett. c D.Lgs. n. 50/2016, nel caso in cui la ditta abbia tempestivamente contestato in giudizio il provvedimento di risoluzione contrattuale. Difatti la disciplina sopra richiamata, se da un lato consente alla stazione appaltante di escludere il concorrente la cui integrità o affidabilità sia resa dubbia dalla circostanza – da dimostrarsi con mezzi adeguati – che lo stesso si sia reso colpevole di gravi illeciti professionali, dall'altro chiarisce che tra tali ipotesi vi è quella della risoluzione anticipata per significative carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto o di concessione “non contestata in giudizio” ovvero “confermata all’esito di un giudizio” ovvero ancora che abbia dato luogo “ad una condanna del risarcimento del danno o ad altre sanzioni”....
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